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La sfida per evitare altre “cattedrali nel deserto”. Occhiuto: «I grandi ospedali si faranno»

Il punto nell’informativa al Consiglio: «Dopo 20 anni sono ancora presìdi di carta. Sibaritide e Vibo conclusi entro la fine della legislatura»

Pubblicato il: 28/03/2024 – 13:26
La sfida per evitare altre “cattedrali nel deserto”. Occhiuto: «I grandi ospedali si faranno»

REGGIO CALABRIA «I grandi ospedali si faranno». E’ questo l’impegno che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto ha assunto ieri nella informativa in Consiglio regionale sulla rete ospedaliera e più in generale sulla sanità calabrese. Nel corso del suo intervento e soprattutto della sua replica alle considerazioni degli esponenti dell’opposizione di centrosinistra Occhiuto, nella sua qualità di commissario del settore ha affrontato le tante questioni che ha affrontato, sta affrontando e affronterà nel governo della sanità calabrese, sollecitando la minoranza ad aver un atteggiamento anche critico ma costruttivo e invitandola a fare «un’operazione di verità» su quanto fatto prima del suo arrivo dai commissari che l’hanno preceduto.  

Occhiuto ieri in Consiglio regionale

«Vorrei che foste di stimolo come chiedo di essere all’opposizione ma aveste anche un po’ di onestà intellettuale e il coraggio di fare la contabilità di quello che si sta facendo in questi due anni anche sui grandi ospedali», ha detto Occhiuto (qui il resoconto complessivo), entrando poi nel dettaglio sull’iter di questi presìdi, ideati nel 2007 in base a un accordo tra governo e Regione all’indomani di alcuni gravissimi casi di malasanità in Calabria ma ancora non realizzati.  «Io – ha spiegato Occhiuto nell’informativa al Consiglio regionale – non ho mai detto “riprenderanno i lavori gennaio, febbraio, marzo”, ho detto “riprenderanno i lavori ad aprile” e sto facendo di tutto per far riprendere i lavori ad aprile, peraltro assumendomi responsabilità gigantesche perché ci sarà una variazione del Pef che è molto importante. Ma che devo fare? Devo fare come quelli che in passato non si assumevano le responsabilità e hanno lasciato sul territorio tante cattedrali perché i lavori non sono stati conclusi? No, io mi assumo le responsabilità del caso. E l’ospedale della Sibaritide così come l’ospedale di Vibo Valentia così come l’ospedale della Piana di Gioia Tauro si faranno. I primi due – ha ulteriormente specificato il presidente della Regione e commissario della sanità – saranno conclusi entro la fine della mia legislatura, quello della Piano di Gioia Tauro vedrà le fondamenta nel mio auspicio il prima possibile. E’ un fatto o un annuncio che per 20 anni questi ospedali sono stati solo di carta: hanno messo le prime pietre e poi se ne scappavano?… ». (c. a.)

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