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Il futuro degli enti strumentali: il rilancio (anche) attraverso “operazioni straordinarie”

L’indirizzo della Giunta regionale per le aziende che gestiscono settori nevralgici. La trasformazione del Corap e la sfida del Consorzio di bonifica

Pubblicato il: 10/12/2023 – 19:16
Il futuro degli enti strumentali: il rilancio (anche) attraverso “operazioni straordinarie”

LAMEZIA TERME La “rivoluzione” del Consorzio unico di bonifica, la trasformazione del Corap e il rilancio di soggetti strategici come Calabria Verde. Nel Defr, il Documento di economia e finanza della Regione Calabria per il triennio 2024-26, la Giunta Occhiuto delinea il futuro dei propri enti strumentali, chiamati a gestire settori nevralgici dell’amministrazione. Per Arsac (Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese), Arcea (Agenzia Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura), Aterp (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica regionale), Azienda Calabria Lavoro in liquidazione (oggi Arpal), Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria), Calabria Verde (Azienda regionale per la forestazione e per le politiche della montagna), Ente per i Parchi Marini regionali (Epmr) l’obiettivo è il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa: «In prosecuzione degli interventi intrapresi, al fine di rendere tali enti maggiormente efficienti consentendo il raggiungimento degli obiettivi dagli stessi perseguiti, la Regione quale indirizzo strategico – scrive la Giunta nel Defr – dovrà operare, anche attraverso l’effettuazione di operazioni “straordinarie” sugli stessi, in un’ottica di migliore redistribuzione dei compiti affidati a ciascun ente per consentire il raggiungimento degli obiettivi generali della amministrazione».

Corap

Due in particolare i focus della Giunta nel Documento di Economia e Finanza: il Corap (Consorzio regionale per le attività produttive) e il Consorzio unico di bonifica. Quanto al Corap, attualmente sottoposto alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, «assegnatario sia di funzioni afferenti al servizio idrico integrato, sotto il profilo del segmento acquedottistico e del segmento depurativo, sia di funzioni afferenti ai compiti di sviluppo industriale, l’amministrazione regionale – si rileva – ha intrapreso un percorso per riallocare le funzioni stesse in modo da raggiungere gli obiettivi afferenti le due funzioni attraverso diversi soggetti sia già operanti (Arrical e Sorical) sia in via di costituzione (Agenzia regionale di promozione)».

Consorzio unico di bonifica

Infine, la Giunta si sofferma sui Consorzi di Bonifica regionali, oggi accorpati, con la legge regionale 39 del 2023, in un Consorzio unico di Bonifica. «Tale accorpamento, effettuato nell’ambito di una completa rivisitazione della normativa in materia di tutela e bonifica del territorio rurale, si è reso necessario – spiega l’esecutivo nel Defr –  a seguito degli squilibri economico finanziari registrati dai singoli consorzi evidenziando nella gestione degli stessi, elevate esposizioni debitorie, una generalizzata carenza di liquidità e una cronica difficoltà nel reperimento di risorse, particolarmente nella riscossione delle quote consortili dovute dai proprietari dei terreni che ricadono nei vari comprensori. Tali problematiche hanno richiesto, pertanto, un intervento di riforma radicale anche al fine di evitare conseguenze sugli equilibri del bilancio regionale dovute all’enorme contenzioso che gli stessi consorzi o i creditori degli stessi azionano nei confronti della Regione. A seguito della approvazione da parte del Consiglio regionale della su citata legge di riforma del sistema, l’impegno della Regione sarà quello di proseguire nello sforzo intrapreso al fine di consentire la corretta procedura di liquidazione degli undici consorzi e di consentire l’avvio delle attività amministrative assegnate al nuovo Consorzio unico». (a. cant.)

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