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Ciacco: «Il silenzio dell’Asp di Cosenza è assordante»

L’affondo del consigliere comunale: «Squarcerò con le mie domande la reticenza di chi comanda nel Palazzo di via Alimena»

Pubblicato il: 02/11/2023 – 14:03
Ciacco: «Il silenzio dell’Asp di Cosenza è assordante»

COSENZA «Il silenzio, per antonomasia, è muto. E, tuttavia, ci sono occasioni, nelle quali, il silenzio, diventa, fragorosamente, più eloquente di mille parole.  E, il silenzio, parla, quando, manifestando i tratti della torbida reticenza, si trasforma in un megafono, clamorosamente, assordente. E il silenzio dell’Asp di Cosenza è torbidamente reticente e clamorosamente assordante. E però, chi comanda, nel Palazzo di Via Alimena, si è fatto male i conti. Perché, con cadenza settimanale, il silenzio torbido e assordante, di lor signori, io, lo squarcerò con impietosa puntualità. Ponendo, semplicemente, qualche pertinente domanda. Non farò né di più, né altro. E il primo questionario, articolato in capitoli, lo somministro, a partire, proprio, da oggi». È quanto afferma in una nota Giuseppe Ciacco, consigliere comunale di Cosenza.
«Il primo capitolo – evidenzia Ciacco – riguarda gli ausili terapeutici per disabili: Signor Direttore Generale dell’Asp di Cosenza,

  • il servizio è, attualmente e ancora, gestito, in uno scandaloso regime di monopolio di fatto, da Althea S.p.A?
  • sulla base di quale atto formale Althea continua a gestire il servizio?
  • perché ad Althea, indagata per corruzione, non è stato revocato l’affidamento?
  • a che punto è la relativa procedura di gara, indetta con la deliberazione n. 2042 del  25 settembre 2023?
  • che fine ha fatto la manifestazione di interesse,   pubblicata il 29.dicembre.2022?
  • che fine hanno fatto le  tre offerte pervenute?
  • che fine ha fatto la commissione giudicatrice, nominata con la  determina n. 316 del 27.luglio.2023?»
    «Signor Direttore Generale – prosegue il consigliere comunale – risponda a queste semplici domande e non si illuda di poter far calare, su di esse,  un conturbante velo di omertoso silenzio. Il secondo capitolo riguarda l’Inrca Signor Direttore Generale dell’ASP di Cosenza,
  • è vero che lo stabilimento  dell’Inrca di Cosenza sta   lavorando, da 8 anni, solo,  con un terzo dei posti accreditati?
  • è vero che la direzione generale dell’Inrca, qui a Cosenza, ha dichiarato, come funzionanti, proprio, i posti letto accreditati e non quelli effettivi?
  • è vero che le prestazioni pagate all’Inrca si riferiscono ai posti letto dichiarati come funzionanti, che, però, non sono quelli effettivi?
  • è vero,  allora, che per 8 anni, l’Inrca ha incamerato introiti per prestazioni non erogate, relative, cioè,  a posti letto inesistenti, perché accreditati, ma non funzionanti?
  • è vero che, il  2023,  all’Inrca di Cosenza è stato assegnato   un “finanziamento complessivo…per un valore superiore al volume della produzione che effettivamente sarà erogata”?
  • è vero che l’Inrca di Cosenza ha ricevuto l’integrale ripiano del debito?
  • è vero che, pur in costanza dell’integrale ripiano del debito e della liquidazione di prestazioni non erogate, l’Inrca registra un costante scostamento tra i costi  e  i ricavi – a netto sfavore dei ricavi –  e il tasso di produttività dei reparti è, addirittura, al di sotto del 50% della produttività reale?
  • è vero che, pur in costanza dell’integrale ripiano del debito e della liquidazione di prestazioni non erogate, l’Inrca chiuderà il triennio 2023-2025 con una voragine debitoria stimata in un milione e mezzo di euro?
  • è vero che l’Inrca di Cosenza, quanto ai requisiti strutturali e organizzativi per beneficiare dell’accreditamento, si trova in grave sofferenza?
  • quali iniziative e quali azioni sono state intraprese per fronteggiare e neutralizzare la situazione di diffusa illegalità, nella quale ristagna la gestione dell’Inrca di Cosenza?
  • quali iniziative e quali azioni sono state intraprese per ottenere dall’ Inrca la  restituzione di  tutte le somme, indebitamente, percepite, che, fra l’altro, costituiscono compendio del denaro pubblico?». 
    «Signor Direttore Generale – conclude Ciacco – risponda a queste semplici domande e non si illuda di poter far calare, su di esse, un conturbante velo di omertoso silenzio. Sapendo, illustre Direttore Generale, che in mancanza di una risposta, io, queste domande, esattamente, fra una settimana, gliele riproporrò tali e quali»
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