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SANITÀ

Cosenza, la giornata dedicata ai bimbi prematuri tra speranze e nuovi macchinari

All’Annunziata un reparto di eccellenza: qui da inizio anno ben 250 neonati sotto le 36 settimane e 1,5 chilogrammi di peso (in Calabria oltre 1000)

Pubblicato il: 17/11/2023 – 15:18
Cosenza, la giornata dedicata ai bimbi prematuri tra speranze e nuovi macchinari

COSENZA I prematuri sono i neonati che vedono la luce prima della 36esima settimana:  ogni anno ne nascono 15 milioni (dati Oms), soltanto in Italia sono 32.000 e in Calabria più di 1000 all’anno; da inizio anno solo a Cosenza ne sono nati 250, e 45 di loro avevano un peso inferiore a un chilo e mezzo. Numeri che però lasciano spazio alla speranza grazie alle competenze e agli strumenti dell’Uoc Neonatologia e Tin (Terapia intensiva neonatale) dell’ospedale dell’Annunziata, dove oggi si è rinnovato il tradizionale appuntamento con il Word Prematurity Day, un  evento riconosciuto in tutto il mondo, per richiamare l’attenzione sui  prematuri e sulle esigenze di cura di neonati fragili e critici perché molti organi non hanno raggiunto il normale sviluppo. Nel corso degli ultimi anni la mortalità dei neonati prematuri è diminuita sensibilmente: si è  passati da una percentuale di mortalità del 70%, negli anni 60, ad un insuccesso delle cure che si aggira, oggi intorno al  7%.
L’equipe guidata da Gianfranco Scarpelli e gli operatori sanitari hanno deciso di celebrare la giornata accogliendo il comandante dei bersaglieri del primo reggimento di Cosenza, colonnello Francesco Ferrara, e la Fanfara che si è esibita in ospedale con brani di Piovani e un repertorio variegato oltre all’immancabile Inno di Mameli.
«Le nascite pretermine  – ha detto Scarpelli –  rappresentano un importante problema sociale sia per gli effetti sui bambini destinati, talvolta a segnare la crescita e lo sviluppo degli stessi, sia sulla  “salute riproduttiva” della coppia sempre più segnata da stili di vita non sani che influiscono sulla fertilità, sull’evoluzione della gravidanza e il rischio di nascita prematura».
In questo che è considerato un reparto di eccellenza e di riferimento regionale – qui un ricovero può durare fino a tre o quattro mesi e vi si curano anche gravidanze a rischio e patologie complesse – arriveranno adesso dei macchinari all’avanguardia che si trovano soltanto in strutture romane o milanesi come il Policlinico Mangiagalli.

Francesco Zinno, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera da poco più di un mese, ha aperto la manifestazione definendo la Neonatologia cosentina «un fiore all’occhiello» importante peraltro anche per contrastare il fenomeno dell’emigrazione sanitaria, poi ha detto che iniziative come la Giornata dei bimbi prematuri sono «un’importante apertura alla società civile». A celebrare la Giornata – alla presenza di molti genitori di figli nati prematuri e oggi cresciuti – anche il direttore del Conservatorio Musicale di Cosenza,  maestro Francesco Perri, con i musicisti che hanno partecipato al progetto di musicoterapia “Suoni di Vita” nella Tin, e l’associazione “Gocce di Mamma” diretta dalla dottoressa Maria Pia Galasso, grazie alla quale si riesce a mantenere la “Banca regionale del latte umano donato” di Cosenza. Dai medici del reparto un grazie anche al Rotary che ha donato fasciatoi e scalda-biberon. Emozione, occhi lucidi tra operatori e genitori con qualche lacrima tra le note della fanfara quando i partecipanti hanno applaudito gli ex prematuri qui ricoverati, come la bimba nata alla 28esima settimana, peso 1,240 kg: nel suo sorriso di ragazza c’è il senso del lavoro di tutto il reparto. (euf)

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