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Turismo, la Calabria non «investe adeguatamente sui social»

Dati emersi dal Regional Tourism Reputation Index. Il 37% dei viaggiatori internazionali sceglierà l’Italia nel 2023

Pubblicato il: 08/05/2023 – 8:03
Turismo, la Calabria non «investe adeguatamente sui social»

Il turismo sta tornando a livelli pre-pandemici, ma l’Italia deve sfruttare meglio le sue risorse: eventi sportivi internazionali, soluzioni digitali e sostenibili, una migliore collaborazione tra la sfera pubblica e privata e investimenti nelle infrastrutture e in innovazione, saranno chiave per rafforzare il settore. Questo quanto emerge dall’ultima ricerca di Rome Business School “L’Impatto del turismo in Italia. La ripartenza tra cultura, sostenibilità e grandi eventi” a cura di Jacopo Ibello, esperto di turismo industriale, e Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School. Lo studio conferma che se il 2022 è stato importante per l’Italia per rialzare la testa, sarà nel 2023 il boom di turismo nel Paese. Il 37,7% dei viaggiatori internazionali che sceglieranno l’Italia lo faranno perché attratti soprattutto da cultura, enogastronomia (1 turista su 4) e grandi eventi.

Si superano i livelli pre-pandemici

L’Italia si posiziona tra le destinazioni turistiche più gettonate al mondo (7º posto, dati Mastercard 2022) e il settore turistico rappresenta ben il 14% del PIL del Paese, dando lavoro a quasi un milione e mezzo di persone (ISTAT, 2022). La cultura è ancora ciò che attira il maggior numero di turisti: in testa Roma, seguono Firenze e Milano per città più culturali d’Italia, ma è Firenze ad eccellere in trasformazione digitale e vivibilità. Lo studio dimostra infatti che il turista 2023 desidera sempre più un’esperienza attenta alla sostenibilità, ricercando “città intelligenti” e accessibili, e fortemente innovative a livello di fruibilità digito-culturale. Segno della ripartenza, già nel 2022 la vacanza culturale in Italia valeva 17,1 miliardi (0,9 per cento del PIL): quasi il doppio rispetto al 2021 e appena inferiore al surplus nel 2019 (1,0 per cento del PIL). Sia le entrate che le uscite turistiche sono pressoché raddoppiate rispetto al 2021. Nel 2022, l’Italia era risultata quarta in Europa per presenze negli esercizi ricettivi, con una quota del 13,4% sul totale dei Paesi della UE. Secondo Demoskopika, si dovrebbero registrare a fine 2023 quasi 127 milioni di arrivi e quasi 442,5 milioni di presenze a livello mondiale, con una crescita rispettivamente pari all’11,2% e al 12,2%. 

Più investimenti sui social

Secondo l’ISTAT (dati 2022) dalla pandemia, 7 musei su 10 (il 73%) hanno adottato le modalità di visita online. Le destinazioni “smart”, quelle con servizi telematici per i turisti, possono rappresentare l’ambiente ideale per dispiegare le potenzialità delle innovazioni tecnologiche in questo settore. Stando ai dati ICityRate 2022, Milano, Firenze e Bologna sono al top della classifica delle città più smart d’Italia, che seguono principi di sostenibilità, innovazione e accessibilità. A livello social invece, secondo il Regional Tourism Reputation Index (2022), la regione più apprezzata dagli utenti è il Trentino-Alto Adige, con maggiore visibilità, like e follower nelle pagine social ufficiali di promozione turistica. Seguono Toscana ed Emilia-Romagna e si trovano a non investire ancora adeguatamente sui social Molise, Campania e Calabria. Per Lenstore (2022), le città italiane con maggiore “social appeal”, in base al numero di hashtag su Instagram e di video su TikTok sono Milano (oltre 4 miliardi di video), Roma (oltre un miliardo) e Venezia (800 milioni). «Il 2023 è l’anno dell’Italia, ma il Paese dovrà essere pronto ad accogliere le nuove esigenze dei turisti, dimostrarsi all’altezza delle loro aspettative in termini di accessibilità, digitalizzazione, sostenibilità di città, eventi e strutture turistiche», conclude Valerio Mancini.

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