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Stasi: «Il nuovo ospedale? È in ballo la credibilità delle istituzioni» – VIDEO

L’intervista al sindaco di Corigliano Rossano sull’Altro Corriere Tv: dalla città unica al Pd e alle elezioni comunali, fino ad arrivare al caso Enel

Pubblicato il: 28/09/2023 – 12:58
Stasi: «Il nuovo ospedale? È in ballo la credibilità delle istituzioni» – VIDEO

LAMEZIA TERME «E’ una grande sfida quella della città di Corigliano Rossano, sicuramente difficile, ma come tutte le cose difficili nasconde delle opportunità imperdibili, non solo per la nostra comunità, ma per la Calabria, intesa anche come punto di riferimento di una possibile riorganizzazione». A dirlo è stato il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi, ospite dell’ultima puntata di “Telesuonano”, il format dell’”Altro Corriere Tv” (canale 75) condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro. Il primo cittadino ha toccato numerosi temi che riguardano il suo territorio, partendo proprio dalla città unica, una vera e propria scommessa di una intera regione visto che si parla di due grandi centri urbani che rappresentano una delle aree più prospere della Calabria, con una grande capacità produttiva e lavorativa che, però, combatte da tempo con una serie di problematiche: dall’isolamento territoriale alla carenza di infrastrutture, fino ad arrivare ai disinvestimenti sul territorio. Ma a che punto è il processo di fusione tra questi due grossi centri? «E’ sicuramente un processo non facile per tante ragioni – ha affermato Stasi – intanto perché la nostra è stata una fusione oserei dire veloce. Poteva sicuramente essere attuata una preparazione. Noi, di fatto, abbiamo trovato per esempio ancora una macchina amministrativa su due poli, doppi uffici, tutto era un po’ doppio, per cui abbiamo fatto le veci dei commissari. Io però ho sempre sostenuto una cosa e questi quattro anni da sindaco hanno confermato la mia tesi: al di là dei confini territoriali, ciò che unisce la nostra gente sono i bisogni che quasi dappertutto sono gli stessi. Io in campagna elettorale, per esempio, spinsi molto sulla questione delle opere primarie, che è un problema di Corigliano Rossano e della Calabria. Penso alla questione dei servizi idrici, penso alla questione dei servizi fognari, la depurazione, sottoservizi in generale, e questo è un lavoro che in quattro anni abbiamo avviato, che adesso stiamo cominciando a realizzare pezzo dopo pezzo e da questo punto di vista io credo che si stia facendo un buon lavoro. C’è in generale un processo di buona presentazione di un territorio straordinario che spesso si presenta male, e anche questa è una cosa che non accomuna soltanto Corigliano Rossano, ma riguarda tutta la nostra terra e anche lì dopo i due anni di blocco forzato causato dal Covid, stiamo facendo un lavoro di questo tipo. Io credo che a partire anche da una rivisitazione di tutto quello che è per esempio il sistema dell’edilizia scolastica, attraverso i fatti concreti la città possa consolidarsi. Noi come amministrazione ragioniamo dal primo giorno in termini di città unica e questa cosa deve consolidarsi in tutte le latitudini della città tramite la concretezza. Laddove prima percepivo perplessità o addirittura criticità, oggi noto una crescita collettiva». Sì, perché il passaggio più complicato è proprio questo, far sì che una città unica diventi unita. C’è un senso dell’appartenenza su entrambi i fronti – ha ammesso Stasi –, io non penso però si debba soccombere alla luce di una messa in rete, di una unione, di una condivisione di prospettive. Soprattutto all’inizio io ero percepito da una parte come quello dell’altra parte, e invece quelli di quella che doveva essere la mia parte dicevano “ma tu ti occupi soltanto di quelli”. Ho sempre detto che se uno deve guardare al senso di appartenenza, io appartengo al mio quartiere del centro storico, ma di uno solo dei lati, non appartengo neanche a tutto il quartiere, però questo ritengo sia un valore aggiunto se lo si mette in rete, Cioè, il senso di appartenenza a un luogo non deve essere un limite ma una risorsa se si mette in rete col resto delle risorse e delle città».

