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Piantedosi: «Da Africo un segnale che non finisce qui. Abbiamo altri progetti per la Calabria» – VIDEO

In una villetta confiscata nel 2005 inaugurata la nuova caserma dei carabinieri. Occhiuto: «Lo Stato è più forte della ‘ndrangheta»

Pubblicato il: 30/05/2023 – 15:29
di Mariateresa Ripolo
Piantedosi: «Da Africo un segnale che non finisce qui. Abbiamo altri progetti per la Calabria» – VIDEO

AFRICO «Qui c’è un concentrato di istituzioni dello Stato che, collaborando, adottano un’iniziativa che ha un valore concreto, ma anche simbolico, quello di restituzione alla collettività di un bene che era stato della mafia, che era provento o strumento di illecito, e quindi viene restituito alla società». Tanti rappresentanti istituzionali e militari, tanti i bambini delle scuole con cappellini colorati e bandierine tricolore. Poche, a dire il vero, le persone della comunità di Africo – forse ci si aspettava una maggiore partecipazione – dove questa mattina è stata inaugurata la nuova caserma dei carabinieri. Sulla strada Provinciale, al civico 65, prima c’era una villetta appartenuta alla ‘ndrangheta, un edificio a due piani di cinquecento metri quadrati confiscato nel 2005 alla cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti.

La villetta confiscata e diventata la nuova caserma dei carabinieri ad Africo Nuovo

Blindatissima Africo per l’occasione. Blindata, per l’arrivo del ministro, tutta la Locride. Prima dell’arrivo nel centro aspromontano per la cerimonia di inaugurazione, il rappresentante del Viminale ha visitato il porto di Roccella Jonica e incontrato i sindaci in prima linea nell’emergenza migranti.
Della restituzione alla comunità di immobili confiscati alla criminalità, il ministro Piantedosi ha parlato lungamente nel corso del suo discorso sul palco e subito dopo rispondendo alle domande dei giornalisti.

Il taglio del nastro

«Un pensiero va a chi ha sacrificato la propria vita per offrire un futuro a questa terra. I protagonisti – ha detto – sono i ragazzi e le generazioni future. Questa inaugurazione è segno tangibile della presenza dello Stato e il contrasto alle mafie deve assumere una connotazione anzitutto culturale. Noi oggi abbiamo abbiamo voluto dare un segnale di un percorso che non finisce ad Africo Nuovo. Abbiamo altri progetti con la Regione Calabria di sostenerci reciprocamente proprio in iniziative come queste».

Sul palco il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Accanto al ministro dell’Interno, sul palco c’erano il comandante generale dell’Arma, il generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, il colonnello Marco Guerrini, il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, il sindaco Domenico Modafferi e diversi rappresentanti istituzionali e militari.

Occhiuto: «Lo Stato è più forte della ‘ndrangheta»

«Lo Stato è più forte della ‘ndrangheta», ha detto nel corso del suo intervento il presidente della Regione Roberto Occhiuto. «Oggi – ha aggiunto – inauguriamo un bene che lo Stato ha sottratto alla ‘ndrangheta e ne ha fatto un presidio di legalità». Rivolgendosi ai tanti bambini presenti Occhiuto ha detto: «Noi confidiamo in voi. Gli uomini della ‘ndrangheta sputano su questa terra e sul vostro futuro».

«Un successo straordinario di uno sforzo corale contro la criminalità organizzata»

«La Stazione Carabinieri di Africo Nuovo – ha detto il generale di Corpo d’Armata Teo Luzi – è un successo straordinario di uno sforzo corale di tutte le componenti istituzionali coinvolte. Rappresenta il frutto di quel “gioco di squadra” istituzionale che va di pari passo con la sinergia con le altre forze dell’ordine, presupposto fondamentale per un’azione incisiva ed efficace dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata». Luzi sul palco ha ricordato in particolare i brigadieri Carmine Tripodi e Antonino Marino, uccisi in due agguati della ‘ndrangheta nel 1985 e nel 1990 nella Locride. «La sicurezza – ha aggiunto – è presupposto di libertà e democrazia. Inaugurare questa Stazione proprio ad Africo Nuovo – in una posizione strategica per il contrasto alla ‘ndrangheta – vuol dire soprattutto offrire “rassicurazione sociale” ai cittadini e quindi far trionfare la democrazia». Il colonnello Marco Guerrini, comandante provinciale di Reggio Calabria, ha sottolineato come con «l’inaugurazione della nuova caserma dell’Arma dei Carabinieri, sia un evento di particolare “valore civico”. Si rinnova il rapporto di vicinanza e fiducia che lega i Carabinieri e le comunità di cui si prendono cura».

Il sindaco Modaffari: «Abbiamo bisogno di essere affiancati dallo Stato»

«Sento molto la vicinanza dello Stato», ha detto il sindaco di Africo Domenico Modaffari: «Noi – ha aggiunto – abbiamo bisogno di essere affiancati dallo Stato. Io ho trovato una cittadina al limite del decoro urbano. In questi miei sedici mesi di attività abbiamo preso i finanziamenti per ricostruire tutte le scuole, abbiamo avviato il campo sportivo che era chiuso dal 2016 e pensiamo di inaugurarlo a fine luglio. Socialità e legalità vanno di pari passo», ha concluso Modaffari. (redazione@corrierecal.it)

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