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L’inchiesta

Corruzione, la gip cosentina Castriota si difende dall’accusa

È stata ascoltata in carcere dal giudice delle indagini preliminari di Perugia. È al centro dell’inchiesta della Procura umbra assieme ad altri due

Pubblicato il: 27/04/2023 – 9:37
Corruzione, la gip cosentina Castriota si difende dall’accusa

PERUGIA «Non ci sono stati reati, solo comportamenti deontologicamente non corretti. Tra noi c’è vero amore ed è sbagliato dire che stavamo assieme per interesse». Così il giudice cosentino Giorgia Castriota, si è difesa dall’accusa di corruzione che l’ha colpita portandola in carcere giovedì scorso dove è stata interrogata dal giudice delle indagini preliminari di Perugia. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Perugia, ha coinvolto oltre a Castriota, gip di Latina, anche altre due persone: il commercialista Silvano Ferraro nominato dalla stessa come coadiutore di alcune società in amministrazione giudiziaria e Silvana Vitto, collaboratrice di Castriota. I primi due sono finiti in carcere con accusa di corruzione, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità.
Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, Castriota avrebbe dunque negato qualsiasi addebito e “smontato” anche la tesi del legame sentimentale tra la stessa e Ferraro.
«Ho scelto di restare a vivere a Roma (in affitto sulla circonvallazione Trionfale, ndr) per stare vicino a lui — ha spiegato nel suo interrogatorio Giorgia Castriota, assistita dall’avvocato Giuseppe Valentino riportato sul Corriere della Sera – tanto che condividevamo la stessa colf».
E anche da Ferraro, sentito dal gip arriverebbe una conferma a questa tesi: «Era normale – riporta sul Corriere della Sera la dichiarazione del consulente, assistito dal suo legale Gianluca Tognozzi – che io le dessi una mano con le spese della casa, dato che guadagnavo di più».
Respinte anche le accuse, formulate dalla procura di Perugia retta dal Raffaele Cantone, di costosi regali effettuati da Ferraro alla giudice cosentina. Stando a quanto riportato dal Corriere quegli oggetti preziosi sarebbero stati acquistati con soldi proprio o con contributi dello stesso commercialista per aiutarla nelle spese sostenute.
Il legale di Castriota ha chiesto l’annullamento dell’arresto in carcere e per questo ha fatto ricorso al Riesame così come Ferraro.
Mentre Stefania Vitto, finita ai domiciliari, dovrà essere ancora ascoltata dal gip.

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