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Occhiuto alla madre di Davide Ferrerio: «Crotone ha bisogno di emanciparsi»

La replica del governatore a Giuseppina Orlando che aveva definito inopportuna la scelta di organizzare il Capodanno Rai nella città pitagorica

Pubblicato il: 05/11/2023 – 17:17
Occhiuto alla madre di Davide Ferrerio: «Crotone ha bisogno di emanciparsi»

CATANZARO «Il Capodanno Rai organizzato a Crotone «è una mancanza di rispetto» che rischia di aggiungere «dolore al dolore». Con queste parole, due giorni fa, Giuseppina Orlando, madre di Davide Ferrerio (il 21enne bolognese in coma dall’11 agosto 2022 quando fu aggredito a Crotone) aveva chiesto al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e al sindaco di Crotone Vincenzo Voce di rivedere la loro scelta. Oggi è arrivata la risposta del governatore calabrese attraverso una lettera inviata alla mamma del ragazzo.
«Gentilissima Signora Orlando – scrive Occhiuto – ho letto e riletto, con molta attenzione, la sua lettera. Da padre, e non da uomo politico, ho tentato di immaginare il suo dolore, la sua disperazione, il suo stato d’animo. Lo strazio quotidiano nel vedere il suo Davide costretto su un letto d’ospedale, dopo la barbara aggressione subita il 12 agosto del 2022. L’impotenza di fronte ad una situazione assurda piombata dal nulla a distruggere la vita di una bella famiglia. Il comprensibile sentimento di rigetto nei confronti di Crotone, sua città natale diventata purtroppo teatro macabro di una tragedia così grande. La scorsa estate il Paese intero rimase attonito in seguito al vile pestaggio di suo figlio. La condanna fu unanime da parte delle istituzioni calabresi e nazionali, e anche da parte della comunità crotonese, desiderosa di marcare subito la differenza tra le bestie che avevano aggredito Davide e il resto della cittadinanza pitagorica. I criminali che hanno ridotto, per futili e risibili motivi, Davide in fin di vita pagheranno il conto, attraverso la giustizia, per le loro inspiegabili azioni. Le istituzioni locali si sono costituite parte civile nei processi in corso, e ci aspettiamo una pena dura ed esemplare per questi assassini. Indossando però i panni del politico e nel mio caso anche di governatore della Calabria, devo agire e decidere avendo come stella polare il bene dell’intera Regione che ho l’onore di guidare. Singole mele marce non possono infettare un’intera città, chi sbaglia va punito in modo netto, ma atti isolati non possono infangare una comunitàcomposta da persone straordinarie. Crotone, compresa la sua provincia, è un territorio complesso, con tanti problemi, ma allo stesso tempo stupendo, unico e accogliente. Lo scorso febbraio abbiamo vissuto la tragedia di Steccato di Cutro, la morte di decine e decine di migranti causata da un tragico naufragio. Cutro e Crotone per settimane hanno conosciuto la ribalta mediatica per un evento luttuoso, e i cittadini di questi territori si sono segnalati all’attenzione nazionale per accoglienza, per solidarietà, per la compostezza con la quale hanno sostenuto, rispettando il loro immenso dolore, i parenti delle tante vittime. In quei giorni, come in tante altre occasioni, sono stato orgoglioso di governare la Calabria, perché i veri calabresi, la stragrande maggioranza dei nostri conterranei, sono persone che pur nelle difficoltà riescono sempre a tirare fuori il meglio, a valorizzare le cose belle della nostra terra, il meglio di noi». «Questo – prosegue il governatore – è anche il compito di chi quotidianamente governa una Regione, lavorare a testa bassa per migliorare l’esistente tentando allo stesso tempo di far emergere il meglio. La Calabria è una Regione piena di problemi, ma le opportunità sono di più. Il capodanno televisivo della Rai rappresenta una grande occasione per il nostro territorio, e ho scelto Crotone perché tra le cinque province calabresi è quella che più ha bisogno di emanciparsi, di avere una grande ribalta nazionale per farsi conoscere il più possibile, per rilanciarsi, per tirare fuori, appunto, il meglio di sé. Non pretendo, con queste poche righe, di convincerla ad ogni costo della bontà della mia decisione, che difendo e che confermo. Volevo solo spiegarle la logica che ha mosso la Regione nel percorso che ci porterà il 31 dicembre 2023 a condividere piazza Pitagora con decine di milioni di italiani sparsi su tutto il territorio nazionale. La saluto e mando un affettuoso abbraccio al suo Davide».

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