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Omicidio Bruni, l’ergastolo per Sottile e l’attesa per il giudizio d’appello

L’imputato è accusato di aver partecipato all’organizzazione del delitto e all’occultamento del cadavere del capo del clan “Bella Bella”

Pubblicato il: 18/06/2023 – 17:39
Omicidio Bruni, l’ergastolo per Sottile e l’attesa per il giudizio d’appello

CATANZARO Hanno fatto ricorso in appello i legali di Ettore Sottile, accusato dell’omicidio di Luca Bruni, capo del clan cosentino dei “Bella Bella” assassinato il 3 gennaio 2012.
Lo scorso febbraio il gup di Catanzaro, Filippo Aragona, ha accolto la richiesta di ergastolo invocata l’8 aprile 2022 dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vito Valerio.
Il corpo di Luca Bruni venne ritrovato nelle campagne di Castrolibero tre anni dopo la sua scomparsa.
Dal delitto del capo dei “Bella Bella” scaturirono diversi filoni d’inchiesta tra cui quella in abbreviato nei confronti di Sottile che è accusato di aver partecipato alle fasi preliminari del delitto di mafia e all’occultamento del cadavere.
C’è ora da capire se l’accusa reggerà anche nel secondo grado di giudizio al quale si sono appellati gli avvocati Cesare Badolato e Pasquale Naccarato.
Per questo delitto sono stati condannati Maurizio Rango, in qualità di mandante, e gli esecutori materiali Adolfo Foggetti, Franco Bruzzese e Daniele Lamanna, tutti e tre collaboratori di giustizia.
Tra i diversi filoni di indagine che questo omicidio ha fatto aprire c’è stato anche quello nei confronti dei boss Francesco Patitucci e Roberto Porcaro, entrambi assolti in Cassazione.
La lunga scia di persone ritenute coinvolte, a torto o a ragione, nell’omicidio Bruni non è un caso.
Secondo la Distrettuale, la morte di Bruni avrebbe rappresentato il dazio da pagare per evitare una guerra tra clan.
Solo dalle dichiarazioni rese dal pentito Adolfo Fogetti è stato possibile recuperare il corpo dell’uomo dei “Bella bella” nelle campagne di Orto Matera terra di confine tra Cosenza, Rende e Castrolibero. Luca Bruni, dopo la morte del fratello Michele, aspirava a prenderne il posto in seno alla criminalità cosentina. E il 3 gennaio 2012 era convinto di recarsi ad un summit con i capi della ‘ndrangheta bruzia per discutere della posizione del gruppo “Bella Bella”. Ma qualcuno aveva già deciso che la coperta era troppo corta per dividerla anche con un clan destinato a tramontare. E l’incontro al quale Bruni partecipò fu, in realtà, quello con la morte. (ale. tru.)

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