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Alla Regione l’abbraccio con il Canada. Occhiuto pensa a un Giubileo dei calabresi nel mondo

Il governatore riceve il presidente della Camera dei Comuni Rota, di origini cosentine, avviando sinergie. E scoprendo una possibile parentela

Pubblicato il: 02/07/2023 – 16:08
Alla Regione l’abbraccio con il Canada. Occhiuto pensa a un Giubileo dei calabresi nel mondo

CATANZARO Una bella storia di Calabria. La sintonia è stata immediata, del resto si sono trovati a parlare la stessa lingua, l’italiano, con la stessa inflessione, quella cosentina, e anche a scoprire una possibile linea di parentela. Il feeling tra il presidente della Camera dei Comuni del Canada, Anthony Rota, e il governatore Roberto Occhiuto si è subito materializzato al decimo piano della Cittadella a Catanzaro grazie al suggestivo accento calabrese che spuntava dalla voce della seconda carica canadese, di origini cosentine: i nonni di Rota infatti emigrarono in Canada nel 1903 da Pedace e Pietrafitta, e questo legame lo stesso Rota lo custodisce e lo coltiva gelosamente da quand’era piccolo. Ora è ritornato dall’alto della sua veste istituzionale per una visita che rientra nel progetto del turismo delle radici sotto l’egida del ministero degli Esteri.

«Ho trovato una Calabria molto bella e sviluppata»

Per lui una full immersion in Calabria con tappa nella sede della Regione, ad accoglierlo il presidente Roberto Occhiuto. Sullo sfondo le immagini di una terra che per Rota significa sempre tanto, un luogo del cuore e dell’anima: «Ho trovato una Calabria molto bella, molto sviluppata, una Calabria molto avanzata. Quando ero bambino – ha raccontato il presidente della Camera dei Comuni del Canada – ogni due anni venivamo a Cosenza e restavamo un mese a Cosenza e poi un mese al mare, ora vedo una Calabria che ha notevoli potenzialità e che si sta sviluppando, e sono molto fiero delle mie radici». A sua volta, Occhiuto ha evidenziato: «Le principali città della Calabria per numero di calabresi residenti si trovano fuori dalla Calabria. Toronto è la prima città al mondo per numero di calabresi e per noi rappresenta un target importante per il turismo di calabresi di seconda, terza, quarta generazione, turisti che in alcuni casi non hanno mai visto la Calabria. Per questo – ha proseguito il presidente della Regione Calabria – sono particolarmente felice che qui ci sia l’onorevole Rota, che è la seconda carica politica e istituzionale del Canada, e sono piacevolmente sorpreso che parli l’italiano con la mia stessa inflessione, perché entrambi siamo di Cosenza. Abbiamo anche scoperto che forse abbiamo una lontana parentela, perché uno suo zio sposò una Occhiuto, a dimostrazione del fatto ci sono tante storie fuori dalla Calabria ma che riguardano la Calabria. Il nostro compito – ha sottolineato Occhiuto – è quello di avvicinare queste storie e, appunto, le radici».

L’incontro nella sede della Regione tra Occhiuto e Rota

L’idea di un Giubileo dei calabresi nel mondo

Non solo turismo delle radici, tuttavia, nell’abbraccio tra Canada e Regione Calabria alla Cittadella, dove Rota è stato accompagnato dalla consorte e da alti funzionari del ministero degli Esteri come il consigliere Giovanni Maria De Vita. «Abbiamo iniziato a parlare anche di investimenti. Noi – ha rivelato Occhiuto – stiamo cercando di potenziare l’offerta turistica in Calabria e di attrarre investitori turistici che vogliano realizzare qui degli alberghi. In Canada penso che ci siano tanti imprenditori di successo e che potrebbero essere interessati a svolgere attività imprenditoriali in Calabria, quindi ci sono molte possibilità dal punto di vista dei rapporti commerciali e imprenditoriali, anche nel settore delle energie rinnovabili e dell’ambiente. Tornando al turismo delle radici – ha concluso Occhiuto – mi piacerebbe se riuscissimo a sviluppare una idea che ho da qualche tempo. Io vorrei svolgere in Calabria nei prossimi anni – o comunque vorrei prepararla perché poi la possa svolgere chi verrà dopo di me – un’iniziativa simile ai Giubileo dei calabresi, mi piacerebbe che la Calabria si vestisse a festa per uno-due mesi all’anno e in questi due mesi potesse accogliere tutti i calabresi di seconda, terza, quarta generazione incentivando l’arrivo in Calabria magari attraverso la contribuzione sui biglietti aerei». (c. a.)

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