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Cosenza, centrosinistra in campo (largo) sul terreno comune dell’autonomia differenziata

Tra venerdì 22 e sabato 23 marzo iniziative di 5Stelle e Cgil: il sindacato torna in piazza, con il Pd tra i promotori della mobilitazione

Pubblicato il: 16/03/2024 – 14:21
di Eugenio Furia
Cosenza, centrosinistra in campo (largo) sul terreno comune dell’autonomia differenziata

COSENZA Nel prossimo weekend il capoluogo bruzio ospiterà due iniziative pubbliche sul tema autonomia differenziata, con le forze di centrosinistra e i sindacati insieme per ribadire il no al ddl Calderoli.
Dal punto di vista politico si tratta della conferma dell’esistenza di un «campo largo» con Movimento 5 Stelle e Pd – simile a quello in campo alle ultime regionali sarde e abruzzesi, finite con esiti opposti – in una formula sperimentata, in realtà, a livello di amministrazione comunale anche nella giunta di Franz Caruso.
Quello dell’autonomia differenziata resta uno dei temi caldi in città, secondo solo alla fusione con Rende e Castrolibero, di respiro ben più locale (qui e qui le riunioni a cavallo del Campagnano con cui è iniziata e finita questa settimana).

La discesa dei deputati 5 Stelle

Con lo slogan «L’Italia è una e indivisibile», il Movimento Cinque Stelle dà appuntamento venerdì 22 marzo alle 18 in piazza Kennedy insieme al capogruppo del M5S alla Camera dei deputati Francesco Silvestri e una rappresentanza del MoVimento 5 Stelle Camera (Antonio Caso, Dario Carotenuto, Susanna Cherchi, Andrea Quartini, Riccardo Tucci ed Elisa Scutellà) che spiegherà le ragioni del No all’Autonomia differenziata. «L’Italia è una e indivisibile, lo dice la nostra Costituzione: la Repubblica è una e indivisibile. Eppure, il rischio che una secessione economica chiamata Autonomia differenziata possa realizzarsi si concretizza ogni giorno di più. C’è, però, chi dice no. Come noi, come te. Non è giusto che – come vogliono Lega e governo Meloni – chi ha già più risorse, servizi, collegamenti, istruzione ne abbia sempre di più e per gli altri, beh, pazienza. Unisciti a noi per riscattare il nostro futuro – questo l’appello della parlamentare cosentina Anna Laura Orrico –. E ricorda: sabato 23 parteciperemo tutti insieme al corteo cittadino che partirà alle 9 da piazza Loreto!».

Il corteo della Cgil

La mobilitazione di sabato prossimo promossa dal sindacato – ieri una riunione nella sede di piazza della Vittoria per definire gli ultimi dettagli – è finalizzata a ribadire un secco «no al disegno di legge Calderoli» e «il nostro dissenso all’autonomia differenziata», ha spiegato nei giorni scorsi la Cgil Cosenza in una nota a firma del segretario generale cosentino Massimiliano Ianni. «È importante – ha spiegato Ianni – la partecipazione di tutti, a iniziare dai sindaci e dagli amministratori locali. Non basta lavarsi la coscienza con qualche post su Facebook, bisogna scendere in piazza coinvolgendo i cittadini. La Lega proverà a fare approvare la legge nel più breve tempo possibile, probabilmente nel mese di aprile, motivo per cui bisogna mettere in campo tutte le azioni utili per contrastarne l’approvazione».
Per il numero uno della Cgil cosentina «autonomia differenziata significa avere meno sanità pubblica, una scuola destinata al fallimento, meno sicurezza sul lavoro, salari più bassi nel Sud Italia; il Mezzogiorno e le sue popolazioni saranno ancora più poveri, più indifesi, senza servizi pubblici. Il tutto a vantaggio dei ricchi che potranno permetterseli pagandoli e con buona pace di chi invece non avrà le possibilità di colmare i vuoti creati da questa legge. Opporsi e ostacolare l’approvazione dell’autonomia differenziata è una battaglia di civiltà. Noi calabresi saremo più poveri tra i poveri. La Calabria deve ribellarsi, deve scendere in piazza in massa, soprattutto i giovani che saranno coloro che pagheranno il prezzo più alto. Perdere un giorno di scuola o una lezione all’università non è la fine del mondo».
«L’opposizione all’autonomia differenziata – ha concluso Ianni – deve essere una battaglia che deve vedere partecipi tutti, giovani e meno giovani, ricchi e poveri, uomini e donne, lavoratori e disoccupati. Facciamo sentire il nostro No a questo Governo. Anche noi come i cittadini del Nord abbiamo diritto ad avere una sanità efficiente e di qualità, l’Alta Velocità, infrastrutture al passo con i tempi, servizi di trasporto decenti, e una scuola pubblica accogliente ed efficiente. Siamo cittadini di serie A e non vogliamo essere relegati in un mondo senza speranza. Non vogliamo e non possiamo sopportare altre privazioni».

