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Di Palma: «Molti giovani riescono ad abbandonare i contesti criminali»

II procuratore del Tribunale dei minori di Reggio Calabria, premiato con il “Prometeus”. Tra i premiati il direttore del Corriere della Calabria Paola Militano

Pubblicato il: 14/08/2023 – 11:34
Di Palma: «Molti giovani riescono ad abbandonare i contesti criminali»

PALMI «Intercettiamo la fascia di tutti quei ragazzi che vivono in maniera disagiata per dare loro una mano, aiutarli ed evitare che poi diventino invece frequentatori dei tribunali da maggiorenni». A parlare è Roberto Di Palma, procuratore del Tribunale dei minori di Reggio Calabria, premiato con il Prometeus 2023, intervenuto all’evento -organizzato dai soci Prometeus e patrocinato dal Comune di Palmi e moderato dal caporedattore di Gazzetta del Sud Arcangelo Badolati e da Lilli Sgrò. Tra gli ospiti della due giorni, nella splendida Villa comunale Mazzini anche Alba Parietti, il commissario della Calabria Film Commission Anton Giulio Grande, la ricercatrice Sandra Misale, premiata (per la sezione medicina d’eccellenza), il direttore del Corriere della Calabria, Paola Militano (per la sezione informazione e cultura) e la coordinatrice della Caritas diocesana di Reggio Calabria, Bruna Mangiola (per la sezione volontariato e filantropia).

«Molti giovani riescono ad abbandonare i contesti criminali»

Di Palma, torna a Palmi, dove ha lavorato come pm. «Qui ho mosso i primi passi – dice al Corriere della Calabria – e poi sono stato tanto tempo applicato come Direzione distrettuale antimafia. E anche oggi, come procuratore dei minori, mi occupo di alcuni ragazzi di queste zone e Palmi è un po’ nel cuore». Di Palma, ha istruito i processi “Porto” e “Viola Marcello + 24” e coordinato alcune delle inchieste più importanti contro la ‘ndrangheta reggina. Oggi un impegno diverso. «Vivo nel mondo minorile da un paio d’anni, posso dire che i ragazzi hanno tante possibilità e noi dobbiamo essere capaci di comprendere gli interessi dei giovani. Abbiamo dei dati importanti, quasi tutti i ragazzi che vengono messi alla prova riescono ad abbandonare i contesti criminali, solo una percentuale minima e irrisoria ricade nella commistione di reati. Questo è per noi un dato estremamente significativo».

«Il giornalismo ha bisogno di editori lontani da logiche perverse»

Il direttore del Corriere della Calabria Paola Militano: «Saluto Roberto di Palma, il magistrato – poco avvezzo alle luci della ribalta – che ha firmato le inchieste più importanti contro le cosche della Piana di Gioia Tauro, catturato 18 tra i latitanti più pericolosi e coordinato inchieste come “Mala Sanitas” e “Sistema Reggio” confluita poi nel processo Gotha. Ed ora il Procuratore impegnato a salvare i ragazzi della ‘ndrangheta da un destino già segnato, in una terra dove la criminalità organizzata continua a rubare speranza e futuro. La coordinatrice della Caritas diocesana di Reggio Calabria, Bruna Mangiola, protagonista del racconto della collega Maria Teresa Ripolo sul Corriere della Calabria (leggi qui) che ogni giorno sa rendere il mondo più umano. Saluto l’associazione Prometeus e li ringrazio per non aver mai smarrito il senso di appartenenza e di comunità».

Meraviglie di Calabria – Copertina

L’occasione è utile per mostrare in anteprima la copertina del numero speciale di “Meraviglie di Calabria” dedicata ad un luogo palmese di straordinaria bellezza: lo Scoglio dell’Ulivo e, per me, un irresistibile richiamo ai miei ricordi d’infanzia e adolescenza. Ringrazio i tantissimi narratori di luoghi e paesaggi, spesso sconosciuti agli stessi calabresi, che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione di 200 pagine, arricchita da tantissime foto inedite, a breve in stampa». «Questo è l’aspetto del mio lavoro che prediligo – continua il direttore – ma ovviamente tutti gli sforzi sono tesi a garantire continuità e certezza al Corriere della Calabria, a L’altro Corriere Tv ed all’informazione di qualità».
Alla domanda di Lilli Sgrò sull’importanza di una buona e corretta informazione, il direttore del Corriere: «Come ebbe a dire Peppe Fava, cronista ucciso da cosa nostra: “Un giornalismo fatto di verità impediscemolte corruzioni, frena la criminalità, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo, si fa carico anche di vite umane”. Il giornalismo di verità ha bisogno di editori di buon senso, lontani da logiche perverse, capaci invece di “portare acqua pulita”, come diceva Enzo Biagi, alla fonte dei propri lettori. Perché se da un verso i fatti sono le fondamenta della notizia, dall’altro analisi e commenti, decisi nella stanza di editori spregiudicati, ne alterano la realtà e la verità, dimenticando quel patto con il lettore che non andrebbe mai tradito, per il bene dell’informazione tutta. In Calabria come altrove non c’è bisogno di etichette di giornalismo o di giornalisti “antimafia”: questo mestiere se fatto con onestà intellettuale e senso di responsabilità è “antindrangheta” senza bisogno di sigilli e classificazioni».

«Un evento che parla alla gente attraverso storie ed impegno sociale»

«Il Festival dei Tramonti è nato da una semplice intuizione, ammirando la meraviglia della luce al calare della sera quando esalta la bellezza di questo luogo di Palmi intriso di storia. Abbiamo cercato di tradurre in parole quelle sensazioni, con un evento che parlasse alla gente dei più alti sentimenti umani, attraverso le storie, attraverso l’impegno culturale e sociale», sostiene il presidente dell’associazione Prometeus, Saverio Petitto.

«Giunti a questa terza edizione e al grande riscontro che ha avuto – aggiunge – possiamo affermare che quella visione è stata vincente, che questo Festival rappresenta pienamente lo spirito della nostra Associazione; traccia infatti l’idea di una comunità che vive in armonia con la propria terra, la esalta, la accetta anche con i suoi limiti, ma punta a fare, a cambiare le cose che non vanno bene, lo fa a partire dal rispetto dell’altro e di ciò che ci circonda, lo fa con la condivisone e la solidarietà, con la voglia di scoprire e riscoprire i tesori della nostra cultura locale e nazionale».

(redazione@corrierecal.it)

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