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Fuga di medici da Crotone, l’appello di Azione a Occhiuto: «Migliorare l’ospedale e i servizi»

Lerose e Macrì: «Scappano anche i pazienti che al Sud non trovano le risposte ai loro problemi di salute»

Pubblicato il: 19/02/2024 – 18:18
di Gaetano Megna
Fuga di medici da Crotone, l’appello di Azione a Occhiuto: «Migliorare l’ospedale e i servizi»

CROTONE La fuga dei medici dall’ospedale di Crotone preoccupa i dirigenti provinciali di Azione. In una nota, diffusa oggi, il segretario provinciale Rino Lerose e il presidente provinciale Rosario Macrì lanciano «un accorato appello» al presidente della giunta regionale calabrese, Roberto Occhiuto, e al commissario provinciale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, Antonio Brambilla, «affinché possano creare le giuste condizioni, trovare soluzioni concrete e migliorare la situazione dell’ospedale e dei servizi sanitari».
«La salute dei cittadini – scrivono i due massimi dirigenti provinciali di Azione della provincia pitagorica – deve rimanere una priorità assoluta e richiede un impegno collettivo per assicurare una sanità efficiente e di elevata qualità per tutti». Lerose e Macrì evidenziano che «la notizia apparsa nei giorni scorsi sul Corriere della Calabria in merito all’emorragia dei medici dell’ospedale di Crotone (è stato questo giornale a denunciare il problema della fuga dei medici, ndr), segnala un’emergenza che merita assolutamente una giusta e doverosa attenzione».
Il fenomeno della «fuga di professionisti che addirittura decidono di trasferirsi presso altre strutture» avviene perché le strutture sanitarie di approdo «offrono maggiori garanzie di carriera». Si è venuta a determinare, quindi, una situazione incredibile che «impone una seria riflessione sull’intero sistema sanitario».
Siamo di fronte ad «un campanello d’allarme, che andrebbe a depotenziare la sanità pubblica del Crotonese». Nelle strutture pubbliche della provincia di Crotone «vi sono medici, eccellenze, costretti a lavorare con turni massacranti, sottoposti a continui stress lavorativi, che svolgono il loro lavoro con grande dedizione e professionalità in un contesto di gravi carenze strutturali, oltre che alla carenza di personale».
Secondo i due dirigenti di azione «la sanità continua a regredire, l’ultimo dato Svimez ci conferma una fotografia preoccupante». I dati dicono che «al sud vi sono le peggiori condizioni sanitarie con una forte fuga per curarsi». Non fuggono soli i medici, ma anche i pazienti che negli ospedali pubblici del Sud non trovano le risposte ai loro problemi di salute. I due evidenziano che siamo di fronte a «servizi di prevenzione e cura più carenti, minore la spesa pubblica sanitaria, più lunghe le distanze per ricevere assistenza, vi è sempre meno prevenzione oncologica». «Naturalmente – aggiungono – l’attuale situazione della sanità crotonese, con la fuga di professionisti e la carenza di personale, non può che peggiorare questi indicatori». E ancora:
«L’emendamento al milleproroghe che eleva a 72 anni l’età pensionabile dei medici, ovviamente se ne fanno richiesta, fa capire come sia drammatica la situazione della sanità, che non riesce a rimpiazzare il personale in quiescenza».
A questo proposito, Lerose e Macrì ricordano che «nei giorni scorsi il partito di Azione, da sempre sensibile sulla questione sanitaria, ha presentato un emendamento per la proroga al 2026 del conferimento di incarichi a tempo determinato ai laureati in medicina e chirurgia abilitata e ai medici iscritti al corso di specializzazione in pediatria, così come già da tempo sostiene la necessità di varare un piano straordinario di assunzioni, con la consapevolezza che in Italia mancano oltre 20.500 medici e oltre 65.000 infermieri, così come ridurre la fuga dei medici attraverso un incremento delle indennità, specie per i turni notturni e festivi, l’attribuzione di un’indennità specifica con un fondo dedicato a chi opera nei pronti soccorsi, il riconoscimento del lavoro usurante, così come la possibilità di esonero dai turni notturni dopo una certa età.
Inoltre, quello che servirebbe è un ampliamento degli ingressi prima universitari e poi professionali del personale sanitario, medico e paramedico».
Crotone, in questo momento, non dovrebbe perdere l’occasione di «sfruttare l’imminente avvio dell’Università che prevede per il momento un corso di laurea in medicina e chirurgia, che oltre a rappresentare una grande opportunità in termini di sviluppo e crescita sociale, significa anche poter formare nuove professionalità nella nostra provincia».
«Altro aspetto da non trascurare – scrivono – riguarda la medicina territoriale, che include le postazioni di guardia medica». E’ stato ipotizzato, per mancanza di medici, di ridurre le postazioni accorpando quelle che si trovano nei Comuni confinanti. A questo proposito, Azione scrive: «L’ipotesi di una consistente riduzione nella provincia, porterebbe a un sovraffollamento del pronto soccorso. È ben nota l’importanza delle guardie mediche come supporto essenziale per il paese, in grado di intervenire tempestivamente in casi d’urgenza». Si fa, quindi, «appello al presidente Occhiuto, che nonostante le difficoltà e dopo anni di commissariamento della sanità calabrese, sta cercando di intervenire per risolvere le tante criticità accumulate».

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