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l’intervista

Asp di Vibo, Battistini: «Alla commissione d’accesso abbiamo consegnato atti dal 2013»

Il commissario guida anche l’Asp di Catanzaro. Degrado all’ospedale di Lamezia? «Area già bonificata» e annuncia: «A breve arriva la nuova Tac»

Pubblicato il: 19/12/2023 – 17:27
Asp di Vibo, Battistini: «Alla commissione d’accesso abbiamo consegnato atti dal 2013»

LAMEZIA TERME «Degrado insostenibile, cosa aspettate ad intervenire?». Il comitato malati cronici di Lamezia Terme, ieri, ha acceso i riflettori ancora una volta sull’ospedale di Lamezia Terme, denunciando la presenza di rifiuti e liquami. Raggiunto dal Corriere della Calabria, il generale Antonio Battistini commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro e dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia ha risposto così: «Sono andato ieri pomeriggio all’ospedale di Lamezia, soprattutto per confortare i miei collaboratori che si sono sentiti aggrediti da un’accusa assolutamente infondata e ho visto personalmente l’area che è indicata nella fotografia. Lo scatto risale a tempo addietro, quella è una zona di prato dove c’è un tombino che periodicamente, soprattutto in occasione di piogge ripetute, si occlude ma la situazione era stata già bonificata». Il commissario aggiunge: «Pur con tutti i problemi che ci derivano dalla vicinanza del campo nomadi di Scordovillo, cerchiamo di mantenere il decoro delle aree verdi nella maniera più duratura possibile».

Sull’area di sua competenza, insistono delle strutture importanti. C’è un processo di accorpamento tra strutture sanitarie, ma l’attenzione deve essere mantenuta anche rispetto a tutte le altre medio-piccole realtà sanitarie. Qual è la situazione all’Asp di Catanzaro?

«Siamo investendo e investiremo ancora di più nel 2024, con l’impiego di tutti i fondi del Pnrr, sulla medicina del territorio. Che rappresenta una opportunità per vincere una sfida di prospettiva. Come azienda sanitaria provinciale abbiamo, in pronto soccorso, oltre il 50% di accessi inappropriati e abbiamo una ridondanza di domande di esami diagnostici. Abbiamo erogato oltre 3 milioni e mezzo di prestazioni nel 2023, per una popolazione di 340 mila abitanti. L’offerta dell’azienda è assolutamente adeguata. Quello che forse è da rivedere è la pesantezza delle prestazioni e il ricorso al pronto soccorso che ci sembra talvolta eccessivo e anche su questo dovremmo lavorare molto».

In altre strutture della regione stanno arrivando attrezzature di ultima generazione, a seguito di un robusto investimento. Nell’Asp di Catanzaro?

«Proprio in questo momento, in macchina sto raggiungendo l’ospedale di Lamezia Terme per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di installazione della nuova Tac che ci verrà consegnata tra il 27 e il 28 dicembre e andrà in funzione subito dopo il collaudo. Poi è in acquisizione altra attrezzatura anche su Soverato e sullo stesso ospedale di Lamezia. Siamo assolutamente in linea con i potenziamenti che stanno facendo altre aziende della Regione Calabria. Sul sito dell’Asp di Catanzaro è presente una pagina dedicata alle liste di attesa, ci vantiamo di poter garantire delle Tac in tutti i distretti in urgenza a due giorni di distanza dalla richiesta. E questo è proprio un traguardo importante».

Nonostante gli investimenti e gli sforzi profusi, permane il senso di sfiducia da parte dei cittadini nei confronti della sanità calabrese

«Serve una vera alleanza sociale tra cittadini e sistemi sanitari. I cittadini da una parte devono comprendere che l’erogazione dei servizi è limitata e ogni problema ha un setting assistenziale dedicato, noi siamo un’azienda provinciale, eroghiamo prestazioni su tutto il territorio. L’operatore sanitario deve comprendere le esigenze del cittadino e assecondare i bisogni particolari, però il presupposto è il dialogo. L’azienda di Catanzaro ha fatto un’operazione di recupero di liste di attesa con delle aperture straordinarie in due domeniche nel mese di novembre e in due giornate infrasettimanali. Questa è stato possibile grazie alla grandissima disponibilità degli operatori sanitari che io devo ringraziare, ma che dovrebbe ringraziare tutta la cittadinanza».

Sul fronte degli investimenti legati al Pnrr nel territorio di competenza dell’Asp di Catanzaro, qual è lo stato dell’arte?

«Noi abbiamo già avuto tutti i progetti approvati. Tutti i progetti sono stati autorizzati ed è in corso la costruzione dei cantieri. Mi sento di dire che noi onoreremo gli impegni e completeremo tutto quello che affideremo ai terzi stabiliti».

La provincia di Vibo Valentia è decisamente più piccola, ma i problemi che riguardano il sistema sanitario sono identici e sotto alcuni profili anche più difficili rispetto a Catanzaro

«Le problematiche del territorio sono più o meno le stesse. Vibo è stata visitata nei giorni scorsi da una commissione nominata dal prefetto, è una Commissione alla quale noi stiamo consegnando degli atti che partono dal 2013: ci sono degli approfondimenti da questo punto di vista legati al processo “Maestrale-Carthago“, nel quale noi come azienda sanitaria ci siamo costituiti parte civile. La nostra costituzione è stata accolta dal giudice, quindi saremo – al fianco dell’accusa – come entità danneggiata dal comportamento di alcuni dipendenti. Per il resto la situazione è quella di una provincia nella quale l’ultimo intervento all’ospedale risale al 2005. Sono state realizzate delle strutture importanti come Tropea e Serra San Bruno. Gli stessi interventi purtroppo non sono stati fatti per esempio sulla viabilità, perché paradossalmente Serra San Bruno – pur essendo in provincia di Vibo – è più facilmente raggiungibile da Catanzaro. La sanità non è solamente servizi e strutture sanitarie, e anche viabilità e infrastrutture».

Lei ha un percorso professionale segnato dalla divisa. Come ci si sente a essere impegnati in un ruolo così importane in un’azienda sanitaria provinciale all’interno della quale una struttura dello Stato sta facendo approfondimenti?

«Non vivo la presenza della Commissione di accesso come un’ingerenza, anzi è un elemento di collaborazione estremamente significativo: un supporto, un aiuto e uno strumento utile a ribadire che la legalità è al centro di tutte le strutture sanitarie della Regione Calabria. Stiamo cercando di riconquistare la fiducia dei cittadini, noi vogliamo che i diritti vengano garantiti a tutti, che le agende siano visibili a tutti, che non si debba più chiedere l’aiuto di nessuno per prenotare un esame e che le cose siano alla luce del sole, vogliamo pareti di cristallo. Qualche piccolo passo lo stiamo facendo». (redazione@corrierecal.it)

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