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Si sente male ma la guardia medica è chiusa. Il caso nella Vallata dello Stilaro

La donna è stata portata da Pazzano a Monasterace, poi ricoverata a Locri. Il sindaco: «L’ospedale è a 50 km di distanza, chiediamo attenzione»

Pubblicato il: 25/03/2024 – 15:36
di Mariateresa Ripolo
Si sente male ma la guardia medica è chiusa. Il caso nella Vallata dello Stilaro

REGGIO CALABRIA Ha accusato un malore ma la guardia medica era chiusa. Un episodio che sta facendo preoccupare cittadini e sindaci dei comuni della Vallata dello Stilaro, nel Reggino, quello che vede protagonista una donna che nella domenica delle Palme, al termine delle funzioni religiose, si è sentita male nella chiesa di Pazzano. «Il servizio di guardia medica era chiuso, come spesso accade durante i fine settimana», racconta ai nostri microfoni il sindaco Franco Valenti. «Nel biglietto lasciato all’ingresso della guardia medica c’era scritto di fare riferimento a quella di Monasterace, ma una volta chiamata, il medico di turno si è rifiutato di uscire dalla zona di competenza». A quel punto la donna è stata accompagnata a Monasterace, lontana sedici chilometri. Successivamente è stata ricoverata all’ospedale di Locri. «La strada da percorrere, la Sp9, è ormai una mulattiera, impercorribile», è la denuncia del sindaco, che aggiunge: «Abbiamo l’ospedale a 50 chilometri di distanza, chiediamo, insieme ai sindaci di Stilo e Bivongi un po’ di attenzione. Non chiediamo molto, ma almeno che vengano garantiti i diritti essenziali».

«Negato il diritto alla salute»

Questa mattina il caso è stato discusso anche nel corso dell’assemblea dei sindaci della Locride, alla presenza della dg dell’Asp di Reggio Calabria Lucia di Furia. A portare le istanze dei sindaci della Vallata, il sindaco di Stilo Giorgio Antonio Tropeano: «Non si può pensare di garantire le cure a una signora in grave difficoltà dopo un’ora o un’ora e mezza. Sono sempre più frequenti casi di pazienti che hanno bisogno di soccorso, ma la guardia medica rimane chiusa nel fine settimana, anche nei periodi estivi. E’ un problema che ormai si ripete da parecchio tempo. La dottoressa Di Furia – spiega Tropeano – mi ha garantito che prenderà in esame il problema e troverà soluzioni in tempi brevi. Un problema però che riguarda anche i medici di base e il consultorio, ai cittadini di questa Vallata viene negato il diritto alla salute».

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