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In Calabria scompaiono le scuole. Cosenza e Reggio le province più svuotate d’Italia

L’indagine di Tuttoscuola mostra un quadro drammatico in tutto il Paese. In Piemonte chiuse tre scuole dell’infanzia in 10 anni: in Calabria sono 88

Pubblicato il: 29/05/2023 – 11:56
In Calabria scompaiono le scuole. Cosenza e Reggio le province più svuotate d’Italia

LAMEZIA TERME «I piccoli centri, in particolare nei territori montani, hanno pagato il prezzo più alto, perdendo quello che è il primo centro di aggregazione della comunità locale, presidio di cultura e relazioni educative», dice a Repubblica Giovani Vinciguerra, direttore di Tuttoscuola.
I numeri, inediti, fanno rabbrividirenegli ultimi dieci anni – secondo una ricerca del portale, elaborata su dati ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito – in Italia sono state sbarrate le porte di oltre 2.600 scuole nell’ultimo decennio, solo nel segmento delle scuole dell’infanzia e primaria (alunni tra 3 e 11 anni). E nei prossimi cinque anni si può stimare che ne chiuderanno almeno altre 1.200, tra statali e paritarie. Del resto – secondo le stime dello stesso ministro Valditara – fra dieci anni dai 7,4 milioni di studenti del 2021 si scenderà a poco più di sei milioni, al ritmo di 110-120.000 ragazzi in meno ogni anno.

Le province più svuotate sono Cosenza e Reggio Calabria

Da tempo, in tutte le regioni, gli edifici scolastici vengono trasformati in circoscrizioni, supermercati, ambulatori medici. I dati di Tuttoscuola svelano che il decennio ferale ha colpito soprattutto al Sud: due terzi degli istituti chiusi – 1.705 – erano collocati nel Meridione e nelle Isole. Il 15 per cento nel Nord-Ovest, l’11 per cento al Centro e il 10 per cento nel Nord-est. Per comprendere dove si situano i guai peggiori, in dieci anni sono state chiuse tre scuole dell’infanzia in Piemonte e 88 in Calabria. Le province più svuotate sono, nell’ordine, Cosenza, Reggio Calabria e Salerno.

Il minimo storico di nascite nel 2022

Le 393.000 nascite del 2022, minimo storico nella storia del Paese all’interno di un autunno demografico iniziato nel 2009, sono il segnale dell’inaridimento della comunità intera e la sua prima istituzione – la scuola, al centro di una nazione secondo il pensiero di Piero Calamandrei – subisce l’impatto più forte e visibile. Sono istituti, quelli abbandonati, tutti dell’infanzia e della primaria: 1.756 realtà destinate all’istruzione iniziale (3-6 anni) e 865 elementari (6-11 anni).
Da una parte si certifica il crollo, acuito nella stagione pandemica, delle scuole paritarie: 1.445 sedi. La questione potrebbe essere liquidata con l’impossibilità per un numero sempre più alto di famiglie ad onorare la retta mensile. Chiude, tuttavia, anche il pubblico. Sono 1.176 i plessi statali dell’infanzia e della primaria non più riaperti per la mancanza di alunni. Il periodo più critico, e questa potrebbe essere l’unica notizia confortante in questa analisi, è indicato nel biennio 2014-2016.

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