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«Comuni con in conti in profondo rosso»

I dissesti e i predissesti di cui sono protagonisti, in modo particolare, i Comuni della Calabria non derivano da responsabilità ascrivibili al legislatore nazionale, il quale reputo che abbia dat…

Pubblicato il: 11/09/2023 – 23:21
di ROCCO NICITA*
«Comuni con in conti in profondo rosso»

I dissesti e i predissesti di cui sono protagonisti, in modo particolare, i Comuni della Calabria non derivano da responsabilità ascrivibili al legislatore nazionale, il quale reputo che abbia dato tanto sia in termini di legislazione (di salvezza) sia in termini finanziari (soccorso finanziario). Al contrario, ritengo che il più volte delle volte, tali responsabilità derivino da una errata interpretazione e applicazione della norma da parte degli addetti ai lavori. Mi riferisco ai tecnici, interni ed esterni agli Enti. L’entrata in vigore della contabilità armonizzata, in data 1 gennaio 2015, introduce uno “scompiglio” nell’ordinamento contabile e finanziario degli Enti locali, un cambio di passo forte perché segna il passaggio tra il metodo tradizionale di rilevazione “lenta” dei fatti “Comunali” e il metodo moderno di rilevazione “accelerata” degli stessi, e prova a mettere in connessione tutti i bilanci della Pubblica Amministrazione. Infatti, il nuovo metodo: registra concretamente la distanza tra le fasi dell’entrata e le fasi della spesa ; fa dipendere l’effettuazione della spesa alla effettiva riscossione dell’entrata rafforzando, così, il principio di copertura finanziaria di ogni provvedimento di spesa;irrobustisce gli equilibri di bilancio, contemplandola indispensabile imputazione e valorizzazione di accantonamenti e fondi , che sono i guardiani a presidio degli equilibri di bilancio. Con l’entrata in vigore della riforma , il legislatore ha usato,contemporaneamente, il bastone e la carota. Il bastone: con la contabilità armonizzata ha di fatto posto fine a quella pratica che prevedeva l’utilizzo di entrate “fittizie” o di dubbia esigibilità a copertura di spese certe e, conseguentemente, ha rafforzato i principi dell’attendibilità e veridicità dei bilanci comunali; la carota: con il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi , vale a dire l’effettuazione dell’operazione di pulizia dei bilanci al fine di conoscere “ il reale stato di salute finanziaria degli enti territoriali”, ha, da una parte ,“spinto” gli enti a fare emergere i disavanzi (sommersi) imponenti, dall’altra, ha previsto la possibilità di spalmare in un numero massimo di trenta anni il disavanzo derivante da tale operazione di restyling dei bilanci( cancellazione dei residui attivi non riscuotibili , sterilizzazione delle entrate di dubbia esigibilità, la previsione del fondo contenzioso/ passività potenziali, del fondo perdite società partecipate ecc. ).In materia, la lettura delle numerose deliberazioni della Corte dei Conti- Sezione Regionale di Controllo- per la Calabria, consegna un dato su cui dovremmo tutti riflettere. La Corte dei Conti è dovuta quasi sempre intervenire per correggere con la matita blu l’esito dell’effettuazione dell’operazione di riaccertamento straordinario dei residui portata a termine dai Comuni, i quali,forse, non avendo(nel 2015)compiutamente metabolizzato la ratio della norma, non hanno fatto emergere tutte le criticità presenti nei rendiconti, quindi , di conseguenza, non hanno fatto emergere i disavanzi reali, vanificando nei fatti il “soccorso di una norma speciale” . Forse è lì che bisogna andare a cercare le cause che hanno portato tanti Enti, paradossalmente anche dopo l’entrata in vigore della contabilità armonizzata, in situazioni di pre-dissesto e dissesto finanziario , acclarato che le cause principalisono quasi sempre: lo scarso volume di riscossioni dei residui; l’inadeguatezza degli accantonamenti ai fondi. L’espansione delle situazioni di predissesto-dissesto, in particolare in Calabria, diventa ancora più inspiegabile ove si si consideri l’imponente liquidità immessa dal livello centrale nelle casse Comunali attraverso l’anticipazione di liquidità, ossigeno che avrebbe dovuto allontanare gli Enti da tali istituti, avendo, di fatto, trasformato i loro debiti a breve termine in debiti a medio e lungo termine.Pertanto, anzichè assumere posizioni anacronistiche , piagnucolose e assistenziali, invocando aiuti finanziari, sarebbe, forse, più proficuo e fattibile richiedere al legislatore nazionale la riformulazione della norma , sì da consentire agli Enti territoriali di ripetere l’effettuazione dell’operazione di riaccertamento straordinario dei residui,soprattutto a quegli Enti che,per tale operazione, hanno subito la matita blu della Corte dei Conti.
* Componente della Commissione nazionale Contabilità accrual e principi contabili internazionali per il settore pubblico presso (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili)

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