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«L’Alta Velocità passi da Tarsia». I sindaci del Cosentino (fascia tirrenica esclusa) incalzano Rfi e Regione

La preoccupazione che la linea possa fermarsi in Basilicata e i dubbi sull’impatto ambientale: «Gallerie e viadotti a mezza collina»

Pubblicato il: 19/01/2024 – 20:07
di Eugenio Furia
«L’Alta Velocità passi da Tarsia». I sindaci del Cosentino (fascia tirrenica esclusa) incalzano Rfi e Regione

COSENZA Un documento sottoscritto dai sindaci del Cosentino – eccetto quelli della fascia tirrenica – e un Comitato composto da tre tecnici (Demetrio Festa, Luigi Martirano e Roberto Musmanno) oltre che da alcuni primi cittadini tra quelli riuniti oggi pomeriggio nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. Mentre si addensano le nubi sul futuro stesso dell’Alta Velocità ferroviaria, che potrebbe fermarsi in Basilicata, i sindaci trovano una (parziale) unità che va oltre le appartenenze partitiche per rilanciare l’opzione Praia-Tarsia e sconfessare l’ipotesi di un tragitto lungo la costa tirrenica, opzione che «taglierebbe fuori la dorsale centrale calabrese – è stato ribadito a più voci – ma soprattutto aree importanti dal punto di vista turistico ed economico come il Pollino e l’Alto Jonio, anche nell’ottica di un collegamento con la fascia adriatica».
Al tavolo Franz Caruso e il suo collega castrovillarese Domenico Lo Polito (nella foto), nel pubblico sindaci di centri popolosi e strategici come Acri, Cassano e Montalto Uffugo ma anche qualche assenza pesante – che qualcuno segnala pubblicamente – come quella di Flavio Stasi, sindaco del comune più popoloso della provincia, Corigliano-Rossano. Dopo un dibattito di quasi tre ore aperto dalle tre relazioni tecniche di Musmanno, Festa e Martirano è stato messo ai voti il documento che sintetizza le posizioni emerse: tutte concordi nell’incalzare Rfi ma soprattutto il livello politico nazionale e regionale sul futuro di un’opera strategica come poche.

Il documento approvato

I sindaci dei comuni della area urbana cosentina, del territorio del Pollino, dello Jonio, della valle dell’Esaro, dei comuni ricadenti nella destra del Crati e del valle del Crati «esprimono profonda preoccupazione perché le scelte annunciate da  RFI, di fatto, rinviano sine die la realizzazione dell’intero tratto calabrese della linea ferroviaria di Alta Velocità. Anzi, non è infondato il timore che, addirittura, l’Alta Velocità possa fermarsi in Basilicata, tagliando definitivamente il collegamento della Sicilia e della Calabria dalle grandi linee di comunicazione nazionali ed europee. Una eventualità, quest’ultima, che si pone in netto contrasto con la proposta di realizzazione del Ponte sullo Stretto. Infatti, l’attraversamento stabile dello Stretto senza una moderna linea di Alta Velocità ferroviaria rappresenterebbe uno spreco di ingenti risorse finanziarie, dal momento che i tempi di percorrenza, dalla Sicilia e dalla Calabria, verso le direttici europee  rimarrebbero inalterati rispetto a quelli odierni».
La fondatezza della preoccupazione dei sindaci – si legge nel documento approvato all’unanimità al termine della riunione – «è dovuta alla incertezza e alla confusione a cui sono sottoposti i programmi di  RFI. I recenti annunci, sulla progettazione della linea AV ferroviaria di collegamento tra Salerno e  Reggio Calabria, sono la dimostrazione di  come si intende procedere a  danno della Calabria e della Sicilia. Infatti,  senza alcuna motivazione e senza valide e qualificate ragioni tecnico-scientifiche, è stato messo in discussione il progetto rinveniente da uno studio di fattibilità, costato all’erario pubblico per una spesa di circa 35 milioni di euro, che prevede la realizzazione di un percorso che da Salerno si snoda attraverso Romagnano, Praia a mare, Tarsia, Cosenza, Lamezia, Gioia Tauro fino a Reggio Calabria. Lo studio di fattibilità, oltretutto esplicita sufficienti e ragionevoli motivazioni per escludere il percorso lungo la dorsale tirrenica, per chiari impedimenti dovuti alla conformazione orografica- geologica dei territori interessati».
I sindaci notano poi che «in tutte le sedi istituzionali, dal Parlamento alla Regione Calabria, il progetto approvato, che si snoda attraverso il passaggio da Praia a Tarsia, è stato presentato come una opzione conveniente e fattibile. Su questo progetto è  stata contestualmente orientata  la programmazione finanziaria con una quota del PNRR e, soprattutto, con investimenti previsti nel fondo complementare del bilancio dello Stato. Una scelta netta, di assoluta certezza della fonte finanziaria,  compiuta dagli ultimi due Governi nazionali che hanno preceduto l’attuale esecutivo presieduto dalla presidente Meloni».

