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Il “piccolo trotto” del Consiglio regionale nel ristagno (apparente) della politica calabrese

Ritmo sempre compassato. In settimana l’agenda prevede una seduta dedicata al question time. Per il resto, si guarda a Roma (e a Forza Italia)

Pubblicato il: 16/04/2023 – 10:03
Il “piccolo trotto” del Consiglio regionale nel ristagno (apparente) della politica calabrese

LAMEZIA TERME L’agenda della prossima settimana non è particolarmente piena. Domani a Palazzo Campanella Conferenza dei capigruppo, probabilmente sarà convocato ufficialmente il Consiglio regionale, la data indicata è il 20 aprile: all’ordine del giorno ci sarà il question time, e forse qualche provvedimento che nel frattempo maturerà. Per il resto, al momento il diario di bordo contempla una seduta dell’Anti-ndrangheta sempre per il 20 aprile. È il “piccolo trotto” del Consiglio regionale, che oramai da mesi registrare un ritmo più sincopato e molto più compassato rispetto al primo anno di legislatura, con una produzione normativa che ha evidentemente “frenato”, sul piano della quantità ma anche della qualità. Secondo molti analisti politici tutto questo è l’effetto della fase di transizione che la politica calabrese (come altrove per la verità) ha imboccato dopo le elezioni per il Parlamento di fine settembre scorso, con i conseguenti assestamenti romani che si sono proiettati anche sul territorio e che evidentemente ancora non si sono consolidati in equilibri più definiti. Una fase di transizione in vista della deadline del 2024 – ci saranno le Europee e, nel caso della Calabria, il tagliando di metà legislatura regionale – e una fase di ristagno, anche se apparente. A viverla è essenzialmente la maggioranza di centrodestra che governa con la leadership del presidente Roberto Occhiuto. Sul piano della compattezza dello schieramento non ci sono ovviamente dubbi, a parte qualche smagliatura e qualche mugugno fisiologici all’interno dei singoli partiti si procede con una navigazione tranquilla e in un clima unitario. Ma gli occhi sono rivolti allo scenario nazionale, che è oggettivamente in ebollizione.

L’attenzione generale su Forza Italia

L’attenzione generale poggia su Forza Italia, com’è comprensibile, in riferimento alle condizioni di salute di Silvio Berlusconi, che giocoforza, al di là del costante miglioramento del Cavaliere, costringono gli azzurri ma anche gli alleati a ragionare in prospettiva. In Calabria la funzione equilibratrice e la statura nazionale di Occhiuto – spiegano molti osservatori politici – sta evitando ed eviterà contraccolpi, ma gli scenari futuri possono ridisegnare tutto l’orizzonte politico. Scenari che gli organi di informazione nazionale stanno descrivendo con cadenza quotidiana.
Alcuni giorni fa Repubblica a esempio ha parlato di un asse sempre più stretto tra la premier e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e la famiglia Berlusconi politicamente impersonata dal coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, asse  finalizzato a approdo comune dopo le Europee che passerebbe – usando le parole di Repubblica – da «ponti anche verso gli azzurri più inquieti del Sud» e dal rafforzamento di «progetti e investimenti in Regioni governate da Forza Italia, come la Calabria di Roberto Occhiuto e la Sicilia di Renato Schifani».
Un asse che avrebbe anche l’obiettivo di anticipare le eventuali mosse della Lega di Salvini (il cui disegno di fagocitare Forza Italia risale negli anni) e di sterilizzare ulteriori movimenti centristi (già in panne come dimostra la rottura tra Calenda e Renzi). Scenari, comunque, va ribadito, mentre al momento il quadro politico sembra fermo. Anche in Calabria: qui il centrodestra, favorito anche da un centrosinistra velleitario e sempre molto timido, procede comunque in piena tranquillità, evitando di imperticarsi in percorsi tortuosi come testimonia l’andamento lento del Consiglio regionale. In vista ci sono anche riforme importanti – come quella dei Consorzi di bonifica, con il disegno di crearne uno solo a carattere regionale con 11 Distretti territoriali o quella dell’Azienda Calabria Lavoro in agenzia – ma ancora di concreto c’è pochino, anche se ci sono avvisaglie di possibili tensioni nella maggioranza (nell’ultima seduta della sesta Commissione a esempio il solo evocare la riforma dei Consorzi di Bonifica avrebbe provocato qualche “scintilla” tra esponenti del centrodestra). (a. c.)

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