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Preparativi stile G7, confusione, polemiche: Catanzaro si ferma per la Notte Piccante

Da domani al via nel centro storico del capoluogo tre giorni di iniziative di ogni genere. Ma non mancano i disagi, le critiche e gli interrogativi

Pubblicato il: 21/09/2023 – 17:25
Preparativi stile G7, confusione, polemiche: Catanzaro si ferma per la Notte Piccante

CATANZARO Preparativi come se fosse il G7… Catanzaro si prepara al lungo week-end della “Notte Piccante” – da domani a domenica compresa – “blindandosi” come raramente è successo (a memoria, ma era davvero la notte dei tempi, una cosa del genere si è vista nel 1984 quando venne Papa Giovanni Paolo II, ed era il Papa…). Centro storico già per gran parte transennato e quasi off limits per l’allestimento di una manifestazione che per 72 ore renderà il centro storico del capoluogo un epicentro di spettacoli, mostre, esposizioni, eventi culturali, visite guidate e chi più ne ha più ne metta, come non si vedeva da una dozzina di anni, anche se stavolta si triplica. Il copyright data 2006, amministrazione comunale targata Rosario Olivo, felice intuizione dell’allora assessore Roberto Talarico che lanciò questa kermesse con l’obiettivo di valorizzare il centro storico di Catanzaro. Durerà qualche anno, poi con i vari cambi di guida a Palazzo De Nobili la “Notte Piccante” va in soffitta, uscendo dall’orbita comunale ma restando nella disponibilità di Talarico e dell’associazione che l’ex assessore, noto promoter catanzarese, dirige. Talarico ora ripropone la “Notte Piccante” in versione extralarge (non più un solo giorno ma tre) dopo aver partecipato, con relativa ammissione a finanziamento (si parla di un finanziamento di 100mila euro), a un bando regionale sui grandi eventi.

L’allestimento degli stand su Corso Mazzini

Polemiche e interrogativi

I numeri della vigilia del resto sono chiari, con un cartellone che tra venerdì e domenica è pieno zeppo di appuntamenti che è persino impossibile districarsi e in alcuni casi anche fare una scelta. Nomi di grido pochini, per la verità, ma comunque tante attrattive disseminate tra gli scrigni culturali del centro di Catanzaro e i vicoletti. Ce n’è per tutti i gusti, sperando che la città e non solo la città risponda al richiamo di un’iniziativa che punta comunque a rilanciare un centro storico mai così depresso, tra brand ed esercizi storici che chiudono aprendo ferite dolorose (e chiudono nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni) ed enormi disagi per i coraggiosi residenti “resistenti”. Per tre giorni l’isola pedonale, che è il grande (e irrisolto) tema del dibattito politico cittadino, sarà realtà, una sorta di prova generale dell’ipotesi di riprenderla in modo permanente che l’amministrazione  Fiorita sta valutando tra volontà di realizzarla e paura di incorrere nell’ira funesta dei commercianti (ma un accordo è dato per imminente in questa direzione). La “Notte Piccante” dunque sotto questo aspetto può essere un esperimento. Tuttavia la vigilia della tre giorni ripropone il film tutto catanzarese del caos organizzativo, delle lacune gestionali, delle polemiche (anche strumentali). Il dato è che il centro della città sarà di fatto bloccato per buoni due giorni lavorativi (perché anche sabato è lavorativo). Addirittura la coincidenza della “Notte Piccante” farà chiudere una scuola (cosa che avviene generalmente per motivi di ordine/igiene/sicurezza pubblici), il traffico sarà completamente rivoluzionato (in forza di una ciclopica ordinanza comunale) costringendo i cittadini, non solo i residenti, a giri ancora più astrusi di quelli che pure quotidianamente già devono fare. In più, altro tratto tipicamente catanzarese, sullo sfondo della “Notte Piccante” – che tra l’altro è un’iniziativa essenzialmente privata –  si intravedono anche gelosie e ripicche politiche, con il Comune che non partecipa con nessun suo rappresentante alla conferenza stampa di presentazione, “presidiata” strategicamente invece dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. Piccole “manovre” di posizionamento (politico) mentre sono tanti i cittadini che si chiedono perché questa “Notte Piccante” è declinata al singolare e invece va letta al plurale e perché deve durare tre giorni. E non vedono l’ora che arrivi lunedì.  (a. c.)

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