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La bonifica a Crotone e la mossa di Errigo: l’utilizzo dell’esercito non convince tutti

Preoccupano le azioni messe in campo dal commissario straordinario. In prima fila Mario Oliverio, Ugo Pugliese e Pino Greco

Pubblicato il: 14/03/2024 – 10:49
di Gaetano Megna
La bonifica a Crotone e la mossa di Errigo: l’utilizzo dell’esercito non convince tutti

CROTONE Non tutti a Crotone hanno compreso e condividono il progetto che ha in mente il commissario Emilio Errigo, nominato dall’attuale governo, per occuparsi della bonifica. Se così non fosse, infatti, non sarebbe stato convocata il confronto su “Bonifica Sin e Puar – quale soluzione migliore per il futuro di Crotone? – apriamo il confronto con le parti sociali della città”, organizzato da un gruppo di sigle imprenditoriali, tra le quali Confindustria, Ance, Fenimprese e Confesercenti. L’iniziativa, che si terrà il prossimo 21 marzo nella sede di Fenimprese, ha tra i relatori, oltre al presidente di Confindustria, Mario Spanò, e al presidente dell’Ance, Giuseppe Sammarco, l’ex presidente della giunta regionale calabrese Mario Oliverio, l’ex sindaco di Crotone Ugo Pugliese e Pino Greco, già capo struttura dell’ex assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo. Cosa hanno in comune i partecipanti all’iniziativa? Potrebbe essere la preoccupazione per l’azione messa in campo da Errigo, che ha annunciato di volere aprire i cantieri della bonifica entro cinque mesi utilizzando anche l’esercito.

I dubbi di Oliverio e Greco

Oliverio e Greco sono preoccupati perché l’attività di Errigo prevede l’annullamento del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), che è un elemento fondamentale degli accordi sottoscritti il 24 ottobre del 2019 nella Conferenza dei servizi decisoria. Il Paur e, quindi, il verbale della Conferenza decisoria, sanciscono che i rifiuti di Crotone debbano essere smaltiti in impianti ubicati al di fuori del territorio della Calabria. Nella fase di impostazione degli accordi erano state indicate anche le percentuali da trasportare e smaltire in siti individuati in Italia e all’estero. Oggi l’Eni, con la sua società di settore (Eni Rewind), sostiene che non ci sono discariche in Italia e all’etero che potrebbero accogliere la quantità di veleni presenti a Crotone con il codice identificativo del tipo di rifiuto (Cer). Errigo e gli attuali attori penserebbero, quindi, di spostare i rifiuti dall’area industriale alla discarica di Columbra, di proprietà del gruppo imprenditoriale del fratelli Vrenna. Ma nemmeno la discarica di Columbra può attualmente ospitare i rifiuti di Tenorm con matrice di amianto presenti in grande quantità nei siti di Crotone. Per farlo occorrerebbe modificare il codice e adeguare l’impianto. Questa modifica potrebbe essere, quindi, fatta anche in altre discariche?


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Le preoccupazioni delle aziende locali

L’altra questione che preoccupa i partecipanti all’iniziativa del 21 marzo prossimo riguarda l’impiego nelle attività di bonifica di aziende locali. Negli accordi sottoscritti al tempo della presidenza Oliverio era previsto che, nelle attività da mettere in campo, doveva essere dato spazio alle aziende locali. Il movimentismo di Errigo, che ha già coinvolto l’esercito, fa temere che le aziende locali potrebbero essere tagliate fuori dalle attività. Non solo i veleni potrebbero, quindi, restare a Crotone spostandoli di qualche chilometro in linea d’aria, ma si corre anche il rischio di non avere nessuna ricaduta economica per il territorio che, nel tempo, ha pagato un prezzo salatissimo: l’incidenza dei tumori a Crotone è elevatissima. Sulla vicenda della bonifica si sta muovendo anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Michele De Simone, che ha messo in calendario un incontro con Errigo e uno al ministero dell’Ambiente, mentre la capogruppo del suo partito nel consiglio comunale di Crotone, Anna Cantafora, ha presentato una interrogazione al sindaco di Crotone con la quale chiede di mettere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio un punto specifico sulla bonifica.

Il “caso” Columbra

Cantafora non ha condiviso la posizione assunta dal sindaco della città pitagorica, Vincenzo Voce, circa la possibilità di conferire i rifiuti della bonifica a Columbra a condizione che non verranno concessi ulteriori ampliamenti della discarica. Gli ampliamenti della discarica di Columbra rappresentano un altro tema di preoccupazione. La disponibilità di Columbra attualmente è di circa 600.000 tonnellate, ma potrebbe addirittura essere zero. Tutto dipende dai contratti che la proprietà ha già sottoscritto con i clienti che operano in altre regioni dell’Italia o in Europa. Per poter utilizzare Columbra occorre modificare il Paur. La modifica potrebbe determinare la legittima richiesta della proprietà di aumentare l’attuale capienza dell’impianto. In questo caso Crotone subirebbe un nuovo “saccheggio” perché non solo i rifiuti presenti nelle discariche a mare (la Passeggiata degli innamorati) resterebbe nella città nonostante gli accordi e il Paur, ma si aprirebbero le porte per l’arrivo di altri milioni di tonnellate di veleni provenienti da ogni angolo d’Europa. (redazione@corrierecal.it)

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