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“Gli scacchi in carcere”: così a Catanzaro si aiutano i giovani detenuti a credere nel futuro

Presentato il progetto che coinvolge il Centro per la Giustizia minorile e l’associazione “Pushwooders’ Chess Academy”, con il patrocinio del Comune

Pubblicato il: 29/02/2024 – 15:24
“Gli scacchi in carcere”: così a Catanzaro si aiutano i giovani detenuti a credere nel futuro

CATANZARO Gli scacchi non solo come gioco o come sport ma anche come strumento di reinserimento nella società e di formazione al lavoro e più in generale alla vita. A Catanzaro è già nel vivo, da almeno due mesi, il progetto “Gli scacchi in carcere”, progetto promosso dal ministero della Giustizia e da Sport e Salute Spa, la società “braccio operativo” del Coni e già introdotto nell’istituto penitenziario minorile del capoluogo calabrese. A realizzarlo il Centro per la Giustizia minorile di Catanzaro, le Comunità ministeriali e i servizi sociali minorili attraverso l’associazione “Pushwooders’ Chess Academy”, che ha vinto il bando ministeriale e da dicembre ha avviato l’attività coinvolgendo nel primo step 15 giovani detenuti. In totale saranno tre le fasi di questo progetto sicuramente innovativo, che durerà complessivamente 18 mesi. “L’obiettivo – dichiara Maurizio Leone, referente dell’associazione ‘Pushwooders’ Chess Academy’ – è quello di promuovere gli scacchi, da intendersi anche come disciplina sportiva a tutti gli effetti, perché gli scacchi sono l’ideale per allenare il pensiero e quindi agevolare la formazione delle decisioni che uno prende nel gioco ma anche nella vita. Il tutto quindi – rimarca Leone – è anche proiettato ad aiutare questi giovani ad avere una prospettiva di lavoro qualificata che possa dare loro un’alternativa di vita dopo la detenzione”. A sua volta Valeria Cavalletti, dirigente del Centro per la Giustizia minorile di Catanzaro, rimarca come “l’istituzione che rappresento ha accolto con entusiasmo la possibilità di realizzare questo progetto, perché i minori detenuti hanno assoluto bisogno di avere un qualcosa che li aiuti a centrare il proprio pensiero visto che nella fase adolescenziale magari prevalgono più gli impulsi, e quale disciplina migliore degli scacchi per ottenere questo risultato? In questo modo – prosegue Cavalletti – possono sviluppare anche tutte queste skills che poi possono essere utili fuori dal carcere, in particolare anche nel mondo del lavoro nel quale viene sempre più richiesto un ragionamento logico”. A “sposare” convintamente il progetto anche il Comune di Catanzaro, che ha patrocinato il progetto, e l’ufficio del Garante dei detenuti di Catanzaro. Secondo Nunzio Belcaro, assessore comunale all’Istruzione e allo Sport, “nulla come lo sport può rivelarsi un’arma imprescindibile di crescita, soprattutto laddove le vite sono più in difficoltà, più in bilico, non ci sono strutture né anticorpi hanno meno struttura, meno anticorpi. Anche gli scacchi – sostiene Belcaro – saranno tra i protagonisti dei progetti di educazione alla cittadinanza e della visione delle scuole aperte che metteremo in campo”. E poi, magari, da questo progetto potrebbe emergere anche qualche futuro campione nazionale degli scacchi: “In passato sono stati organizzati anche i campionati mondiali per i detenuti, e quindi possiamo fare tanto in questo settore”, conclude sorridendo Leone.

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