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«Tumori in aumento nell’area Sin Crotone-Cassano-Cerchiara». Esposto in Procura

Iniziativa dell’Osservatorio nazionale amianto: «Fare piena luce sul fenomeno, bonifica predisposta dal 2010». Il caso dell’ingegnere Fabiano

Pubblicato il: 09/08/2023 – 12:48
«Tumori in aumento nell’area Sin Crotone-Cassano-Cerchiara». Esposto in Procura

CATANZARO «L’Osservatorio nazionale amianto ha registrato un più elevato indice di mortalità riferito al Sin (Sito di Interesse Nazionale) dell’ex Pertusola. Si tratta dell’area di Crotone-Cassano-Cerchiara, nella quale si rileva la presenza di metalli pesanti, composti inorganici e organici, materie prime di natura chimica e metallurgica, residui di lavorazione a elevato contenuto di radioattività, con elevati indici di patologie asbesto correlate tra coloro che sono stati impiegati nei diversi stabilimenti». A riferirlo è una nota dell’organismo. «Nel sesto rapporto del Progetto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, finanziato dal Ministero della salute e pubblicato il 29 marzo 2023) – è detto nella nota – vi è un riscontro specifico a quelli che sono i dati rilevati dall’Ona circa i maggiori rischi di mortalità per malattie croniche. Ad accendere i riflettori è il caso dell’ingegnere Francesco Fabiano, tutelato legalmente dal presidente dell’Osservatorio, Ezio Bonanni, che assiste anche altre vittime, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Crotone perché si faccia piena luce su questi fenomeni ed anche sulla sua malattia, un mieloma multiplo ed emangioendotelioma composito, partendo dall’impatto ambientale sulla comunità che la Pertusola riveste, andando ben oltre gli ex dipendenti che hanno lavorato metallurgia fino alla chiusura dello stabilimento nel 1999. L’ingegnere, attualmente in cura con l’oncologo Pasquale Montilla che, per conto dell’associazione, ha svolto anche delle indagini su base epidemiologica, oncologica e tossicologica, ha vissuto per più di dieci anni nella città di Crotone ed è stato così esposto ad agenti chimici tossici prodotti dall’industria metallifera».
«Nel 2016, grazie all’approccio multidisciplinare condotto dai sanitari dell’Ona, che hanno esteso la loro azione di tutela delle vittime di mesotelioma e di altri cancri di amianto anche a tutte le neoplasie – è detto ancora nel testo – riceve la sua prima diagnosi di mieloma multiplo, un tumore che colpisce le cellule del sistema immunitario, poi, alla fine del 2022, è vittima di una seconda neoplasia altamente aggressiva, l’emangioendotelioma composito, una tipologia di sarcoma».
«La fosforite e i prodotti di scarto nei processi di lavorazione industriale, come accaduto per la ex Pertusola – afferma l’oncologo Montilla – presentano una tipica concentrazione di metalli tossici contaminanti: uranio, torio, radio, piombo, zinco. La fosforite, trattata ad alte temperature in altoforno, produce isotopi di polonio in forma di gas. Inoltre, dalla catena di decadimento dell’uranio, si ha la formazione di radon, un gas nobile estremamente pericoloso e cancerogeno per l’uomo».
«La bonifica della zona è stata predisposta già nel 2010 e, ad oggi – riporta la nota dell’Ona – è ancora in corso e, nonostante l’identificazione del Sin a elevato impatto ambientale e i dati provenienti dai reparti oncologici, manca la sorveglianza sanitaria con screening onco-tossicologici e analisi biomolecolari mirate, dei pazienti potenzialmente contaminati». (Ansa)

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