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Lavoro e diritti

Sbarra: «Tempi maturi per consentire ai dipendenti di contare di più negli ambienti lavorativi»

Il segretario Cisl a Lamezia Terme. «Lo smart working sia negoziato dai contratti e non dalla legge». «La pensione non è una regalia»

Pubblicato il: 04/09/2023 – 17:07
di Fabio Benincasa
Sbarra: «Tempi maturi per consentire ai dipendenti di contare di più negli ambienti lavorativi»

LAMEZIA TERME “Libertà è partecipazione” cantava Giorgio Gaber. Un brano iconico, perfetta colonna sonora del dibattito che riempie l’attualità politica riempita da scontri e polemiche legate al mondo del lavoro, in un tempo in cui il reddito di cittadinanza è diventato un mero ricordo simbolo della “vittoria” del Movimento Cinquestelle. I tempi sono cambiati, «i tempi sono maturi per dare concreta attuazione all’articolo 46 della nostra Costituzione, proprio a 75 anni della Carta Costituzionale, per consentire alle persone di partecipare e di contare di più negli ambienti lavorativi». Dice ai nostri microfoni il segretario della Cisl, Luigi Sbarra impegnato a Lamezia Terme nel convegno “Partecipazione al lavoro”, organizzato dalla Cisl calabrese nella sede di Unioncamere Calabria. Presenti, all’incontro, anche il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, Filippo Pietropaolo assessore regionale all’Organizzazione, Risorse Umane, Transizione Digitale, Legalità e Sicurezza e Aldo Ferrara presidente di Confindustria Calabria.

«Partecipare conviene a tutti»

La partecipazione è ritenuta fondamentale dal segretario. «Partecipare conviene a tutti. Aiuta i lavoratori a migliorare ed aumentare salari, retribuzioni ed aiuta il sistema delle imprese a recuperare quote di produttività per essere sempre più competitivi, sostiene lo sviluppo del territorio per aumentare l’attrattività ai fini degli investimenti». Sbarra ritiene necessaria una grande riforma istituzionale «e per questo stiamo raccogliendo le firme per presentare subito la nostra proposta di legge in Parlamento». L’idea è quella di proporre e introdurre «misure che in Italia non si sono mai viste». Qual è la proposta della Cisl? «La nostra proposta di legge non è precettiva e non è obbligatoria, ma incoraggia, sostiene, sviluppa le relazioni sindacali di tipo innovativo e la stessa contrattazione. C’è una diversa specificità nel sistema delle imprese, sono le parti sociali, attraverso la contrattazione, a negoziare percorsi di partecipazione gestionale economico-finanziaria, organizzativa, consultiva».

Sindacato e impresa

Luigi Sbarra, sollecitato dalle domande dei cronisti, risponde in merito al rapporto spesso complicato tra imprese e sindacati. «Il governo, attraverso un fondo nazionale alimentato con risorse pubbliche potrebbe utilizzare incentivi economici e la stessa leva fiscale per premiare e valorizzare quelle imprese che sviluppano cultura partecipativa. Abbiamo già contrattato e negoziato accordi di natura partecipativa con diverse imprese».

La sanità

L’analisi poi si sposta sulla sanità, un settore da risollevare con investimenti, nuove tecnologie e figure professionali. «Serve uno sforzo importante sia negli ospedali e sia nella medicina territoriale di prossimità», dice Sbarra che aggiunge: «Occorre abbattere le liste d’attesa, investire sulla prevenzione, sulla ricerca, sulla domiciliarità, sulla integrazione dei servizi sociosanitari assistenziali. Questa è la sfida che rivolgiamo al Presidente della Regione».

Le pensioni

Tra i diritti garantiti e da garantire, non bisogna dimenticare i pensionati. «Dobbiamo restituire al sistema pensionistico e previdenziale italiano profili di equità, di stabilità delle regole, di inclusività e di flessibilità. Bisogna smetterla con questa antica idea che le pensioni siano un lusso o una regalia. Le pensioni sono un diritto fondamentale della persona dopo un’intensa vita lavorativa». Anche sulle pensioni, la Cisl ha un confronto aperto con il Governo. «Abbiamo presentato una piattaforma unitaria, vogliamo certezze per i giovani e per le donne negoziando una pensione contributiva di garanzia, vogliamo incentivi per stimolare le persone ad aderire alla previdenza complementare, dobbiamo allargare e dare strutturalità all’ape sociale e contrattare misure di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, che tradotto vuol dire restituire alle persone la libertà di decidere di uscire dall’attività lavorativa a partire da 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età». Le pensioni, così come gli stipendi, dovrebbero tener conto del caro vita, dell’inflazione, dell’aumento dei prezzi. «Certo, infatti chiediamo al Governo nella prossima legge di stabilità, di assicurare la piena indicizzazione delle pensioni rispetto al all’inflazione, allargando il bacino della quattordicesima mensilità».

Smart working

Nei giorni scorsi, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto si era detto pronto «ad investire sullo smart working per sostenere l’occupazione in Calabria». Sbarra commenta così: «il lavoro agile e lo smart working ha consentito durante la pandemia a milioni di persone di tenere in equilibrio attività lavorative in presenza e attività lavorative a distanza. Il vero tema è che il lavoro agile deve essere affidato alla regolamentazione dei contratti. Nessuna legge può imporre al lavoratore obblighi che invece nascono dal libero incontro negoziale tra l’impresa e il dipendente. È una misura importante di flessibilità che aiuta anche le persone a conciliare attività lavorativa e vita familiare. Ripeto, va regolata, negoziata dai contratti e non dalla legge». (redazione@corrierecal.it)

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