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Faragalli: «Cultura e infrastrutture, Montalto Uffugo sarà baricentrico»

Il candidato sindaco snocciola i punti del suo programma. «Vicini alla futura città unica e a pochi km dall’Università. Serve migliorare la mobilità»

Pubblicato il: 20/03/2024 – 7:45
di Fabio Benincasa
Faragalli: «Cultura e infrastrutture, Montalto Uffugo sarà baricentrico»

MONTALTO UFFUGO Biagio Faragalli, legato a Forza Italia, scende in campo e lo fa da candidato sindaco di Montalto Uffugo. A sostegno del politico azzurro ben sette liste: “La Montalto che vuoi”, “Insieme per Montalto”, “Prospettiva Montalto”, “La migliore Montalto Uffugo”, “Passione Civica”, “Montalto Azzurra” e “Siamo Montalto”.

Quali sono i punti più importanti del suo programma politico?

«La scelta di candidarmi è frutto di un percorso maturato nel tempo. Ho fatto un’esperienza da consigliere comunale di minoranza, poi ho avuto una parentesi con la prima amministrazione guidata da Pietro Caracciolo. Mi piace ricordare come l’unica opera pubblica nata su questo territorio sia la strada delle Industrie e porta la firma di quel gruppo che all’epoca si impegnò in questo progetto. Per quanto riguarda invece la parte programmatica, credo molto in un piano di investimenti dedicato alle opere pubbliche, anche perché Montalto è vicina alla città unica che sta per sorgere, la “Grande Cosenza“, è dovrà essere baricentrica, per però è necessario avere un peso politico importante e una viabilità sostenuta dalle infrastrutture».

Si riferisce alla realizzazione di grandi opere?

«Mi riferisco al nuovo svincolo autostradale, alla realizzazione del ponte di Settimo: frutto di un accordo di programma quadro fatto insieme al progetto della strada delle Industrie per un importo di 5 milioni di euro con fondi regionali. C’è anche la possibilità, perché c’è lo studio di fattibilità regionale, di realizzare l’area sociosanitaria e con il progetto – tra gli altri – di far sorgere l’ospedale nell’area del Campus universitario di Arcavacata diventerebbe una possibilità che dobbiamo essere pronti a cogliere».

Lotta allo spopolamento e miglioramento dei servizi. Quale futuro immagina per il Centro storico?

«La prima leva è sicuramente culturale, poi segue l’investimento in infrastrutture, perché abbiamo un auditorium fermo da dieci anni che deve essere assolutamente completato, e che vorremmo dedicare a R.Leoncavallo. A tal proposito, immagino un Festival internazionale ma anche la creazione di un vero e proprio brand Leoncavallo con Montalto Uffugo che potrà diventare la capitale della musica lirica. Il mio non è solo un sogno, ma penso ci siano tutte le condizioni economiche e culturali. Un altro progetto riguarda, invece, la riqualificazione della comunità montana. Lì potrebbe sorgere il distretto sociosanitario di cui le parlavo poc’anzi. Se penso alla zona montana, lo sguardo è rivolto al bellissimo parco purtroppo, da anni, completamente abbandonato. Si potrebbe ridare slancio alla realizzazione di un Parco Avventura, affidandolo in gestione alle associazioni. Così da creare un filo conduttore tra la zona montana, la zona del centro storico.

Il parco avventura e il brand Leoncavallo, quali altre leve per rilanciare il turismo?

«Credo che il turismo e la cultura debbano viaggiare di pari passo alle infrastrutture. Non possiamo pensare di essere recettivi senza creare le giuste condizioni. Tornando alle proposte, conservo un bel ricordo del Festival degli artisti di strada, insieme ad alcuni amici della Pro Loco riuscimmo ad organizzare una manifestazione che arrivò fino alla decima edizione, accogliendo circa 3 mila visitatori al giorno nel centro storico».

La prima cosa da fare in caso di elezione?

«Organizzare la macchina. Mi riferisco alla parte gestionale, oltre al Consiglio Comunale che rappresenta la parte politica. Abbiamo bisogno della parte tecnica. Abbiamo volontà e grande entusiasmo per poter ripartire, perché dopo 10 anni . la mia non è una polemica – l’eredità è complessa».
(f.benincasa@corrierecal.it)

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