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lo scontro

Elezioni a Lamezia: tensioni, lettere e strategie. Il clima tra i “progressisti” è già infuocato

Alta tensione tra Masi e Piccioni, si ripete lo scontro come nel 2015 e nel 2019. Intanto si cerca un nome e una intesa comune in vista del voto

Pubblicato il: 08/02/2024 – 17:13
di Giorgio Curcio
Elezioni a Lamezia: tensioni, lettere e strategie. Il clima tra i “progressisti” è già infuocato

LAMEZIA TERME Manca ancora più di un anno alle prossime elezioni comunali, ma a Lamezia Terme si respira già l’aria pesante da clima elettorale. Se a destra si vive da settimane una fase di sostanziale “pax” momentanea dopo l’ingresso in Forza Italia dell’attuale sindaco, Paolo Mascaro, insieme a pezzi della sua maggioranza, compreso il vice Antonello Bevilacqua, sul versante opposto le acque sono già molto agitate, rispettando una ormai consolidata tradizione politica tutta lametina. Proprio come accaduto nelle ultime due tornate elettorali, quelle del 2015 e del 2019, il Partito Democratico e il movimento Lamezia Bene Comune hanno già affilato le spade per un “duello” che, se da una parte promette spettacolo, dall’altra mette in bella mostra tutte le debolezze di uno schieramento progressista che continua a faticare nel trovare un percorso comune e senza ostacoli, offrendo il fianco agli avversari, pronti a banchettare in vista del voto.

La lettera della discordia

Uno scontro che si sta consumando almeno da un paio di settimane già solo per cercare di trovare un’intesa e imbastire un dialogo. Personalismi e scatti in avanti stanno avendo la meglio, finora, mentre sullo sfondo c’è, come è facile intuire, la futura scelta di un nome da spendere come prossimo candidato a sindaco. Tutto nasce da una lettera – riservata – inviata da Lamezia Bene Comune al segretario del Pd lametino, Gennarino Masi, al referente del Movimento 5 Stelle di Lamezia, Pietro Maria Barberio e al coordinatore di Italia Viva Antonino Costantino. Lettera con la quale Rosario Piccioni, ricordando un primo incontro risalente a settembre 2023, invitava tutti a «riprendere il dialogo» e di «avviare un percorso condiviso» e, soprattutto, ad «aprire una nuova pagina di buona politica e di buona amministrazione per la città». Piccioni, nella missiva, sollecitava le parti a fissare una data per un prossimo incontro.

La replica di Masi

Alla missiva “riservata” però, Gennarino Masi ha risposto pochi giorni dopo inviando una lettera a tutte le forze progressiste, parlando di «una nota stonata» (quella di Lbc) e poi di «attacchi personali» che secondo Masi celerebbero «l’ennesima volontà di rompere l’intesa tra partiti e società civile». «Di certo il PD – scrive Masi nella lettera – non può seguire il ristretto ed elitario percorso per giungere alla creazione di una coalizione progressista vincente, che parte da una incomprensibile (salvo che non sia finalizzata a qualcosa) selezione tra i partiti e i movimenti che dovrebbero prioritariamente sedersi al Tavolo programmatico (e, sembra di intuire, anche selettivo della figura del candidato a Sindaco)» e ancora: «Non trovo quindi comprensibile la selezione eseguita da LBC tra i partiti (perché escludere aprioristicamente Azione, Rifondazione Comunista, e la stessa Sinistra Italiana?) e tra i movimenti (quale sarebbe il motivo per escludere Nuova Era ed Amolamezia, Associazione 4 Gennaio ed Italia Nostra, peraltro tutti presenti fattivamente alla riunione di Settembre?)». «Si tratta di atti importanti al fine di definire i temi programmatici del Tavolo Progressista ed è chiaro che all’esito dovremo di nuovo incontrarci, fermo restando, però, il principio che per parte nostra non accetteremo alcuna esclusione di tutte quelle forze che hanno già dimostrato di volersi o si vorranno proporre».

L’ira di Piccioni

Lettera, quella del segretario del Pd lametino, che ha scatenato l’ira di Piccioni e Lamezia Bene Comune, nei modi e nei temi scelti, tutto messo nero su bianco in un comunicato stampa diffuso in queste ore. «A due nostre missive che avevamo espressamente chiesto fossero mantenute riservate, risponde accusando la principale e oggi unica – alla luce del voto delle provinciali – forza progressista di opposizione all’amministrazione Mascaro in consiglio comunale, distorcendo a suo uso e consumo il contenuto delle nostre lettere, spargendo zizzania anche tra le altre forze e movimenti». «Nelle nostre due missive, fino ad oggi, – spiega ancora Piccioni nella nota – come movimento abbiamo sollevato al segretario cittadino una sola questione: la preoccupazione per lo stallo nel percorso avviato ormai a fine settembre e la volontà di costruire una proposta politica e amministrativa per la città che davvero possa aggregare e coinvolgere tutte le forze sane, aprendo una pagina nuova. Per tutta risposta, il segretario cittadino continua nel rivangare questioni vecchie, smentite palesemente dalle scelte e dei fatti sia del Partito Democratico provinciale e regionale sia del nostro movimento attraverso il suo rappresentante istituzionale Rosario Piccioni». «Siamo convinti – è la chiosa – che una città importante come Lamezia richieda una visione di ampio respiro e un’assunzione di responsabilità importante a livello sia provinciale che regionale. Non certo dispettucci, piccinerie e zizzanie di bassa lega».

Individuare il candidato

Toni aspri e molto decisi quelli scelti da Rosario Piccioni, dunque, ma il dialogo tra le forze progressiste non si è ancora arrestato. Il cammino fino alle prossime elezioni è ancora molto lungo ci sarà tempo per trovare un nome sul quale le forze del centrosinistra potranno convergere. Nelle ultime settimane, ad esempio, sono tornati alla ribalta due nomi “storici” e ancora di peso nello scenario politico lametino, i due ex sindaci Doris Lo Moro e Gianni Speranza che, al netto di qualche reticenza iniziale, non hanno del tutto declinato l’invito. Due nomi ai quali si potrebbero aggiungere anche quelli di Rosario Piccioni – già “stroncato” due volte nel 2015 e nel 2019, ma anche quello degli emergenti, tra cui Lidia Vescio. Nomi caldeggiati dal Pd e dalle varie forze che compongono il centrosinistra lametino, attorno ai quali costruire un percorso di condivisione nei prossimi mesi. In gioco c’è la credibilità dello schieramento ma anche la guida della città di Lamezia Terme. (g.curcio@corrierecal.it)

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