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Mensilità arretrate, la protesta degli ex dipendenti di “Villa Sorriso”: «Chi sbaglia viene premiato» – VIDEO

I lavoratori della struttura di proprietà della famiglia Morrone oggi sono stati ricevuti dal giudice. Usb: «Ci è stato detto di attendere due mesi»

Pubblicato il: 26/01/2024 – 11:59
di Francesco Veltri
Mensilità arretrate, la protesta degli ex dipendenti di “Villa Sorriso”: «Chi sbaglia viene premiato» – VIDEO

COSENZA Da tredici mesi attendevano invano una risposta dalla sub-sezione fallimentare del tribunale di Cosenza che deve esprimersi sulle loro mensilità arretrate. È il caso degli ex dipendenti di “Villa Sorriso Srl”, casa protetta privata accreditata, di proprietà della famiglia Morrone, licenziati improvvisamente oltre un anno fa e che oggi, insieme all’Usb, si sono dati appuntamento davanti il tribunale di Cosenza per chiedere lo sblocco di una situazione diventata ormai insostenibile per una quindicina famiglie.
«Siamo qui in un luogo crediamo deputato a fare giustizia – afferma l’ex lavoratore della struttura Giancarlo Fortino – per dare seguito alle proteste che abbiamo avviato qualche tempo fa. Aspettiamo da circa un anno e mezzo che il tribunale si esprima sul concordato preventivo, finora né rigettato né accolto. Dopo il licenziamento avanziamo sia il Tfr che due mensilità e non riusciamo a superare questa situazione per noi incresciosa. Tra poco terminerà anche la Naspi e non riusciamo a trovare un’altra sistemazione lavorativa. Con questa manifestazione chiediamo dei chiarimenti a chi di dovere».
Dopo un’ora di presidio, la giudice Mariarosaria Savaglio ha ricevuto i lavoratori annunciando che entro due mesi la situazione dovrebbe sbrogliarsi, o con l’approvazione o con il rigetto del fascicolo. Savaglio ha garantito massima tutela per i lavoratori.


Accanto agli ex dipendenti di “Villa Sorriso” questa mattina era presente anche Caterina Falanga dell’Usb. Al Corriere della Calabria ha parlato di «ulteriore danno causato dai tempi della giustizia per queste lavoratrici e lavoratori licenziati all’improvviso e con mensilità arretrate. Sappiamo già quanto sia fragile il tessuto lavorativo calabrese, qui ci sono persone di 50 anni che non riescono a trovare un altro impiego e almeno con il Tfr potrebbero tirare un sospiro di sollievo per tentare nuovi percorsi di formazione e inserirsi nuovamente nel mercato del lavoro, se è ancora giusto definirlo così. Da ciò che è emerso nel corso degli anni, sicuramente c’è un gap normativo ma al tempo stesso è chiaro che, a lungo andare, chi pecca nella gestione aziendale e nella tutela dei lavoratori alle proprie dipendenze, alla fine non viene punito ma addirittura è premiato. L’incontro di stamattina dà qualche speranza in più, ma se non ci saranno aggiornamenti, ci rivedremo qui a fine marzo inizio aprile, di certo i lavoratori non mollano».

La denuncia del dicembre scorso

Già nel dicembre scorso, gli ex dipendenti della struttura sanitaria, avevano ripercorso la loro vicenda attraverso una lettera aperta. «Tra il mese di febbraio e quello di luglio 2022 – scrivevano – a causa di diverse dinamiche trasversali al nostro operato, Villa Sorriso licenzia molti dei suoi dipendenti, per poi rimpiazzarne gran parte applicando forme contrattuali meno onerose rispetto a quella applicata agli operatori licenziati. Sempre nel luglio 2022 la proprietà, che nel frattempo in quei mesi accumula stipendi arretrati nei confronti di quasi tutti i dipendenti, presenta una domanda di concordato preventivo. Da quel momento, pur avendo fatto sola domanda di accesso al concordato preventivo, la proprietà a tutti i suoi creditori, soprattutto se si tratta di noi lavoratori (tutti avanziamo almeno il Tfr), risponde che c’è un concordato in atto e non paga niente e nessuno. Ovviamente il tempismo sembra strategico e increduli ci domandiamo quale sia la tutela per chi lavora onestamente, in questa provincia ma soprattutto in questa Regione, anche in virtù della totale assenza degli organi preposti al monitoraggio di queste e altre situazioni. Nel frattempo, la proposta di concordato con la relazione del curatore assegnatario viene depositata in tribunale, presso la sub-sezione fallimentare, a Gennaio 2023. La cosa più vergognosa di questa vicenda è che da allora tutto è rimasto immobile. Non capiamo perché dal tribunale di Cosenza nessun giudice si esprima. La sensazione che proviamo e, del resto, la realtà che viviamo è quella di essere ostaggi e vittime di un sistema assolutamente legale che ha, però, grosse lacune, e soprattutto non capiamo perché in una situazione simile questo sistema spesso utilizzato da imprenditori di vari settori con cadenzato accesso alle sezioni fallimentari dei tribunali continui a essere motivo di arricchimento per gli stessi a scapito degli aventi diritto, anche quando questo si dovrebbe e potrebbe evitare. Cosa dovremmo fare – avevano concluso – da ex lavoratori che per anni, anche decenni, hanno prestato servizio nell’ambito della sanità privata?». (f.veltri@corrierecal.it)

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