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L’appello

Emergenza Caldo, Cgil e Fillea chiedono controlli sul rispetto dell’ordinanza

In una nota congiunta, i segretari regionali Angelo Sposato e Simone Celebre chiedono venga rispettato il provvedimento di Occhiuto

Pubblicato il: 26/07/2023 – 13:12
Emergenza Caldo, Cgil e Fillea chiedono controlli sul rispetto dell’ordinanza

CATANZARO «Bene l’ordinanza di sospensione delle attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16.00, ma sono urgenti controlli affinché sia effettivamente rispettata una maggiore consapevolezza e adesione da parte delle imprese». In un comunicato stampa, Cgil e Fillea Cgil, tramite i rispettivi segretari regionali, Angelo Sposato e Simone Celebre, plaudono il «più volte richiesto» provvedimento del governatore Occhiuto, ma chiedono che vengano effettuati controlli tra le aziende. «Abbiamo constatato in queste settimane – continua il sindacato – in cui abbiamo affrontato più volte il tema e informato cantiere per cantiere dei rischi da stress termico e degli strumenti a disposizione per salvaguardare lavoratori e imprese, che i grandi gruppi hanno avviato la cassa integrazione lì dove non sono riusciti a rimodulare gli orari di lavoro e che molti piccoli cantieri si stanno fermando nelle ore più calde. Molti altri però, invece, continuano a impiegare i lavoratori anche nella fascia oraria sulla quale vige il veto dell’ordinanza regionale». «Un simile comportamento è inammissibile – affermano Sposato e Celebre – visti i picchi di temperatura raggiunti che, oltre a rappresentare una chiara e severa avvisaglia della crisi climatica in corso, possono avere gravi conseguenze sui lavoratori. Ecco perché invitiamo i lavoratori a segnalarci quanto previsto dall’ordinanza regionale non venga messa messo in pratica sul loro posto di lavoro onde consentirci di potere intervenire a salvaguardia della loro dignità e salute». Critica la Cgil anche sul decreto lavoro inerente all’emergenza caldo: «Il ministero ha redatto un Protocollo su misure normate dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro e linee guida senza nessun elemento per renderle esigibili e vincolanti. Non è questa la strada per invertire la rotta. La cassa integrazione non può essere in questi frangenti una facoltà ma deve essere – concludono – un obbligo lì dove non si riescano a rimodulare gli orari di lavoro e a preservare i lavoratori».

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