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SETTE GIORNI DI CALABRESI PENSIERI

Il vuoto di futuro delle Calabrie tra (antiche) speranze sbiadite e giovani in fuga

La bella intervista all’ex ministro Barca. I (soliti) numeri sul Pil. La politica che tace sulle morti bianche. La nuova Cutro evitata a Roccella e il set dei Manetti bros a Palmi. I voti della set…

Pubblicato il: 10/06/2023 – 6:52
di Paride Leporace
Il vuoto di futuro delle Calabrie tra (antiche) speranze sbiadite e giovani in fuga

Ho molto apprezzato l’intervista realizzata dal Corriere della Calabria all’ex ministro Fabrizio Barca. Andare ad un convegno promosso dall’Unical e dalla casa editrice Donzelli e porre le domande giuste a chi tiene da sempre monitorato il Mezzogiorno è buon giornalismo.
Il miglior ministro della Coesione territoriale e che opera nel Forum “Diseguaglianze e diversità” ha offerto un quadro molto chiaro dello stato delle cose in Calabria.
Il politico riformista senza indugi dipinge la nostra regione «inchiodata alla sottoproduzione», afflitta da cittadinanza negata, abbandonata dai giovani migliori». Un vuoto di futuro. Tra l’altro con problemi di spopolamento. Offriamo noi il dato di riferimento che la Calabria è una delle tre regioni del Sud che si spopola di più tra il 1995 e il 2023.

ANALISI | L’ex ministro Fabrizio Barca

Barca storicizza che in Calabria tra la metà degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo la classe dirigente aveva acceso una luce di speranza. Era la stagione dei sindaci, e molti si mostrarono molto capaci, purtroppo poi il processo si è interrotto. Immancabili i riferimenti negativi dell’oggi alla qualità dei servizi sanitari.
Il pensiero di Barca coincide con un leit motiv della nostra rubrica. Bisogna discutere di tante Calabrie: «La Calabria è veramente a macchia di leopardo, non solo nei borghi ma anche nelle città. Fra i mandarini e le arance della Sibaritide rispetto a quelli raccolti a Rosarno sembra di stare in due continenti diversi». Lo stesso ragionamento Barca lo applica al turismo, una sorta di Giano bifronte. Esiste un modello virtuoso ma coesiste con l’altro che propone «rendita, occupazione di coste, concessioni date ai soliti noti, reti che non stanno in piedi, scappa e fuggi che rovinano il territorio».
Voto 10 a Barca per lucidità d’analisi, peccato non riesca a capitalizzare in politica. Stesso voto al collega Fabio Benincasa che ha realizzato un’articolo-intervista da grande firma. Non mi pare poco.

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Stime sulla crescita. Calabria Pil 0. Lavoratori occupati -7,9. Maglia nera con un numero uguale a quello di trent’anni fa. (Dati Confcommercio).
Non amo molto il fascino del Pil, ma più Pil per tutti non farebbe male. I proventi della cocaina vanno altrove. Voto “zero” come il nostro Pil.

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Invece il poco lavoro che c’è porta morte e lutti.
Marco Romeo, 40 anni, tre figli, albanese calabrese di Lungro, è morto in un’azienda che produce carrelli elevatori. Poche ore e a Gerocarne, Vito Farina, 54 anni, è precipitato da una pedana di tre metri in un’officina. Due settimane fa la tragica conta aveva registrato un uomo di 62 anni che invece di godersi la pensione è precipitato mentre eseguiva lavori di tinteggiatura a Rende, un uomo di 39 anni è stato ucciso da un masso mentre lavorava con un’azienda impegnata alla manutenzione di un fiume a Rocca Imperiale. Vedovi e orfani piangono, comunicati dei sindacati, la politica non dice una parola.
In un recente controllo dell’ispettorato del Lavoro sui cantieri edili in Calabria su 15 controlli 15 cantieri irregolari, su 22 aziende 21 non erano a norma. Effettuate multe e sanzioni. Non servono a nulla. Bisogna cambiare. Subito.

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A Roccella Jonica evitata una nuova Cutro. Sul solito veliero, 78 migranti si sono incagliati su una secca. Questa volta sono stati raggiunti dalla locale Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza che li ha trasferiti su una motovedetta che ha raggiunto il porto. Le persone soccorse sono afghani, pachistani, iraniani come quelli di Cutro. Una ventina le donne, due incinte, quindici bambini tra cui due neonati. La barca a vela viene indicata come partita dalle coste della Turchia. L’infame traffico continua. Non dovevamo dare la caccia ai mercanti in tutto il globo terraqueo? Basterebbe concentrarci sulla Turchia di Erdogan. Voto “due” a chi annuncia e non risolve e invece “dieci” alla Capitaneria di porto di Roccella che festeggia al meglio la Giornata della Marina Militare.

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I Manetti preparano il loro nuovo film a Palmi, e l’attore Rocco Papaleo interprete del nuovo titolo è diventato nella cittadina calabrese un palmese a tutti gli effetti. Fa selfie con tutti, parla con chiunque lo fermi, non ci resta che vederlo alla prossima Varia. Il sito “Cinemotore” molto seguito tra gli addetti ai lavori è venuto sul set ed ha scritto pubblicando una foto sui social: «Ci sono posti che non hanno nulla da invidiare alla Puglia e alla Sardegna. Come la Calabria o in questo caso Palmi (vedi foto scattata da noi – senza filtri – in una pausa set)». Nel reportage di Sergio Fabi si legge: «Sta diventando sempre più forte e intraprendente la Calabria Film Commission pronta a valorizzare una terra che per attività ricettive, location offre di tutto. Sono stati già finanziate molte produzioni che vedremo in sala, sulle piattaforme o in tv dopo l’estate». E ancora questa descrizione del set: «E l’atmosfera era unica, seduti ad un tavolino c’erano Rocco Papaleo, Max Bruno (qui attore e qui molto bravo e divertente…insieme con Rocco hanno già girato tre film), il grande Gianfelice Imparato, l’ex Boris Massimo De Lorenzo (che è di Reggio Calabria che aveva anche girato Bang Bang Baby) ed altri attori del posto… e sì perché i Manetti hanno valorizzato anche cast e troupe del posto, sia per la Film commission sia perché hanno ritrovato grandi professionisti e amici proprio nella loro terra».
Buone notizie direi. Scopriamo la calabresità di grandi autori di commedia come i fratelli Manetti, la trama legata al calcio locale molto intrigante, valorizzazione dei luoghi e capacità di dar lavoro a maestranze e talenti del luogo. Una Film Commission che sta lavorando bene. Per un euro che s’investe di solito in questo settore se ne raccolgono almeno 7, per non parlare dell’aspetto promozione cineturistica. Confermiamo un buon voto ,“otto” a chi sta guidando il processo alla riavviata Fondazione. Forse anche il Pil cresce meglio. Fatelo sapere a Fabrizio Barca e anche al presidente Occhiuto che aumenti i finanziamenti. L’industria dell’audiovisivo può diventare una scelta strategica. (redazione@corrierecal.it)

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