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Anci, depurazione, Arrical: il fronte sempre più unitario dei 4 “grandi” sindaci di centrosinistra

La nuova sincronia dei primi cittadini di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio nello scontro con il centrodestra di Occhiuto

Pubblicato il: 02/08/2023 – 7:04
Anci, depurazione, Arrical:  il fronte sempre più unitario dei 4 “grandi” sindaci di centrosinistra

CATANZARO La presidenza dell’Anci, e poi l’autonomia differenziata, il tema della depurazione, quello del contrasto alla criminalità organizzata, la mancata o quantomeno stentata operatività dell’Authority ambientale, e adesso anche il reddito di cittadinanza. Alcuni analisti l’hanno definita l’Anci “parallela”, altri addirittura vi intravedono in nuce la nascita di un vero e proprio soggetto o movimento politico che fa leva sui grandi numeri delle città che amministrano: una cosa però sembra certa, e cioè che da alcuni mesi, sicuramente da un mese a questa parte, i sindaci di Catanzaro, di Cosenza, di Crotone e, sia pure facente funzioni, di Reggio Calabria, tutti di centrosinistra, viaggiano all’unisono sincronizzando le loro mosse. Nel mirino di Nicola Fiorita, Franz Caruso, Vincenzo Voce e Paolo Brunetti c’è spesso la neo presidente dell’Anci Calabria, Rosaria Succurro, eletta a fine giugno al fondo di una poderosa “strappata” di Forza Italia (persino a dispetto di alcuni alleati come Fratelli d’Italia), ma c’è soprattutto il governatore e leader del centrodestra Roberto Occhiuto, al quale a loro dire sarebbe ascrivibile il “vulnus” che ha portato la Succurro alla guida dell’Anci e con il quale avrebbero alzato il livello di uno scontro che è istituzionale, ma evidentemente anche politico.

Le “tappe” dello scontro

Con Occhiuto del resto a livello individuale i quattro sindaci hanno avuto più di un’occasione di incrociare le armi, uscendone per la verità quasi sempre ammaccati: Fiorita sulla vicenda della Facoltà di Medicina anche a Cosenza, Caruso a esempio sulla localizzazione del nuovo ospedale bruzio, Brunetti su acqua e rifiuti. Ma con la vicenda della presidenza dell’Anci i quattro sembrano essersi coalizzati, in una guerriglia che chiaramente indebolisce l’azione della stessa associazione rappresentativa dei Comuni calabresi. Nella prima riunione del suo consiglio direttivo la Succurro ha “teso” la mano ricordando il ruolo apolitico dell’Anci e la comunanza cdi problematiche che tutti i sindaci hanno, ma non sembra che da parte di Fiorita, Caruso, Voce e Brunetti ci siano segnali di disgelo. Del resto, ci sono andati giù anche abbastanza pesantemente, nei giorni scorsi, sia all’indomani della elezione della Succurro – definita dai quattro sindaci «prova muscolare da parte nemmeno di uno schieramento, quando di un singolo partito e forse di una singola corrente», con una guida «allineata alla presidenza della Regione e senza le idee sufficientemente chiare sull’autonomia differenziata» – sia successivamente. Quando a Petilia Policastro è apparso un manifesto di cordoglio per la morte di uno dei killer di Lea Garofalo, Fiorita, Caruso, Voce e Brunetti hanno rimarcato il silenzio dell’Anci, spiegando: «Capiamo il forte imbarazzo della presidente Succurro, visto che il sindaco di Petilia Policastro è stato eletto nella sua lista nel Consiglio regionale dell’associazione ed è stato quindi un suo grande sostenitore».

Rosaria Succurro e Roberto Occhiuto

La “guerra” sulla depurazione

Ma il vero terminale delle mosse di Fiorita, Caruso, Voce e Brunetti, che ormai seguono un canale loro autonomo, del tutto slegato dalla rappresentanza dell’Anci, resta Occhiuto: al governatore che si era scagliato contro le timidezze dei sindaci nei controlli contro la maladepurazione, i quattro sindaci hanno replicato a muso duro parlando di «voragine nei rapporti con i Comuni che, se è vero siano responsabili della gestione dei depuratori, sicuramente non sono nelle condizioni economiche ed operative per poter risolvere un problema così grande» e di «“scusa” per scaricare ogni responsabilità sui sindaci che, su questo come altri argomenti, sono lasciati spesso soli al loro destino», non mancando comunque di rimarcare anche in questo frangente «l’assoluto deficit di tutela e di rappresentanza da parte dell’Anci Calabria». Toni meno concitati ma comunque sempre fermi invece in una successiva nota nella quale i sindaci di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio hanno sollecitato Occhiuto a «dotare con urgenza Arrical dei suoi organismi rappresentativi e normativi», «convinti che debbano essere i Comuni a decidere le linee d’intervento da seguire per la riorganizzazione funzionale del ciclo di smaltimento dei rifiuti e di quello idrico integrato nella nostra regione»: per Fiorita, Caruso, Voce e Brunetti si tratta «non solo di fare chiarezza al fine di evitare una ingiusta criminalizzazione dei Comuni, ma soprattutto di operare con celerità. Non sono ammissibili ulteriori ritardi. I tempi divengono stringenti, soprattutto se si vuole operare in maniera ponderata ed attraverso metodi collegiali ed inclusivi. Ad oggi, però, non ci risulta essere stata avviata alcuna procedura volta a rendere operativa Arrical». L’ultima nota congiunta di Fiorita, Caruso, Voce e Brunetti ha riguardato la preoccupazione per la sospensione del reddito di cittadinanza. Chissà se davvero tutto questo sono prove “generali” di un movimento politico in senso stretto alla cui testa si porrebbero i sindaci di quattro delle città capoluogo in Calabria, sindaci che del resto – a parte forse solo Brunetti – non sono inquadrabili in nessun partito, fermo restando l’indiscutibile posizionamento nel centrosinistra (e sicuramente sono più uniti loro del centrosinistra regionale). Per capirlo in tanti aspettano già la prossima nota. (c. a.)

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