L’ospedale della Sibaritide

L’unità può trovare maggiore forza a partire dai simboli, da alcune opere concrete. Una di queste può essere il nuovo ospedale nella zona di Sibari. Dopo una accelerazione, con un impegno diretto della Regione Calabria sulla edificazione del nosocomio, da qualche tempo alcune notizie e qualche rallentamento di troppo suscitano delle preoccupazioni nella comunità. «Questo – sottolinea il primo cittadino – è il momento più critico del percorso per la realizzazione del nuovo ospedale, a differenza di coloro che pensavano, a mio avviso, che i problemi si sarebbero superati perché era partito il cantiere. È il momento più critico perché si è arrivati al punto in cui bisogna aggiornare un progetto approvato tantissimi anni fa, con un calcolo delle spese assolutamente obsoleto. Basterebbe pensare soltanto ai materiali e al tipo di lavori quanto costano rispetto al passato, ma è anche evidente che quello che è accaduto nel 2019 ha cambiato le esigenze di un presidio ospedaliero e quindi il progetto deve essere adeguato anche alla luce di ciò che abbiamo vissuto nel 2020 con la pandemia. E questo è lo scoglio vero, questo è il giro di boa. In questo momento io sono ancora molto preoccupato, seppure continuo a ricevere rassicurazioni che provengono dalla Cittadella, ma sono molto preoccupato perché al momento siamo incagliati su questo punto. I lavori sono di fatto fermi, c’è da aggiornare il computo delle spese, c’è da aggiornare in generale il progetto, si può rinunciare anche a dei pezzi di aggiornamento, purché si faccia, direbbe qualcuno. Però io credo che ci siano delle difficoltà di carattere amministrativo, lo sto dicendo spesso, qualche mese fa qualcuno pensava che il problema fosse la rete fognaria, il pozzo della Sorical, problemi che nulla hanno a che vedere col vero problema che è quello di un aggiornamento del progetto per renderlo operativo sotto il profilo amministrativo, perché c’è un project financing, una gestione, quindi una parte del piano economico che prevede la gestione successiva e non è un passaggio semplice. E’ chiaro che su questa battaglia si gioca un po’ la credibilità delle istituzioni. Persino della mia, che non ho nessuna competenza, perché tutti quanti abbiamo puntato sulla realizzazione di questo ospedale. Io credo che il commissario sappia bene che ci stiamo giocando una fetta della nostra credibilità».

Le infrastrutture

Un altro ruolo importante lo gioca tutto il sistema delle infrastrutture. Da questo punto di vista Stasi si è attirato numerose antipatie, e non solo nel suo territorio, quando ha deciso di mettersi di traverso rispetto al completamento del tratto della nuova Ss 106 che sostanzialmente dovrebbe portare da Sibari fino alla città di Corigliano Rossano. «Questo secondo me – ha specificato Stasi – è un esempio paradigmatico di come nella nostra terra si sia sempre ragionato in un unico modo: dobbiamo fare la strada, la facciamo così perché questi sono i soldi che abbiamo e se ti passa sopra la testa, pazienza. Non è una questione di principio ma di visione. Non è il comune che collega una via con un’altra e quindi ho una utilità immediata in un’infrastruttura di questo tipo. Io qui devo vedere uno sviluppo di almeno 50, 70, 80 anni, sicuramente di lungo termine. Il progetto proposto deve essere adeguato a questa aspettativa, non può essere, col massimo rispetto per i progettisti, un’idea di progetto che nasce dalla mia disponibilità economica, per cui se ho 100 milioni, ti faccio una strada di 100 milioni, se ne ho 300, te ne faccio una da 300 e avanti così. Che cosa mi serve? In questo l’amministrazione comunale non ha mai preteso di avere una strada a otto corsie perché non è adeguata neanche quella, però sicuramente una strada che rispetta lo sviluppo urbanistico della città di oggi e di domani e che collega con comodità le attività produttive, il porto, ecc. Io credo che all’inizio ci sia stata una mancata autorevolezza nostra come istituzione nel far capire ad Anas che il progetto iniziale non andava bene. Io oggi sono convinto che se una cosa è fatta in maniera accettabile per lo sviluppo della città va bene, se non è fatta in maniera accettabile mi si possono mettere davanti anche in 500 e non cambio idea. Perché questo è il mio ruolo. Io ho sempre detto una cosa a chi si poneva contro di me: guardate che se fra 50-60 anni questa strada dovesse essere una porcheria, non si ricorderanno né del progettista, né del senatore, né del parlamentare, neanche del presidente del Consiglio. Si ricorderanno del sindaco che l’ha fatto fare o che non l’ha fatto fare». «Qui bisogna capire – continua il sindaco di Corigliano Rossano – cosa vogliamo fare della Calabria. Se vogliamo che la Calabria dia il proprio contributo al sistema paese, e secondo me ha le risorse per farlo, dobbiamo fare degli investimenti a partire dalle infrastrutture, dalle strade e dalle ferrovie».

