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Anche gli autotrasportatori calabresi aderiscono al fermo nazionale. «Rischio stop del settore»

Unatras convocata il 22 maggio dal Governo mentre cresce la tensione per la protesta annunciata dal 25 al 29 maggio

Pubblicato il: 16/05/2026 – 13:16
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Anche gli autotrasportatori calabresi aderiscono al fermo nazionale. «Rischio stop del settore»

CATANZARO Gli autotrasportatori calabresi parteciperanno al fermo nazionale dei servizi proclamato da Confartigianato Trasporti, insieme al coordinamento Unatras, dal 25 al 29 maggio 2026. Le imprese della regione saranno coinvolte nell’assemblea interregionale che si terrà sabato 23 maggio, a partire dalle ore 15, nel padiglione Confartigianato della Fiera del Levante di Bari. L’incontro – viene spiegato in una nota – servirà a definire i dettagli operativi della protesta nel rispetto del Codice di autoregolamentazione e garantendo comunque i servizi pubblici essenziali e vitali. Nel frattempo Unatras è stata convocata a Palazzo Chigi, il 22 maggio alle ore 17:30, per un tavolo di confronto. «Alla base della protesta – spiegano gli autotrasportatori – vi sono i costi ormai insostenibili del carburante e la mancanza di interventi strutturali capaci di fronteggiare una crisi di liquidità che rischia di mettere fuori mercato migliaia di imprese del settore, con pesanti ripercussioni anche sui livelli occupazionali». Confartigianato Trasporti Calabria «sostiene le rivendicazioni dell’Associazione nazionale e ribadisce le principali richieste della categoria: stanziamento di 500 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta per compensare l’aumento dei carburanti; rimborso trimestrale immediato delle accise entro dieci giorni dalla domanda; ripristino dell’agevolazione piena sul rimborso accise; sospensione temporanea e facoltativa di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi». «Siamo stanchi di attendere mentre il settore rischia di essere schiacciato dai costi – si legge in una nota di Confartigianato Trasporti Calabria -. Le imprese hanno dimostrato grande senso di responsabilità, ma senza interventi adeguati non sarà più possibile andare avanti. Attendiamo l’esito del confronto del 22 maggio, ma nel frattempo abbiamo il dovere di prepararci alla mobilitazione. Difendiamo la sopravvivenza e la dignità delle nostre aziende. Bisogna comprendere che se si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese».

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