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«Dedicare il Ponte a Berlusconi. E il governo si svegli su Gioia Tauro»

Alla convention di Fi a Paestum Occhiuto sollecita l’opposizione alla misura Ue sulle emissioni e rilancia sul rigassificatore. Endorsement per Tajani

Pubblicato il: 30/09/2023 – 18:25
«Dedicare il Ponte a Berlusconi.  E il governo si svegli su Gioia Tauro»

PAESTUM «A me piacerebbe che il Ponte sullo Stretto, che sarà la più grande opera pubblica d’Italia, potesse essere dedicato a un grande uomo che l’ha ispirato, Silvio Berlusconi». Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Occhiuto alla convention di Forza Italia a Paestum. Nell’intervento di Occhiuto spazio anche per il porto di Gioia Tauro, con il richiamo al governo a tutelarlo dal rischio della penalizzazione da parte di una misura dell’Ue che potrebbe avvantaggiare i porti del Nord Africa (leggi qui), e con la risollecitazione sul rigassificatore.

«Il Ponte non sia una cattedrale nel deserto»

«Perché – ha proseguito Occhiuto – è stata un’opera osteggiata per tanti anni perché è diventata un’opera ideologica – era il Ponte di Berlusconi – quindi era osteggiata dalla sinistra più per questo che per ragioni pratiche. Quest’opera è importante anche per la Calabria e la Sicilia dal punto di vista istituzionale. Dò una notizia: noi stiamo preparando in Calabria una misura che si chiamerà “Costruisci Calabria”, riferito anche al Ponte, abbiamo deciso di investire 30 milioni di euro delle risorse che l’Europa dà alla Calabria per le politiche attive, per dare la possibilità ai grandi player come Webuild, Autostrade, Anas, Ferrovie, di assumere ex percettori di reddito di cittadinanza, disoccupati calabresi, formandoli, evitando che la formazione sia fatta dagli enti di formazione, che in Calabria come in altre Regioni non hanno mai formato alcun profilo utile al mercato del lavoro, e dando – come deve fare un governo liberale – queste risorse alle imprese perché formino i loro lavoratori. Poi – ha sostenuto il governatore calabrese – daremo le stesse risorse alle imprese che volessero formare disoccupati calabresi e farli lavorare in smart working e co-working. Così possiamo dimostrare che spendendo le risorse per bene si può creare lavoro». Per Occhiuto «sarebbe bello che il Ponte potesse essere – come io spero – un attrattore di altre importanti infrastrutture. Quando fecero l’autostrada molti dicevano “questi sono matti, fanno l’autostrada m e mancano le strade”, poi poiché hanno fatto l’autostrada hanno fatto anche le strade, pertanto il Ponte è un grande attrattore di altre opere: ringrazio il governo perché sono riuscito ad avere 3 miliardi per la Statale 106, sto cercando di avere le risorse per un tratto dell’A2 che Renzi inaugurò senza che si concludesse. Il Ponte non dev’essere una cattedrale del deserto, dev’essere una grande opera pubblica che accelera la realizzazione di infrastrutture che servono perché sono complementari al Ponte».

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«Tajani ricchezza per tutti noi»

Occhiuto ha poi aggiunto: «E’ bello che insieme  a Salini e al governo nazionale oggi condividano questo sogno di Berlusconi due presidenti di Forza e sarebbe bello che noi lo realizzassimo anche per Silvio Berlusconi perché noi apparteniamo a  un grande partito, che ha avuto il migliore dei maestri, era un uomo del fare, riusciva a fare le cose e anche a comunicarle bene. Io – ha proseguito il presidente della Regione – sono convinto che faremo una grande strada in prospettiva come Forza Italia non se ricordiamo solo il grande maestro che abbiamo avuto ma se dimostreremo che gli insegnamenti di questo grande maestro che è Berlusconi noi li sappiamo mettere in pratica, sappiamo farle diventare cose concrete. E’ bello che ci siano questi due presidenti di Forza Italia con un vicepremier come Antonio Tajani che sta dimostrando una capacità straordinaria. La maggior parte delle cose che ho fatto in questi ultimi mesi sono merito del rapporto straordinario che grazie a Tajani ho avuto con il governo nazionale: lo ringrazio davvero perché Antonio oltre a essere un grande leader politico è anche un uomo che sa stare vicino agli altri rappresentanti delle istituzioni e quindi – ha concluso Occhiuto – è una ricchezza straordinaria per tutti noi».

«Il governo si svegli su Gioia Tauro»

Il capitolo Gioia Tauro. Occhiuto ha sostenuto: «Il Mediterraneo nel nuovo paradigma dell’economia europea sta diventando sempre più importante. Si faranno investimenti europei sempre più consistenti nel mediterraneo. E noi possiamo essere la finestra dell’Italia e dell’Europa su questa parte nel mondo, un hub per tutto il Paese. Ho parlato benissimo del governo ma dal governo anche un’attenzione maggiore su alcuni altri temi. Io governo una regione che ha il primo porto d’Italia, Gioia Tauro. Come dice Tajani bisogna privatizzare la gestione dei morti, non le infrastrutture – sembra a voi possibile che a decidere dello s viluppo di un porto sia una prosa, un ammiraglio, un generale, che è lAutorità portuale. Se fosse una società costituita da pubblica e privata non farebbe un piano di attrazione degli investimenti nelle zone retroportuali? Da un altro lato il governo si sta facendo passare da sotto il naso una cosa che può esser devastante per i porti italiani, quindi sveglia. Noi siamo per l’Europa che fa il bene dei cittadini, ma l’Europa – diciamoci la verità – a volte è anche stupida, perché l‘Europa ha fatto una direttiva, improntata all’ambientalismo fanatico e ideologico, che prevede che i terminalisti che oggi vanno nei porti europei debbano pagare molto di più perché inquinano. Succederà che questi terminalisti i container li vadano a scaricare nei porti del Nord Africa, e un porto come Gioia Tauro, che è il primo porto d’Italia, che fa il 65% di transhipment, rischia di essere fortemente penalizzato da questo. E qui – ha rimarcato Occhiuto – il governo dev’essere conseguente con la scelta di fare il Ponte e intervenire anche su altre questioni – come – vedo qui il ministro Pichetto – la questione del rigassificatore di Gioia Tauro. Ci sono presidenti di Regione che non vogliono i rigassificatori, non vogliono i termovalorizzatori, io e Renato Schifani siamo quelli che stiamo facendo i termovalorizzatori, chiediamo i rigassificatori. Ma anche qui il governo dovrebbe essere un po’ più veloce, perché se vogliamo che il mezzogiorno diventi l’hub anche energetico dell’Italia e dell’Europa bisogna essere conseguenti. Il Ponte quindi non è solo per la Calabria e la Sicilia ma è l’occasione di mostrare che abbiamo una sviluppo per il Paese da qui ai prossimi 20 anni e questa visione passa dallo sviluppo del Mediterraneo». Un ultimo passaggio sul tema dell’immigrazione: «Noi dovremmo fare i centri per l’impiego nel Nord Africa in modo che prendiamo una migrazione da domanda perché se Webuild vuole fare il Ponte – e vuole farlo – serviranno i disoccupati calabresi e siciliani, ma servirà anche manodopera che oggi non c’è né in Sicilia né in Calabria. Il problema – ha riferito Occhiuto – è che subiamo questo fenomeno e non abbiamo la capacità di far diventare i problemi come sfide o opportunità». (a. c.)

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