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il processo

“Valle dell’Esaro”, le arringhe delle difese. Il nodo è la natura associativa del presunto clan

Il collegio difensivo prova a smontare l’accusa, sostenuta in aula dal pm della Dda di Catanzaro Alessandro Riello

Pubblicato il: 28/09/2023 – 8:20
“Valle dell’Esaro”, le arringhe delle difese. Il nodo è la natura associativa del presunto clan

COSENZA L’esistenza di una presunta organizzazione criminale nella Valle dell’Esaro. E’ questa, in buona sostanza, la variabile decisiva nel processo in corso dinanzi al Tribunale di Cosenza (in composizione collegiale) e che vede imputati presunti appartenenti al “gruppo Presta” attivo – secondo l’accusa – a Tarsia, Altomonte, Spezzano Albanese, San Lorenzo del Vallo e Roggiano Gravina ma con connessioni anche nel reggino come sostenuto dal pentito Roberto Presta, uno dei vertici del clan. «Mi occupavo del traffico di stupefacenti, acquistando la droga da mio fratello Antonio Presta che mi indicava dove andare a ritirare, di volta in volta, lo stupefacente dalla persona preposta. Mi mandava a San Lorenzo del Vallo ad incontrare Antonio Giannetta proveniente dalla provincia di Reggio Calabria. «Vi erano altri fornitori di cocaina oltre a Giannetta, tutti della provincia di Reggio Calabria, ma io non li ho mai visti».

Le difese e l’accusa

Ieri, in aula, sono iniziate le arringhe del collegio difensivo. Tutte volte a dimostrare l’assenza di qualsiasi elemento probante legato alla presenza di una organizzazione criminale. Diversa, ovviamente, la posizione dell’accusa sostenuta dal pubblico ministero della Dda di Catanzaro Alessandro Riello. Che al termine della requisitoria nell’ambito del procedimento scaturito dall’operazione “Valle dell’Esaro” ha invocato pesanti richieste di condanna. Il pm ha più volte sottolineato la natura associativa del gruppo al cui vertice ci sarebbe Antonio Presta, per il quale sono stati chiesti 30 anni di carcere. Elementi a sostegno della tesi dell’accusa sono la presenza di soggetti stipendiati, la raccolta dei fondi provenienti da attività illeciti e confluiti nella bacinella comune e una intensa attività di spaccio di droga, vero core business del presunto gruppo criminale. Le discussioni degli avvocati di difesa proseguiranno il 2, 4 e 11 ottobre, quando potrebbe essere emessa la sentenza. (f.b.)

Le richiesta di pena

Ecco le richieste per ciascuno degli imputati:

Armando Antonucci, 26 anni
Lorenzo Arciuolo, 12 e 2 mesi
Alessandro Avenoso, 17 anni
Domenico Caputo, 12 e 2 mesi
Domenico Cesare Cardamone, 16 e 4 mesi
Augusto Cardamone, assoluzione
Sergio Cassiano, 16 anni e 6 mesi
Francesco Ciliberti, 24 anni
Rocco D’Agostino, 19 anni
Damiano Diodati, 16 anni e 6 mesi
Cristian Ferraro, 25 anni
Giampaolo Ferraro, 13 anni
Giuseppe Ferraro, 13 anni
Michele Fusaro, 17 anni
Roberto Eugenio Gallo, 16 anni
Cristian Garita, assoluzione
Giovanni Garofalo, 14 anni
Fabio Giannelli, 20 anni
Antonio Giannetta, 22 anni
Luigi Gioiello, 16 anni
Remo Graziadio, 18 anni
Erik Grillo, 13 anni
Francesco Iantorno (classe 68), 17 anni
Francesco Iantorno (classe 84), 12 anni
Roberto Iantorno, 16 anni e 2 mesi
Francesco Lamanna, 3 anni e 4 mesi
Raffaele Lanza, assoluzione
Gianfranco Mariotta, 4 anni e 8 mesi
Mauro Marsico, 25 anni
Attilio Martorelli, 16 anni
Salvatore Miraglia, assoluzione
Saverio Morelli, 2 anni
Antonio Orsini, 15 anni
Massimo Orsini, 19 anni
Filippo Orsino, 12 anni e 6 mesi
Antonio Pacifico, 12 anni e 2 mesi
Giuseppe Palermo, 12 anni e 6 mesi
Mario Palermo, 16 anni e 2 mesi
Marco Patitutcci, 16 anni
Giovanni Domenico Petta, assoluzione
Antonio Postorivo, 2 anni e 6 mesi
Antonio Presta, 30 anni
Roberto Presta, 11 anni
Giuseppe Presta, 27 anni
Sonia Presta, 4 anni e 8 mesi
Giovanni Sangineto, 18 anni
Vincenzo Santamaria, 18 anni
Alessandro Scalise, 4 anni
Costantino Scorza (disposto lo stralcio per sopraggiunta morte dell’imputato e il presidente del Collegio Carmen Ciarcia dichiara il non luogo a procedere)
Mario Sollazzo, 30 anni
Raffaele Sollazzo, 16 anni e 6 mesi
Sandro Vomero, 6 anni.

(redazione@corrierecal.it)

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