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Dimensionamento scolastico, Usb: «Pessimo piano di riorganizzazione»

Il sindacato: «Speriamo ancora che una mobilitazione davvero corale possa arrivare a fermare il procedimento»

Pubblicato il: 15/10/2023 – 19:48
Dimensionamento scolastico, Usb: «Pessimo piano di riorganizzazione»

«È sempre più chiaro ed evidente che la legge nazionale sul dimensionamento scolastico vada rigettata in toto, bloccata e ritirata. È assolutamente contraria ad ogni percorso possibile di realizzazione del diritto allo studio e ad un’istruzione di qualità eguale per tutte e per tutti. Gli esiti di questa normativa, come più volte detto, non potranno che essere negativi, anzi disastrosi, ancor di più dove ci sarebbe necessità di ben diversa attenzione e ben altri interventi». Lo asseriscono in una nota l’Usb Scuola di Cosenza e l’Usb Confederazione di Cosenza.
«Nel territorio provinciale di Cosenza – prosegue il comunicato –, non si può non restare allibiti rispetto al comportamento e al prodotto dell’amministrazione provinciale che ha emanato un pessimo piano di riorganizzazione della rete scolastica, senza alcun interesse per le esigenze specifiche dei territori e per la corretta gestione delle tante offerte formative, senza alcun ascolto degli enti locali, delle istituzioni scolastiche, delle organizzazioni sindacali. Durante il partecipato sit-in realizzato dalla sola (ahinoi!) USB qualche giorno fa, abbiamo avuto un incontro con il capo di gabinetto della Prefettura nel quale abbiamo potuto esporre tutte le nostre perplessità su quanto stesse accadendo. L’amministrazione provinciale, nonostante le richieste formulate, non ha inteso procedere invece ad alcun confronto. Una concezione e una pratica nient’affatto democratica che ha prodotto il parto di un piano fuori da ogni logica. Fretta? Incapacità? Mancanza di volontà di ascolto? Pressioni da qualche istituzione scolastica “più uguali delle altre” parafrasando un famoso scrittore inglese? Richieste accolte di alcuni sindaci “più uguali degli altri”? Non ci è dato sapere. Ma sappiamo che il piano elaborato dalla Provincia di Cosenza non va bene, nel metodo e nel merito. Nel metodo, per l’assenza totale della pur minima forma di confronto e condivisione. Nel merito, perché peggiorerà ulteriormente il già fragile tessuto educativo del nostro territorio, che vede già una drammatica realtà di abbandono, evasione, insuccesso scolastico. Purtroppo, la mancanza di volontà della quasi totalità delle forze politiche e sindacali di produrre una forte, determinata e immediata opposizione alla legge nazionale ed alla sua attuazione nei territori, ha consentito che si arrivasse a ciò. Prese di posizione e lamentazioni tardive appaiono più come un’esigenza di apparire che di voler operare concretamente. Speriamo ancora che una mobilitazione davvero corale possa arrivare a fermare il procedimento. E ci auguriamo che la sentenza del Tar Campania, attesa tra qualche giorno, possa sospendere il provvedimento e aprire una falla nell’intero sistema».

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