Le cifre impegnate e poi “sparite”

Infatti, aggiungono i sindaci, «oltre ad un investimento di 1,8 miliardi di euro previsto nel Pnrr, con la legge 101 del 2021 è stato  approvato un significativo finanziamento aggiuntivo di ben 9,4 miliardi. Tale finanziamento è stato specificatamente finalizzato per un importo di 4,3 miliardi per la tratta Romagnano-Praia, 3,9 miliardi per la realizzazione del lotto Praia-Tarsia ed 1,2 miliardi per il raddoppio della galleria Santomarco. Le scelte e le modalità di tale percorso sono state però  immotivatamente cancellate dai vertici di RFI in sede di “dibattito pubblico” per il lotto Romagnano-Praia. In quella sede, non soltanto è stata proposta l’ipotesi di variazione del percorso lungo la dorsale tirrenica sostenendo, senza alcun supporto tecnico-scientifico, ma, si è presentato un quadro finanziario, che in maniera assai sorprendente, stravolge le scelte effettuate dalla stessa RFI. Si presenta, così, un quadro finanziario che prevede un aumento vertiginoso dei costi già programmati. Tutto ciò, senza credibili e fondate giustificazioni. Basti pensare che quasi l’intero importo previsto per la costruzione dell’opera fino a Tarsia, 8 miliardi dei 9,4 deliberati nel bilancio dello Stato, sarebbe oggi esclusivamente assorbito dai costi del lotto Romagnano-Praia.  Ma ad aggravare il quadro già drammatico, è la notizia pubblicata oggi sulla stampa secondo cui, come dichiarato nella relazione finale al “dibattito pubblico” addirittura “i fondi non bastano fino a Praia”». 

«Silenzio del governo e adesione passiva di Occhiuto»

«È grave – incalzano i primi cittadini – che tutto ciò avvenga con il complice silenzio del ministro Salvini e dell’intero Governo nazionale, nonché con l’adesione passiva del presidente della Regione Calabria,  Roberto Occhiuto».
I sindaci «chiedono, sulla base delle suddette e fondate preoccupazioni, un immediato confronto congiunto con il Governo nazionale e la Regione Calabria, per definire una coerente programmazione finanziaria finalizzata ad una realizzazione dell’opera da  Salerno a Reggio Calabria, in maniera compiuta e funzionale. È grave che alla cancellazione della scelta dei finanziamenti deliberati dai precedenti Governi nazionali, oggi si voglia sovrapporre la pratica dell’annuncio di  ipotesi di finanziamenti improbabili o addirittura inesistenti, dal momento che non c’è  riscontro e riferimento alle fonti di bilancio».
Infine, in riferimento alla relazione finale del “dibattito pubblico ” relativo alla tratta Romagnano-Praia a Mare, chiedono «che venga definito e concordato il percorso più conveniente, fattibile e funzionale non solo ad una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza dei collegamenti da Reggio Calabria verso il nord d’Italia e di Europa, ma  alla realizzazione di un percorso che faccia della Alta Velocità l’asse centrale di una rete ferroviaria capace di consentire la piena integrazione ed organicità dei collegamenti per l’intero territorio regionale ed evitare che oltre due terzi  della  popolazione calabrese, in particolare quelli della fascia ionica,  rimanga ancora esclusa  dalle grandi direttrici nazionali ed europee. A tal fine, i sindaci auspicano una moratoria affinché si possa concertare una programmazione che veda anche la Calabria effettiva destinataria della realizzazione dell’intera opera da Salerno fino a Reggio Calabria».

Il dibattito

Caruso ha esordito dicendo che «non è una battaglia politica di parte ma una battaglia per il territorio mettendo da parte gelosie e primogeniture» e ha specificato che «sono stati invitati tutti i sindaci, e anche Stasi aveva aderito». Per Lo Polito «anche i calabresi hanno diritto alla mobilità, non solo i turisti che dovrebbero usufruire del Ponte sullo Stretto» mentre Musmanno pone la domanda (retorica) «ma perché il tracciato da Tarsia è irrealizzabile solo adesso?». In effetti il sindaco di Torano, Lucio Franco Raimondo, ricorda come un paio di anni fa ricevette alcuni tecnici per dei sopralluoghi sulla galleria da farsi, e lo stesso Franz Caruso nel giugno 2022 partecipò a un incontro in Cittadella coi vertici della giunta regionale e di Rfi in cui il tragitto Praia-Tarsia era dato per certo. «Ora – chiosa il sindaco di Cosenza – dal governatore una posizione pilatesca».
E se proprio l’ex assessore regionale Musmanno nota che l’Alta Velocità in Calabria fu osteggiata («scarsi volumi di traffico») già dal 2015 da un ministro (Delrio) di un governo di centrosinistra (premier Renzi, che nonostante la firma a Reggio del Patto per il Sud non nominò mai i tecnici per lo studio di pre-fattibilità approvato dalla giunta Oliverio), l’ex parlamentare dem Enza Bruno Bossio, già membro della Commissione trasporti, ricorda che oltre a Delrio anche l’allora ad Mauro Moretti sosteneva che non c’era abbastanza domanda per giustificare l’Alta Velocità in Calabria: «Dopo Delrio, anche il ministro Provenzano concordava che bastassero 3 miliardi per velocizzare la linea già esistente». Non sono mancate le bordate al governo attuale, tanto regionale quanto nazionale, a cui secondo Bruno Bossio «dell’Alta Velocità in Calabria non interessa nulla».    

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