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«Le bimbe che hanno salvato la mamma a Reggio Calabria rappresentano il segno del cambiamento»

La lettera di Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”, dedicata alle tre bambine che hanno salvato la mamma dalla violenza del padre

Pubblicato il: 06/12/2023 – 7:00
«Le bimbe che hanno salvato la mamma a Reggio Calabria rappresentano il segno del cambiamento»

REGGIO CALABRIA «Siete state tre bambine molto coraggiose ed è solo grazie a voi se questa settimana c’è ancora tra di noi una di noi». A “Che tempo che fa” Luciana Littizzetto rivolge queste parole alle tre bambine che a Reggio Calabria sono state protagoniste di un episodio che ha acceso la speranza sul fronte del contrasto alla violenza sulle donne. Tre piccole di soli otto, dieci e dodici anni che hanno chiamato i soccorsi e atteso gli agenti di polizia sul balcone con un cartello con la scritta “Help”, mentre la madre veniva picchiata dal marito. È stata la più piccola a comporre al telefono il numero 113. Le bambine conoscevano anche il “signal for help”, il segnale di comunicazione silenzioso di aiuto che si mima con la mano.

Il foglio con la scritta “Help”
Il segnale di aiuto (Signal for help)

«Rappresentano il segno del cambiamento», ha detto Littizzetto che ha dato alle tre bimbe nomi di fantasia: Marta, Marcella e Martina. «Se non ci fossero state loro, sarebbero tre le vittime da piangere questa settimana. Queste bambine ci hanno detto che la strada è giusta, che sarà un cammino lungo, ma ce la faremo. Ecco a cosa è servita la morte di Giulia (Cecchettin ndr) e a cosa servono le nostre parole in tv, sui giornali, sui social. Servono a far crescere piccole donne consapevoli, volitive, audaci e coraggiose. Insieme alla scuola, naturalmente. Un luogo dove imparare la matematica, la storia, la geometria e la grammatica. Anche quella dei sentimenti. Perché l’educazione affettiva e sentimentale non è una nefandezza, come ha detto un illuminato parlamentare, ma lo strumento per scardinare la violenza dalla base e non quando è troppo tardi, per crescere coscienti che l’amore è un’altra cosa e per stare alla larga da quelle famiglie tradizionali, che di tradizionale hanno solo il potere di un uomo che si sente re e padrone di chiunque viva con lui. Quindi grazie, Marta, Marcella e Martina. – conclude Littizzetto – Siete state tre bambine molto coraggiose ed è solo grazie a voi se questa settimana c’è ancora tra di noi una di noi». (m.r.)

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