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Confermate le strutture dell’ospedale di Crotone e aggiunti sette posti in oncologia

Lo ha comunicato Simona Carbone, nuovo commissario dell’Asp della città pitagorica. L’avvio di Emodinamica ridurrà i trasferimenti fuori regione

Pubblicato il: 02/08/2023 – 18:33
di Gaetano Megna
Confermate le strutture dell’ospedale di Crotone e aggiunti sette posti in oncologia

CROTONE Le strutture semplici e dipartimentali già esistenti al “San Giovanni di Dio” di Crotone saranno tutte riconfermate e ci saranno sette posti letto per oncologia. L’incontro con il commissario dell’Azienda sanitaria pitagorica, Simona Carbone, è informale e si tiene per puro caso. La manager, comunque, non si rifiuta di spiegare come intende organizzare o riorganizzare la sanità per il territorio. Entra nel merito di tutte le questioni che sono state oggetto di contestazioni e polemiche, con il proposito di chiarire al giornalista l’attività che sta mettendo in campo e non per alimentare le polemiche. Chiarisce che non saranno, quindi, ridimensionate né oculistica e né otorino. L’equivoco sui tagli è generato dalle richieste avanzate dai commissari che gestiscono le Aziende sanitarie della Calabria. Nella fase di discussione «i commissari hanno chiesto uno spazio strategico per poter organizzare in autonomia le strutture semplici e dipartimentali. È questo il motivo per cui il Piano non porta, al suo interno, le strutture semplici e dipartimentali». Non è vero, quindi, che spariscono alcune strutture anche se «i sindacati medici fanno un calcolo giusto, che è previsto dagli standard Lea, ma non è una legge. In questo momento lo standard Lea, a livello nazionale, ha un valore informativo, e il D.M. 70 gli ha fatto perdere un po’ di consistenza». «Perché non dovrei riconfermare le unità operative esistenti?», si è interrogata Carbone. «È folle pensare che si possa tagliare quello che c’è – ha chiarito la commissaria – è nostro interesse confermare l’esistente senza tagliare». La protesta dei sindacati medici, quindi, potrebbe essere frutto di una mancanza di confronto tra le parti. 

Presto partirà il servizio di emodinamica

Il Decreto di riorganizzazione emanato dal presidente della giunta regionale calabrese, Roberto Occhiuto, «non è un nuovo piano di organizzazione della rete ospedaliera, ma rappresenta una integrazione del precedente DCA 64, nelle more che alcune azioni regionali di programmazione si consolidino per fare loro stessi una diversa programmazione». L’Asp di Crotone, in questo contesto, «ha tentato di portare a casa le necessità urgenti su cui si può subito investire». L’obiettivo di ottenere l’autorizzazione di aprire Emodinamica è stato pienamente raggiunto. A Crotone, pur essendo un ospedale Spoke, viene riconosciuto l’Hub cardiologico. Significa che pur restando una struttura Spoke, per quanto riguarda la cardiologia diventa Hub, perché il servizio viene gestito in autonomia. Crotone, comunque, non è l’unica struttura ospedaliera italiana che gestisce in autonomia l’Emodinamica. L’avvio del servizio di Emodinamica consentirà di «ridurre sensibilmente» anche il trasferimento di pazienti di Crotone fuori regione. Il progetto esecutivo è stato già redatto e, in questa fase, è stato aperto il confronto con esperti regionali per allestire gli impianti e scegliere l’equipe medica. Occorre una squadra di emodinamisti e su questo si sta operando. 

Pronto Soccorso

Entro il prossimo mese di dicembre dovrebbe essere disponibile la nuova struttura del Pronto soccorso, i cui lavori sono stati rallentati da ritrovamenti archeologici e dalla presenza nell’area interessata dai lavori di Tenorm. In attesa di avere la disponibilità della nuova struttura si prevede di ampliare l’esistente allargandolo a spazi adiacenti, attualmente non utilizzati, e ottimizzando la gestione del personale. Carbone racconta di avere passato diverse giornate al pronto soccorso per cercare una soluzione. Oltre ad avere individuato nuovi spazi, ha ottenuto la disponibilità di medici che lavorano in altre unità operative a dare una mano anche per la gestione del pronto soccorso. Carbone difende gli operatori del pronto soccorso dicendo che «svolgono un lavoro straordinario, in una situazione di estrema difficoltà, che non riguarda solo Crotone, ma l’intero Paese». «Al mio ospedale e ai medici che vi operano non posso fare appunti, perché sono straordinari», ha detto ancora Carbone. Nel prossimo futuro ci saranno 18 medici cubani, assegnati dalla Regione, il cui arrivo è previsto per il prossimo 20 agosto. «Non sono medici che possono lavorare in autonomia e l’Asp di Crotone continuerà a bandire i concorsi per assumere nuovi professionisti». 

Accorpamento di unità operative all’ospedale

Non ha trovato grandi condivisioni l’accorpamento tra Geriatria e Medica d’urgenza, che Carbone ha ereditato dalla precedente gestione. “Ci fosse stata io presente – ha detto -avrei agito diversamente. C’è da dire che abbiamo studiato anche con il precedente primario, Dionisio Gallo, di rendere autonoma Medicina d’urgenza, ma la soluzione è saltata all’ultimo minuto per sopravvenute difficoltà. Con l’arrivo dei cubani si procederà subito alla riapertura di Medicina d’urgenza”. Nefro-ancologia “è una situazione organizzativa che non sta né in cielo e né in terra”. Il Piano corregge l’anomalia e recupera la struttura complessa di nefrologia. Le due strutture saranno autonome.  

Oncologia non perderà i posti letto

Con il Piano sono stati incrementati i posti letto di Medicina per poterli girare a Oncologia. “Sulla parte oncologica è mia intenzione effettuare un investimento importante”, ha continuato e ha aggiunto: “Il nostro ospedale gira con tassi di malattia molto alti”. L’Azienda intende “seguire la parte tecnica regionale che, per tutte le strutture regionali, ha definito che l’oncologia avesse posti letto di day hospital. Dopo le nostri considerazioni è stato detto che l’Azienda potrà determinarsi”. L’attività che metterà in campo Carbone consentirà all’ospedale di avere sette posti letto di oncologia, quattro dei quali arriveranno da Medicina e saranno gestiti nel reparto di oncologia”. “Abbiamo spazi – ha sottolineato – con l’atto aziendale ci autodetermineremo e muoveremo”. Le soluzioni arriveranno dall’atto aziendale. Anche i tre posti letto per hospice saranno messi in ospedale per i pazienti di “fine vita”. 
Gastroentorologia fa un significativo passo avanti
Ci saranno tre posti letto di gastroenterologia, il cui livello è riconosciuto in tutta la Calabria.

Medicina territoriale

Le case di comunità saranno organizzate per «dare risposte in continuità con l’emergenza urgenza». Crotone, Cirò Marina e Mesoraca hanno tra case di comunità che, con qualche aggiustamento, diventano pienamente operative. «Abbiamo un problema di governo e di capacità di programmazione, pianificazione e monitoraggio, perché non abbiamo la disponibilità dei dati sui flussi informativi territoriali. Le guardie mediche, dove è possibile, saranno accorpate, il modello precedente non è proponibile».
Resterà a Crotone? A questa domanda ha risposto: «Mi piacerebbe, ma prima di fare la barricata i sindacati medici sono venuti a chiedere che cosa intendo fare?».

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