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il caso politico

Ferrari candidato di superamento… superato dagli alleati. Dietro le quinte dello scontro all’Anci

I retroscena dell’elezione di Succurro alla presidenza. Malumori di Fdi che puntava sul sindaco di Cirò Marina. Nuove frizioni nel centrodestra

Pubblicato il: 30/06/2023 – 11:15
Ferrari candidato di superamento… superato dagli alleati. Dietro le quinte dello scontro all’Anci

LAMEZIA TERME Dopo anni di sofferenza, con due presidenti scalzati da problemi giudiziari (prima Gianluca Callipo e poi Marcello Manna), l’Anci diventa laboratorio di tensioni politiche nella maggioranza di centrodestra e nel rapporto tra politica regionale e sindaci, mai come ieri “esploso” dopo mesi di preparazione dell’appuntamento elettorale.
La scelta di Rosaria Succurro, sindaca di San Giovanni in Fiore e presidente della Provincia di Cosenza, sfugge alle classiche liturgie e a un metodo politico consolidato negli anni. Spieghiamo.

Il passo indietro di Limardo e la decisione autonoma di Forza Italia

Il Corriere della Calabria ha raccontato come sia emersa la candidatura della prima cittadina silana. Il centrodestra era compatto sul nome di Maria Limardo, sindaca di Vibo Valentia, e pronto all’eventuale sfida con Franz Caruso, che guida la città di Cosenza. Limardo, però, decide, per questioni opportunità locale (i dossier emergenziali, soprattutto quello sul Bilancio, nella sua città e un mandato entrato nella sua parabola conclusiva) di fare il più classico dei passi indietro. Sceglie di concentrarsi su Vibo e di dare modo ai colleghi di trovare convergenze su una presidenza di più ampia durata per rilanciare l’Anci azzoppata dai guai giudiziari dei due reggenti disarcionati dalle inchieste. Scelta di responsabilità, si direbbe. Nelle ore del passo indietro (o di lato, a seconda dei punti di vista), nasce, senza troppe preoccupazioni di sviluppare un percorso unitario ma neppure condiviso all’interno della coalizione, l’idea di Succurro. Nell’area urbana di Cosenza si decide in autonomia di “sostituire” Limardo.

Ferrari, candidato di superamento… superato dagli alleati

Prassi politica – così devono aver pensato anche gli alleati – vuole che una proposta avanzata in questo modo sia soltanto uno step per giungere alla classica candidatura di superamento. Lo pensano in Fratelli d’Italia e lo credono anche i sindaci della “concorrenza”, che sperano di trovare una soluzione unitaria, condivisa. È più che un auspicio: c’è anche un nome. È quello di Sergio Ferrari, sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia di Crotone. Ci sono segmenti del centrodestra che danno quasi per scontato il passaggio successivo, anche questo da codificare secondo liturgia politica: nulla contro la candidatura di Succurro ma meglio procedere scegliendo un nome comune. Ferrari, appunto.
I meloniani non considerano, però, la determinazione di Forza Italia. Quando è chiaro che la candidatura di Succurro non verrà superata, mettono per iscritto il proprio dissenso. Il metodo non va bene, non ci si può chiedere una semplice adesione e poi ricordate che «Fratelli d’Italia è il primo partito italiano». Posizione politica molto forte ma con numeri insufficienti, almeno all’interno dell’assemblea dell’Anci. Che riparte dalla sindaca di San Giovanni in Fiore ma non dall’unità che tutti si auguravano per riprendere il percorso.

I sindaci durissimi: «Anci senza autonomia»

Se prende le distanze Fdi, figuriamoci i sindaci più vicini al centrosinistra ed espressione delle città più popolose. Nicola Fiorita (Catanzaro), Paolo Brunetti (Reggio Calabria), Franz Caruso (Cosenza) e Vincenzo Voce (Crotone) non partecipano alla votazione e accusano «qualcuno» di voler occupare la presidenza «per spegnere il ruolo critico dei sindaci rispetto a questioni vitali come l’autonomia differenziata, l’utilizzo del Pnrr, la gestione dei servizi idrici, dei rifiuti ed energetici». E – sottolineatura pesante – di voler «ridurre l’Anci Calabria ad un’Associazione senza autorevolezza e senza autonomia dal potere politico».

I rapporti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia: l’altro incidente di percorso

La partenza registra poi le aperture di Succurro a Fdi e agli altri sindaci, ma la nuova avventura inizia con un vulnus tra primi cittadini. E, soprattutto, nella maggioranza. Dove siamo davanti al secondo segnale non trascurabile di frazione tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Il primo – volendo glissare sulla nomina del presidente della Commissione regionale Pari opportunità, andata a FdI dopo che inizialmente la scelta era ricaduta su una dirigente di Forza Italia – risale al 22 maggio scorso quando, alla vigilia di un consiglio che si annuncia teso per l’approvazione di una norma sulle fusioni dei Comuni contestata soprattutto dai sindaci dell’area urbana di Cosenza, Fratelli d’Italia chiede alla maggioranza di frenare. «Credo – parole di Fausto Orsomarso, senatore meloniano ed ex assessore regionale al Turismo – che sia prudente stralciare la norma, per come richiesto anche dall’Anci Calabria, per rafforzarla nel confronto con i sindaci di tante piccole comunità valutando con attenzione anche i nuovi testi di Legge che si stanno scrivendo in Parlamento». La “Omnibus” che contiene il testo sulle fusioni diventa legge ma nella maggioranza si apre una crepa, per quanto piccola. Fdi vota a favore ma, nel suo intervento in aula, il capogruppo Giuseppe Neri sottolinea che, con il testo approvato, «potrebbero crearsi delle ripercussioni che andrebbero a inficiare tutto il procedimento delle fusioni dei Comuni». Fatto tecnico, più che politico. Di merito legislativo più che di metodo. E, tutto sommato, rientrato rapidamente. Più profondo il malcontento sul “caso Succurro”, vissuto dagli alleati come uno sgarbo istituzionale che rischia di lasciare lacerazioni più difficili da rimarginare. (ppp)

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