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la caratura criminale

Mala cosentina, cambiano i capi ma resta inalterata la forza intimidatrice

Il pm Vito Valerio si sofferma sulla capacità dei presunti vertici del crimine bruzio di esercitare il controllo sul territorio anche se detenuti

Pubblicato il: 17/11/2023 – 10:58
Mala cosentina, cambiano i capi ma resta inalterata la forza intimidatrice

COSENZA Ettore Lanzino, Maurizio Rango, Carlo Lamanna e Ettore Sottile, rispondono – nell’inchiesta “Reset” – dell’associazione nel loro ruolo di capi e promotori. Gli imputati sono tutti detenuti definitivi all’ergastolo, ad accezione di Ettore Sottile, detenuto in relazione all’omicidio di Luca Bruni, per il quale ha riportato condanna
all’ergastolo (non definitiva) pronunciata in primo grado. L’analisi dei quattro profili, da parte del pm della Dda di Catanzaro Vito Valerio, è interessante in relazione alla capacità dell’associazione – secondo l’accusa – di contare sul mantenimento di soggetti detenuti e condannati all’ergastolo e della forza intimidatrice esercitata sul territorio.

Il sostegno economico e il rango criminale

Il mantenimento dei detenuti serve non solo a garantire continuità economica alla famiglia di chi ha commesso reati ed è finito in carcere, ma consente di mantenere inalterato «il rispetto della caratura criminale». La costante invariabile, nonostante le operazioni concluse, gli arresti, le condanne, resta l’esercizio del potere attraverso il ricorso alle intimidazioni. «Ciclicamente interviene un nuovo capo» – sottolinea il pubblico ministero – ma il risultato non cambia. L’ex pentito Roberto Porcaro «parlerà delle modalità di raccolta e di corresponsione degli stipendi a Lanzino, a Lamanna, a Sottile a Rango e ci dice con riferimento agli Italiani, per intenderci, che lui stesso si è occupato di raccogliere i soldi e di consegnarli ai rispettivi familiari fino a quando è stato arrestato, quindi siamo sulla soglia del dicembre del 2019». Oltre alle dichiarazioni rese dall’ex collaboratore di giustizia, la circostanza troverebbe riscontro nelle confessioni del pentito Ivan Barone «che ci dice di aver raccolto gli stipendi per Rango, per Sottile e per Lamanna fino al giorno prima di essere arrestato, quindi stiamo parlando fino ad agosto del 2022». Ivan Barone e Gianluca Maestri vengono intercettati mentre fanno «la conta della quota di spettanza a Rango, Sottile e Lamanna. «Diranno 350 a Carletto Lamanna, 500 a Maurizio Rango e si preoccupano anche di… e Taruzzo Sottile». (f.b.)

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