REGGIO CALABRIA A grandi passi verso l’approvazione. La riforma del mercato del lavoro elaborata dalla Giunta regionale supera il penultimo step prima dell’arrivo in aula con l’approvazione da parte della terza Commissione del Consiglio, dopo che nelle scorse settimane aveva già ricevuto il disco verde in Prima. L’ok è arrivato a maggioranza, con l’astensione delle opposizioni di centrosinistra, e con l’accoglimento di alcuni emendamenti presentati del centrodestra (cassati invece quelli provenienti dai banchi della minoranza). La riforma, varata dall’esecutivo su proposta dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese, interviene per aggiornare la legge quadro vigente, risalente a più di 20 anni fa, e ha diversi punti cardine: la trasformazione dell’Azienda Calabria Lavoro in Agenzia, la configurazione dei Centri per l’impiego come infrastruttura di base per lo sviluppo delle politiche attive, attraverso l’erogazione di servizi obbligatori (Lep) con la collaborazione e la funzione di supporto prevista anche da parte del sistema dei soggetti accreditati privati, il coordinamento degli interventi regionali in materia di formazione e politiche attive per il lavoro e di apprendimento permanente con le politiche per lo sviluppo economico, l’istruzione e le politiche sociali. Perplessità da Amalia Bruni del Pd, che ha parlato di testo che «manca di respiro», e da Ferdinando Laghi (DeMa). Di diverso avviso invece lo stesso Calabrese, presente ai lavori della terza Commissione: «La legge – ha detto l’assessore secondo quanto riportato nel resoconto di seduta – non manca di ampio respiro, ma guarda a tutti i lavoratori precari. L’auspicio è che vengano reperite le risorse per poter proseguire fattivamente nel percorso intrapreso, grazie anche al supporto delle organizzazioni sindacali». La terza Commissione infine ha approvato, ma questa volta all’unanimità, la proposta di legge sul riconoscimento e sul sostegno al progetto “Liberi di Scegliere” presentata dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso e da Valeria Fedele. (redazione@corrierecal.it)
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