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La ‘ndrangheta nei Comuni, nel 2022 tre scioglimenti in Calabria e due nel Lazio

Le relazione del Viminale, che pone l’accento sui casi di Anzio e Nettuno. Nella nostra regione 11 gestioni commissariali straordinarie

Pubblicato il: 05/07/2023 – 17:46
La ‘ndrangheta nei Comuni, nel 2022 tre scioglimenti in Calabria e due nel Lazio

ROMA «Nel 2022 sono stati 36 i comuni interessati complessivamente da gestioni commissariali straordinarie. Le commissioni straordinarie hanno gestito rispettivamente: 11 comuni in Calabria, 8 in Campania, 7 in Sicilia, 7 in Puglia, 2 nel Lazio, 1 in Valle D’Aosta, per una popolazione complessiva di 747.159 abitanti.  Gli scioglimenti di consigli comunali disposti lo scorso anno sono stati 11, di cui 4 in Campania, 3 in Calabria, 2 nel Lazio e 2 in Puglia». Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione del ministro  dell’Interno sull’attività delle commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso, presentata al Parlamento. «La relazione – spiega il ministero dell’Interno –  ha evidenziato come l’operato delle commissioni continui ad essere incentrato al ripristino di una sana gestione amministrativa e finanziaria degli enti commissariati. Le diffuse irregolarità riscontrate hanno difatti messo in luce una generale compromissione dell’azione amministrativa che si è discostata sempre più dai principi di legalità e di trasparenza, riflettendosi poi sulla regolarità e sull’efficienza dei servizi destinati alla cittadinanza. Le commissioni hanno generalmente inciso sull’organizzazione dell’apparato amministrativo con l’obiettivo di migliorare i servizi offerti alla cittadinanza e assicurare una corretta gestione della finanza locale, operando per il ripristino della funzionalità dell’ente commissariato affinché, al termine della gestione commissariale, l’amministrazione comunale possa ispirarsi ai principi di efficienza e legalità. L’attività degli organi straordinari – riferisce il Viminale – ha interessato tutte le aree amministrative degli enti locali, per le quali sono state emanate anche apposite direttive volte ad assicurare, nella gestione dei pubblici appalti, nelle procedure di rilascio di licenze, di autorizzazioni o concessioni comunali, nei settori dell’edilizia pubblica e di quella privata, nell’utilizzo dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, l’adozione di procedure nel rispetto delle vigenti disposizioni normative. In linea generale, le terne commissariali hanno provveduto all’approvazione o all’aggiornamento di numerosi regolamenti, al fine di assicurare la massima trasparenza ed un’ordinata e corretta amministrazione dell’ente».

I dati della Calabria

I tre Consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose nel 2022 in Calabria sono stati Portigliola, Cosoleto (Reggio Calabria) e Soriano (Vibo Valentia). Nella relazione del Viminale un particolare accento è stato posto sui Comuni di Anzio e Nettuno, nel Lazio, sciolti per infiltrazioni per le evidenze emerse a seguito di un’operazione di polizia giudiziaria, cui è seguita l’adozione di una ordinanza cautelativa, che ha riguardato 65 persone indiziate di gravi reati, tra i quali anche quello di associazione di stampo mafioso ex art. 416 bis codice penale. Gli elementi emersi da tale indagine hanno delineato una stabile presenza sul litorale romano di clan di stampo mafioso, in particolare di consorterie criminali legate organicamente ai clan di ‘ndrangheta presenti nelle province di Reggio Calabria e di Catanzaro. Gli 11 Comuni calabresi interessati da gestioni commissariali nel 2022 sono stati Simeri Crichi, Guardavalle, Nocera Terinese (Catanzaro), Amantea (Cosenza), Cutro (Crotone), Sant’Eufemia d’Aspromonte, Rosarno (Reggio Calabria), Pizzo (Vibo Valentia), oltre a Portigliola, Cosoleto e Soriano. (redazione@corrierecal.it)

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