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LO SCONTRO POLITICO

Il Movimento 5 Stelle si mobilita contro l’autonomia differenziata: «Nuovo Porcellum targato Calderoli» – VIDEO

A Catanzaro con il leader Fico i parlamentari Orrico, Baldino, Scutellà e De Raho che attacca il centrodestra sul “caso Gentile Jr”: «Obbrobrioso»

Pubblicato il: 15/04/2023 – 16:24
Il Movimento 5 Stelle si mobilita contro l’autonomia differenziata: «Nuovo Porcellum targato Calderoli» – VIDEO

CATANZARO “No al disegno di legge Calderoli che divide il Paese e rischia di dare il colpo mortale al Mezzogiorno e alla Calabria”. La mobilitazione del Movimento 5 Stelle  contro l’autonomia differenziata a trazione leghista-centrodestra fa tappa a Catanzaro, guidata dal leader pentastellato Roberto Fico, già presidente della Camera e oggi presidente dei garanti M5S: con lui la vicecapogruppo alla Camera Vittoria Baldino e i parlamentari Federico Cafiero De Raho, Anna Laura Orrico ed Elisa Scutella, che per l’occasione inaugurano la nuova sede catanzarese del Movimento, insieme al consigliere comunale Danilo Sergi.  Il blocco pentastellato inoltre si intrattiene con il sindaco Nicola Fiorita prima di lanciare le bordate sul tema dell’autonomia differenziata.

Baldino, Orrico e Scutella all’attacco

Anzitutto Fico, che parla di «nuovo Porcellum targato Calderoli» e di «una vergogna nella quale chi ci rimette di più sono le regioni più deboli come la Calabria, ci rimette il Sud ma ci rimette anche il Nord». Sulla stessa linea la Baldino:  «Hanno fatto una riforma senza valutarne i rischi e i danni che potrebbero causare a tutto il Paese. non soltanto al Sud ma – ahimè – soprattutto alle regioni del Sud che hanno patito di più l’abbandono da parte della politica e che purtroppo continueranno ad avere di meno. Ma – evidenzia la vicecapogruppo M5S alla Camera – anche alle regioni del Nord, perché un Paese che continua ad andare a due velocità sicuramente non è un Paese che viaggia veloce e al ritmo delle altre potenze europee. Quindi partiamo dal rispetto dei diritti costituzionali che devono essere garantiti a tutti, a prescindere dal luogo in cui si nasce e finiamo con il dire – conclude Baldino – che il Paese ha bisogno di correre». Critiche al governo poi dalla Orrico e dalla Scutellà. «E’ un tema fondamentale che purtroppo – spiega la Orrico – i cittadini non conoscono in maniera approfondita e che soprattutto la politica, quella che sostiene il governo Meloni, non diffonde perchè come spesso capita nel paese le leggi importanti che cambiano il destino del nostro Paese vengono fatte di nascosto. L’autonomia differeziata sarà negativa per il Sud ma in generale per tutte le aree che soffrono la careza di servizi, perchè il disegno di legge Calderoli si basa su un principio prettamente economico, e cioè che le aree e le regioni più ricche del paese vogliono tenersi questa ricchezza per erogare servizi migliori e quindi – rileva la Orrico – continuare ad attrarre emigranti rendendo così più deboli le regioni più deboli». A sua volta, per la Scutella « questa mobilitazione dimostra che il Movimento 5 Stelle esiste e si radica sul territorio, è la risposta a chi dice che saremmo spariti».

Fico (al centro) con Fiorita e De Raho

L’intervento di De Raho

Infine, De Raho: «Siamo per un’autonomia uguale, uniforme, identica, che consenta a tutte le Regioni, soprattutto a quelle meno avanzate – e putroppo la Calabria è tra queste – di raggiungere gli obiettivi che tutti ci proponiamo: uno sviluppo economico e imprenditoriale e occupazione per tutti». E lo stesso De Raho poi torna sul tema – molto battuto dal M5S – della “manovra” del  centrodestra (“manovra pro Gentile jr”, dicono i maligni), di cambiare, in Giunta delle elezioni alla Camera, i criteri per la valutazione di validità o nullità dei voti alle ultime elezioni  politiche. «Le regole – osserva De Raho – sono la base della nostra democrazia e sono i valori che la nostra Costituzione ha posto alla base del Paese. Quando vengono stravolte le regole la reazione dev’essere molto forte. Nell’ambito della Giunta delle elezioni  è stato proposto di cambiare una regola, ma non per il futuro bensì per il passato. Il che – è evidente – è contrario anzitutto ai nostri principi costituzionali, è contrario al principio di legalità e allo Stato di diritto. Leggere diversamente rispetto al momento delle elezioni significa non dare al voto il suo effettivo significato: sia gli elettori sia gli scrutatori ben conoscevano le regole, che erano quelle dettate  nelle istruzioni del ministero dell’Interno. Da ciò – aggiunge il deputato M5S – ne deriva che l’elettore che ha sbarrato due simboli nell’ambito di una coalizione non ha voluto dare il voto a quei partiti, ha voluto annullare il proprio voto. Altrimenti, avrebbe espresso il voto in modo corretto. Quindi ora riesumare questa parte, assegnando una regola diversa e stravolgendo i principi che regolano lo Stato di diritto è davvero qualcosa di obbrobrioso». (c. a.)

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