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Prevenzione, autosufficienza e prossimità: le sfide della Regione per la gestione dei rifiuti in Calabria

Gli obiettivi individuati nell’aggiornamento del piano: differenziata al 65% nel 2023, conferimento in discarica inferiore al 10% entro il 2025

Pubblicato il: 03/06/2023 – 20:03
Prevenzione, autosufficienza e prossimità: le sfide della Regione per la gestione dei rifiuti in Calabria

CATANZARO L’obiettivo è quello di «definire un sistema integrato fondato sull’ordine di priorità di gestione comunitaria: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di energia, improntato ai principi di autosufficienza e prossimità». Sono queste le linee individuate dalla Giunta regionale nella gestione futura dei rifiuti in Calabria: le linee sono contenute nella documentazione allargata all’aggiornamento del Piano regionale  adottato di recente dall’esecutivo guidato dal presidente Roberto Occhiuto.

La raccolta differenziata

Nel rapporto di valutazione ambientale Vas allegato all’aggiornamento si specifica che  «per la raccolta differenziata l’obiettivo è il raggiungimento del 65% al 2023, del 75% al 2025, dell’80% al 2027, proiettando al 2030 il mantenimento dell’80% di Rd. Lo scenario previsionale della raccolta differenziata è funzionale a incrementare la resa d’intercettazione delle frazioni merceologiche dei rifiuti urbani con l’obiettivo di raggiungere almeno il 60% di riciclaggio di materia dai rifiuti urbani entro il 2025, anticipando l’obiettivo fissato dalla normativa vigente per l’anno 2030, e il 65% entro il 2027, prevedendone il mantenimento a tutto il 2030. Nel presente aggiornamento… la strategia regionale punta a privilegiare, per tutte le frazioni non riciclabili e valle di tutte le operazioni di recupero sulle frazioni raccolte in maniera separata, il recupero energetico rispetto all’opzione di smaltimento, in linea con le indicazioni della gerarchia comunitaria». La Giunta regionale quindi rileva che «in accordo alla gerarchia comunitaria e ai nuovi obiettivi di riduzione dello smaltimento in discarica, l’inceneritore di Gioia Tauro, in continuità con la scelta già operata nel Piano del 2016, è chiamato a svolgere un ruolo centrale per chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti urbani. Il recupero di energia da rifiuto rappresenta infatti la scelta da prediligere rispetto allo smaltimento in discarica, da applicare a tutte le frazioni residuali non riciclabili che non possono essere ulteriormente sottoposte a recupero di materia ma che, invece, sono suscettibili di recupero energetico…. A valle delle operazioni di recupero sui flussi della raccolta differenziata, i rifiuti secondari decadenti dalle operazioni di recupero sono sottoposti a operazione di recupero di energia, evitando lo smaltimento in discarica e la necessità di realizzare nuove discariche». 

La centralità del termovalorizzatore di Gioia Tauro

Per la Giunta regionale «l’obiettivo è di raggiungere una percentuale di rifiuto urbano conferito in discarica inferiore al 10% entro il 2025, anno in cui si prevede di completare la rete pubblica di infrastrutture di trattamento, compresa la realizzazione dell’adeguamento e completamento del termovalorizzatore di Gioia Tauro, nel quale, inoltre, potrà essere trattata una aliquota significativa dei fanghi (rifiuti speciali) prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane. L’infrastruttura è pertanto individuata nel Piano come di “rilevante interesse strategico regionale” e, sulla base della previsione di cui al comma 3 dell’articolo 12 della legge regionale 10/2022, spetta alla Regione, sentito l’Egato (Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale, in sostanza Arrical), la funzione di programmazione e di organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Lo smaltimento in discarica rimane l’opzione residuale, cui ricorrere nel periodo transitorio, nelle more del completamento e adeguamento del sistema impiantistico regionale». (c. a.) (segue)

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