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‘Ndrangheta a Reggio, l’ansia dei Borghetto per il blitz mancato. «L’hanno fatto a Catanzaro»

Nelle carte dell’inchiesta “Garden”, la ricostruzione degli episodi del luglio 2020 e l’operazione della GdF scattata, invece, contro la cosca Anello-Fruci

Pubblicato il: 09/12/2023 – 18:19
di Giorgio Curcio
‘Ndrangheta a Reggio, l’ansia dei Borghetto per il blitz mancato. «L’hanno fatto a Catanzaro»

REGGIO CALABRIA La paura dei Borghetto di essere arrestati, nell’estate del 2020, è tanta. E, come abbiamo già visto (ne abbiamo scritto qui) grazie a una soffiata delle forze dell’ordine, tra i presunti appartenenti al gruppo criminale reggino sale l’ansia con il passare dei giorni e, allo stesso tempo, si moltiplicano le intercettazioni – ambientali e telefoniche – grazie alle quali gli inquirenti hanno ricostruito tutti i movimenti e, soprattutto, il tentativo di eludere Carabinieri e Polizia, dormendo fuori casa, nonostante gli obblighi di dimora, preparandosi anche a una eventuale latitanza. È quanto emerge tra le carte dell’inchiesta “Garden” della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri.

Le misure violate

Entrambi i fratelli Borghetto, Cosimo e Gino arrestati nel corso del blitz, in quel periodo – annota il gip nell’ordinanza – erano «destinatari di misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza» e non potevano uscire di casa. Entrambi, come è emerso secondo gli inquirenti, hanno invece violato «ripetutamente le prescrizioni. In particolare, Cosimo Borghetto il 17 e il 20 luglio 2020 contravveniva alla prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione nelle ore serali e notturne».

borghetto idotta dda garden reggio

I piani per la fuga

Nella ricostruzione minuziosa degli inquirenti e riportata nell’ordinanza, una volta archiviata la lite con i Carabinieri, è il 19 luglio 2020, Cosimo Borghetto riceve la visita di Antonino Idotta, considerato dal gip «braccio destro e ombra di Cosimo Borghetto, al suo totale servizio notte e giorno», insieme a un tale “Peppe” e Giovanbattista Mento. È sera e, una volta a casa, il gruppo discute quali mosse adottare per una eventuale “fuga”. «(…) mi faccio un giro come ho fatto l’altra sera» dice Idotta e Cosimo Borghetto risponde: «(…) loro sono nascosti, la vedi la macchina? Me ne vengo con voi». Alla sua proposta, Idotta replica: «Come te ne vieni? Se ci fermano a tutti e quattro, ci portano a tutti e quattro». E illustra una possibile soluzione: «Parti da qua… mi faccio trovare io là… ti aspetto a casa». Passa qualche minuto, sono le 23.47 secondo gli inquirenti e a casa di Cosimo Borghetto arriva il convivente della figlia a prelevarlo dall’abitazione e portarlo in auto verso la seconda abitazione di Idotta. Qui – scrive il gip nell’ordinanza – lascia Borghetto «per poi fare un giro di ricognizione nei pressi delle caserme delle forze dell’ordine della zona per monitorare la situazione, al termine del quale fa ritorno».

imponimento

L’operazione “Imponimento”

I due si rivedranno – secondo gli inquirenti – la mattina successiva. Entrambi, poi, raggiungono l’attività commerciale di Caterina Idotta e fanno il punto della situazione. A cominciare dal fatto che, neanche quella notte, sono stati arrestati. «Ma là non è successo niente là?» chiede Cosimo Borghetto a Antonino Idotta che risponde: «No, no… sennò avevano… c’era scritto…». Nessuna notizia sui giornali, dunque, almeno di quelle che riguardano la provincia reggina. Già perché più tardi, Idotta incontra Mento e commentano quella che è l’operazione di polizia del giorno. È il 20 luglio 2020 quando gli uomini della Guardia di Finanza di Catanzaro, diretti dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro, mettono a segno un duro colpo contro il clan di ‘ndrangheta Anello-Fruci con l’operazione “Imponimento”. Operazione che, ovviamente, non lascia indifferenti il gruppo reggino. «No ma che è successo con lo zio?» chiede Mento a Idotta che risponde: «Eh… Catanzaro… ‘uttana ho detto io…». Bisogna attendere quasi le 15 per il ritorno a casa di Borghetto. (g.curcio@corriereca.it)

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