La stagione turistica e l’isolamento

Quest’anno nel panorama regionale abbiamo assistito a una estate di Corigliano Rossano che rispetto al passato non si era mai segnalata. Un’estate ricca di appuntamenti che punta all’idea di una realtà turistica a 360 gradi. Eppure ancora oggi Corigliano e Rossano da buona parte della Calabria non vengono percepite come destinazioni turistiche. «È così vero – ha confermato Stasi – che mancano anche le strutture ricettive. Noi siamo profondamente convinti che gran parte del problema della destinazione Corigliano Rossano è dovuta anche alla mancata conoscenza, alla mancata capacità che c’è stata in tutti questi anni di valorizzare di ciò che si ha. E non mi riferiscono solo ai 30 chilometri di spiagge. Sono assolutamente convinto che gran parte delle persone che sono venute per usufruire degli spettacoli di intrattenimento estivo questa estate, torneranno. Così come sono convinto che chi è venuto per tutta una serie di eventi internazionali, tornerà. C’è quindi l’esigenza di far conoscere le risorse della città e anche la capacità della città di organizzare degli eventi. Da ciò potrebbe trarne vantaggio l’intera ragione. E’ chiaro che questo discorso è legato a un percorso di marketing territoriale e di creazione di una destinazione turistica di Coriano Rossano che per gran parte delle persone è sconosciuta semplicemente perché non è stato mai fatto questo tipo di lavoro. Chiunque entra nel Castello Ducale ne esce stravolto, pensa di non essere in Calabria».

L’appuntamento elettorale e il Pd

Si avvicina l’appuntamento elettorale, tra un anno a Corigliano Rossano si tornerà al voto per la seconda volta da quando è stata creata la città unica. Flavio Stasi ha un passato movimentista e ha vinto senza avere dietro schemi e organizzazioni di partito. Di recente, però, diverse notizie di stampa, l’hanno accostato al Partito Democratico. «Partiamo dal presupposto – ha evidenziato Stasi – che la mia è una coalizione civica che ha diverse sensibilità. E io credo molto nella costruzione di questa coalizione civica, perché con la crisi dei partiti, a livello amministrativo, soprattutto per una fase critica, importante e delicata come quella della prima amministrazione, ci sarebbe stato bisogno anche di raccogliere più sensibilità, fermo restando la mia di sensibilità personale con percorso di sinistra. Ma ho dimostrato di non avere nessun problema a dialogare anche con sensibilità diversa all’interno della mia coalizione. Nel momento in cui ho fatto il rimpasto, di fatto ho perso un pezzo della mia maggioranza per scelte reciproche e legittime che faceva riferimento al centrodestra e quindi io in Consiglio comunale ho fatto un discorso di apertura a tutte le forze, in particolare alle forze di centrosinistra. Dopodiché si è aperta un’interlocuzione con il Partito democratico per quanto riguarda le elezioni provinciali che ci sarebbero state di lì a poco. Pensavo che tutto il Partito Democratico, insieme a tanti sindaci civici, fosse interessato a avermi come candidato a presidente della provincia. Una cosa che a me ha lusingato molto per un semplice fatto: non potevo rinunciare a questa opzione perché avrebbe dato grande lustro alla città e anche al percorso che è stato intrapreso. Mi sarei onestamente sentito in colpa a non accettare. Questo fino a qualche giorno prima della presentazione delle candidature, dove poi le questioni interne hanno portato alla scelta di un altro candidato presidente. Io, in maniera del tutto trasparente mi sono candidato lo stesso contro questo modo di fare poco corretto e rispettoso, non tanto nei confronti di Flavio Stasi, ma del sindaco di Corigliano Rossano. A quel punto chiaramente si è consumata una rottura. Noi continuiamo a ragionare sui contenuti che è quello che manca da sempre in Calabria. Noi abbiamo una visione di città che abbiamo costruito in questi quattro anni, che siamo pronti a mettere in discussione su un tavolo dove si parla però di contenuti e non di postazioni e di altro. Da questo punto di vista siamo aperti al confronto. C’è qualcuno che ha voglia di confrontarsi sui contenuti oppure stiamo a fare i giochetti che abbiamo fatto con la provincia?

Il caso Enel

Un altro tema importante trattato nel corso della puntata di “Telesuonano” è quello della centrale Enel, una grande infrastruttura chiusa e che spezza in due un litorale da 30 chilometri. «Avevamo definito un progetto condiviso sull’idrogeno – afferma Stasi – Enel ha partecipato ad un bando, lo aveva vinto ed ottenuto 14,7 milioni di euro. Con il cambio del management inspiegabilmente Enel ha fatto marcia indietro palesando dubbi sulla redditività del loro investimento. Lo dico chiaramente, allo stato siamo decisamente incazzati, aspettiamo il piano industriale di Enel e se non ci saranno novità non c’è dubbio che siamo pronti ad azioni forti, sulla centrale o si investe o la devono smantellare». «Per fortuna – aggiunge il sindaco – sono rimasti in piedi tutti i progetti complementari ma non c’è dubbio che Enel con superficialità ha gettato alle ortiche un progetto che era sostenibile e soprattutto condiviso da tutti, città, associazioni, sindacati e Regione Calabria». (redazione@corrierecal.it)

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