Oggi a Napoli, anche dalla Calabria

Anche oggi cortei, con i calabresi in piazza. Non solo da Napoli e dalla Campania, ma sono arrivati cittadini e comitati fin dalla Puglia e dalla Calabria per partecipare alla manifestazione contro la riforma dell’autonomia differenziata: con il passare dei minuti il raduno in piazza Garibaldi si sta affollando in vista del corteo che dovrebbe arrivare in piazza Plebiscito. A sfilare anche i sindacati, movimenti studenteschi, movimenti civici. Adesione anche del M5s e Alleanza Verdi Sinistra. Tantissimi gli striscioni esposti tra cui “L’autonomia incatena il Sud”, “Con l’autonomia differenziata il Paese è spaccato e il Sud è spacciato”. E ancora “L’Italia non si taglia” e “Da Nord a Sud non ci scassate il Paese”.

La mozione del Pd in Regione con 5Stelle e Misto

«La Calabria deve difendere il proprio futuro e i diritti dei calabresi senza ambiguità e senza distinguo. Per questo come gruppo del Pd abbiamo approntato una mozione contro la riforma dell’autonomia differenziata che è stata condivisa anche dagli altri capigruppo di opposizione Davide Tavernise (M5s) e Antonio Lo Schiavo (Misto). Una mozione che sottoporremo all’attenzione della prossima Conferenza dei capigruppo». Ad annunciarlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua che, fin dal primo momento, è stato impegnato insieme agli altri consiglieri dem, per evitare pericolose conseguenze dalla riforma approntata dal ministro  Roberto Calderoli. La mozione fotografa la situazione attuale e rileva come tutti gli indicatori economici e sociali, nonché i dati afferenti ai livelli essenziali delle prestazioni, segnalino l’aggravarsi delle differenze tra le Regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno in termini di benessere della collettività e di servizi pubblici offerti ai cittadini. E che, pertanto, l’attribuzione di particolari condizioni di autonomia per le Regioni richiedenti si tradurrebbe nell’utilizzo regionale di una parte assai consistente del gettito fiscale, con un pesante squilibrio nella ripartizione delle risorse nazionali. Inadeguati a correggere queste anomalie sono il fondo di perequazione e gli stessi Lep. Davanti a questo scenario, e anche in considerazioni delle espressioni offensive nei confronti dei cittadini del Sud usate dal ministro Calderoli in occasione delle ultime audizioni sul testo di legge, la mozione impegna il presidente della giunta «a manifestare in maniera formale e inequivocabile, nella sua qualità di rappresentante istituzionale di tutti i cittadini calabresi, biasimo e disapprovazione netti per le inaccettabili dichiarazioni del ministro Calderoli che ledono l’onorabilità di tutti i meridionali, ad attivare i passaggi necessari per dare impulso ad una iniziativa legislativa da presentare direttamente alle Camere, sulla base del disposto dell’articolo 121, secondo comma della Costituzione, finalizzata alla revisione Titolo V Parte II della Carta in direzione di un regionalismo solidale; a diffidare il Governo nazionale dal proseguire nell’impulso alla prosecuzione dell’iter di approvazione del Ddl Calderoli».
«Naturalmente – conclude Bevacqua – si tratta di una proposta aperta ai contributi e alle modifiche da parte di tutti in maniera che in Consiglio si possa avere una condivisione unanime su un argomento di fondamentale importanza per il futuro della nostra Regione e del Mezzogiorno».

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