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L’INTERVENTO

Sanità, Occhiuto: «In Italia spesso scelte sbagliate e clamorosi errori di programmazione»

Il governatore a “Mattino 5”: «Una stortura la privatizzazione delle professioni sanitarie, bene il freno messo dal ministro Schillaci»

Pubblicato il: 11/05/2023 – 9:44
Sanità, Occhiuto:  «In Italia spesso scelte sbagliate e clamorosi errori di programmazione»

CATANZARO Nella santità in Italia «le scelte sono state spesso sbagliate in termini di programmazione». Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Occhiuto intervistato a “Mattino 5” su Canale 5 sui problemi della sanità in Calabria e in Italia,  a partire dai pronto soccorso spesso teatro di disservizi e di aggressioni agli operatori.

«Clamorosi errori di programmazione»

«Io ci vado spesso negli ospedali perché governo la sanità in Calabria come commissario e assicuro che in Calabria i problemi che ci sono nel resto del Paese sono ancora più acuiti da tanti anni di commissariamento», ha spiegato Occhiuto. «Paghiamo nel Paese – ha sostenuto il presidente della Regione – il prezzo che la sanità non è stata mai considerata dai governi degli ultimi decenni come un ministero di serie A, per cui le scelte sono state spesso sbagliate in termini di programmazione. Questo è un paese nel quale fino a qualche tempo si diceva che c’erano troppi medici, oggi dobbiamo prenderli dall’estero, è un paese che non si è mai occupato della retribuzione dei medici e oggi i nostri medici vanno all’estero perché sono meglio pagati, è un paese che non ha mai investito sull’assistenza territoriale e quindi tutto si riversa oggi sui pronto soccorso perché i cittadini non trovano un’assistenza alternativa, i medici di medicina generale non sono più quelli di un tempo. Quando ero ragazzo e lo chiamavo, il medico di medico generale veniva a casa, oggi probabilmente manda subito il paziente al pronto soccorso, mancano le guardie mediche per cui i pronto soccorso stanno scoppiando anche perché non c’è l’assistenza territoriale che dovrebbe filtrare i ricoveri nei pronto soccorso. E poi – ha rilevato Occhiuto – come ho detto ci sono clamorosi errori di programmazione, anche in ordine alle specializzazioni. A noi mancano medici specialisti che occorrono nelle corsie degli ospedali: per tanti anni l’Ordine dei medici ha detto che c’erano persino troppi medici in Italia, mentre oggi giustamente si discute di questo».

«La stortura dei medici a gettone»

Occhiuto ha poi evidenziato che «il saldo (tra medici formati in Calabria che se ne vanno e quelli che si prendono da fuori come Cuba ndr) è molto negativo per la Calabria, noi siamo esportatori di medici perché la Calabria ha uno dei sistemi sanitari purtroppo meno attrattivi per i medici. Pensi a un giovane specializzato che ha mercato in tutti gli ospedali d’Italia: se deve scegliere se andare a lavorare in un ospedale del Nord o in ospedale meglio attrezzato o a lavorare nell’ospedale di Polistena, Locri, Melito, io suppongo che non scelga questi ospedali calabresi. Per questo qualche mese fa ho preso medici cubani, oggi tutti vogliono prendere i medici cubani. Peraltro – ha ricordato il governatore e commissario – credo di essere stato uno dei primi a denunciare questa stortura dei medici a gettone. In Calabria ho scoperto che alcune aziende sanitarie erano costrette a pagare 150 euro ad ora ai medici a gettone, succedeva che medici prima incardinati nel pubblico costavano 5-6-7mila euro al mese al massimo quando si dimettevano e andavano a lavorare come gettonisti costavano per le stesse ore di lavoro 50mila euro al mese, quindi significa che 43mila euro venivano sottratti dalla cura dei pazienti. In questo Paese si è privatizzato il mercato delle professioni sanitarie perché non c’è stata programmazione. Sono contento che il ministro Schillaci abbia messo un freno all’uso delle cooperative e dei medici a gettone, cosa che peraltro crea sperequazioni a livello territoriale perché il Nord può pagarli, il Sud no». Occhiuto ha infine osservato: «Io ho raccolto un sistema sanitario governato per 12 anni dallo Stato, dal governo nazionale e non dalla Regione, e hanno fatto disastri, quindi è evidente che la centralizzazione della sanità in Calabria non ha funzionato. E’ vero anche che i problemi, come i problemi legati alla retribuzione dei medici o a quanto investire sull’assistenza territoriale, dipendono da seclte nazionale e non da scelte regionali. Alle regioni in sanità è stato dato il compito di organizzare un sistema che però sul piano dei principi generali è governato dal governo nazionale senza nemmeno tantissima attenzione, perché generalmente quando si è formato un governo negli ultimi decenni tutti si chiedevano chi mandare al ministero degli Interni o della Difesa, ma non al ministero della Salute degli italiani che è un ministero centrale. Oggi – ha concluso il presidente della Regione –  ci stiamo rendendo conto di quanto sia importante governare la sanità in maniera tale da assicurare il diritto alla cura». (c. a.)

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