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«Ogni rione e frazione di Reggio Calabria ha la sua cosca di riferimento»

Il commento di Libera Reggio Calabria e della rete antiracket “ReggioLiberaReggio. La libertà non ha pizzo” sull’operazione “Atto Quarto”

Pubblicato il: 14/10/2023 – 10:53
«Ogni rione e frazione di Reggio Calabria ha la sua cosca di riferimento»

REGGIO CALABRIA Il coordinamento reggino dell’associazione Libera e la rete antiracket “ReggioLiberaReggio. La libertà non ha pizzo”, appresa la incoraggiante notizia relativa alla recente operazione “Atto Quarto”, esprimono «gratitudine alle forze dell’ordine, alla magistratura e agli uomini e donne delle istituzioni che, con infaticabile impegno ed efficace lavoro, continuano ad assicurare il loro prezioso servizio a tutta la comunità reggina e calabrese». 
«L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia, ha portato all’arresto di 28 persone vicine alla cosca Libri e ad altre potenti cosche locali, e al sequestro preventivo di 11 società riconducibili a imprenditori indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. «Tra le accuse – evidenziano Libera e Rete antiracket “ReggioLiberaReggio. La libertà non ha pizzo” – spicca la diffusa pratica dell’estorsione che rende gli imprenditori schiavi di una legge mafiosa che alla fine non li protegge ma lentamente li soffoca. L’operazione “Atto Quarto”, conferma che nella città di Reggio Calabria, sono tanti, ancora, gli imprenditori costretti a pagare il pizzo. Con rabbia e amarezza abbiamo ancora una volta avuto conferma che ogni rione e frazione della città ha la sua cosca di riferimento ed il suo “libro mastro”, dove gli imprenditori assoggettati al potere mafioso vengono schedati. Condividiamo pienamente quanto affermato dal Procuratore Bombardieri: “chi sceglie di stare con la ‘ndrangheta è un perdente” e apprezziamo la dichiarazione del signor Questore Megale che valorizza la scelta degli imprenditori che decidono di denunciare e di affidarsi allo Stato. Siamo convinti – continuano le due associazioni – che, oltre a continuare sulla via della repressione della ‘ndrangheta e di ogni altra forma di violenza, occorra un altrettanto deciso e corresponsabile impegno culturale che educhi alla non violenza, alla libertà e alla pace. Riteniamo pertanto fondamentale il ruolo delle chiese, della scuola, dello sport, dell’informazione, delle istituzioni, delle organizzazioni sociali e dei semplici cittadini che, tutti e ciascuno secondo il proprio ruolo, in una visione di vita democratica e libera, condividono la scelta di accompagnare e sostenere un cammino non sempre scontato e facile. E siamo altresì convinti che ridare fiducia ai cittadini onesti e incoraggiarli alla denuncia significhi anche costruire un sistema legislativo che li protegga, li accompagni, li sostenga e li garantisca anche e soprattutto a livello economico e psicologico. E, su questo versante c’è tanta strada ancora da fare».

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