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IL DIBATTITO

Emissioni C02, cambiamenti climatici, management: le zone d’ombra del Ponte

Inchiesta di “Report” sul progetto di realizzazione del collegamento nello Stretto evidenzia diversi lati oscuri e solleva diversi interrogativi

Pubblicato il: 27/11/2023 – 7:38
Emissioni C02, cambiamenti climatici, management: le zone d’ombra del Ponte

LAMEZIA TERME I punti oscuri, le zone d’ombra, le contraddizioni del progetto del Ponte sullo Stretto. Nell’ultima puntata, “Report”, il programma di inchieste giornalistiche in onda ieri sera su Rai3, approfondisce il tema indagando a 360 gradi e mettendo in evidenza diverse incongruenze e non solo.

I dati del ministero

Diversi, gli interrogativi che si pone “Report” nella puntata dall’eloquente titolo “L’uomo del Ponte”: anzitutto per il ministro Salvini il Ponte sullo Stretto creerà centomila posti di lavoro e ridurrà le emissioni di CO2 ma – si chiede il servizio, che accolta alcuni esperti – da dove arrivano i suoi dati? «Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini – esordisce “Report” – ha dichiarato lo scorso maggio che il Ponte sullo Stretto sarà in grado di creare 100mila posti di lavoro e ha citato uno studio universitario sostenendo che permetterà di risparmiare 140mila tonnellate di emissioni di CO2. Secondo quanto appurato da “Report” «non esiste nessuno studio universitario che sia giunto alle conclusioni riferite dal ministro Salvini» e lo studio citato – prosegue il servizio inchiesta – «sarebbe stato redatto da Giovanni Mollica, che non è un ricercatore universitario esperto di inquinamento ma è un membro del Rotary Club di Messina e di un’associazione che promuove la costruzione del ponte sullo Stretto. Lui stesso nello studio scrive che “le presenti note non hanno la pretesa della scientificità”. L’ingegner Mollica in passato è stato consulente di Eurolink, vale a dire- spiega Report – ha preso soldi dal consorzio che dovrà costruire il ponte per cui il suo giudizio potrebbe non essere esattamente super partes».

Il cambiamento climatico

Altra questione sollevata da Report: il progetto del Ponte sullo Stretto tiene conto dei rischi legati al cambiamento climatico? «Il Ponte sullo Stretto secondo molti esperti- emerge dal servizio inchiesta ha un problema di aerodinamica per il vento. I calcoli del progetto ci informa – sostiene “Report” – una nostra fonte ben informata dei fatti “sono stati fatti sempre sui venti che si chiamano sinottici cioè prevedibili. Adesso con i cambiamenti climatici quei dati non sono più significativi dobbiamo immaginare anche l’evento estremo e calcolarne la forza e la direzione”. Eppure il comitato tecnico scientifico nominato da Salvini che dovrà supervisionare il progetto è coordinato dal professor Alberto Prestininzi, ordinario di Ingegneria della Terra all’Università di Roma “La Sapienza” firmatario di un appello dal titolo “l’emergenza climatica non esiste”».

Il personaggio

Infine, focus sulla figura di Piero Ciucci, l’uomo – lo definisce “Report” – «chiamato da Salvini a gestire l’operazione Ponte sullo Stretto». «La carriera di Pietro Ciucci – spiega “Report” – inizia con Prodi che lo porta alla direzione generale dell’Iri. Liquidata l’Iri nel 2002, Berlusconi lo nomina amministratore delegato della Società Stretto di Messina dove rimarrà fino al 2013 quando la società verrà liquidata. Dal 2006 diventa anche presidente e direttore generale dell’Anas con uno stipendio da 750 mila euro l’anno, ma nel 2013 una legge mette un tetto agli stipendi e vieta il cumulo delle cariche, così Ciucci presidente pensiona Ciucci direttore generale, liquidando sé stesso con 1 milione e 800mila euro.  Durante la gestione Anas di Ciucci sono crollati tre viadotti ma uno è rimasto nella storia: quello di Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento che era stato inaugurato senza collaudo poco prima del Natale 2014 ed è crollato appena 6 giorni dopo il 30 dicembre.  La procura di Palermo ha ipotizzato dei reati e ha rinviato a giudizio 13 persone tra cui Pietro Ciucci ma per lui come per gli altri la prescrizione è ormai certa.  E poi c’è il viadotto Torbido sulla Salerno Reggio Calabria nella tratta tra Buonabitacolo e Lauria Nord in Basilicata, che andrebbe abbattuto e ricostruito perché i piloni poggiano sopra una superficie franosa. Nonostante tutte queste ombre – sostiene Report – Pietro Ciucci è stato chiamato da Matteo Salvini per gestire la costruzione di quella che sarà la più imponente opera infrastrutturale al mondo: il Ponte sullo Stretto di Messina». (redazione@corrierecal.it)

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