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«Dall’opposizione critiche a volte lunari: oggi c’è un commissario che le cose non le annuncia ma le fa»

In Consiglio regionale l’informativa di Occhiuto sulla sanità. «Facciamo una operazione verità sugli anni di commissariamento prima di me»

Pubblicato il: 27/03/2024 – 17:13
«Dall’opposizione critiche a volte lunari: oggi c’è un commissario che le cose non le annuncia ma le fa»

REGGIO CALABRIA «Poiché vorrei essere nella condizione, allo scadere del mio mandato. se decidere se proseguire questo lavoro o meno, mi auguro di avere un’opposizione che abbia la forza di candidarsi a costruire un’alternativa e che sappia proporre, altrimenti questo campo largo o ristretto rischia di essere un campo molto angusto». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nella sua informativa al consiglio regionale sulla rete ospedaliera dal gruppo del Pd. L’informativa in realtà nel merito era ormai superata visto che lo stesso Occhiuto ha adottato un nuovo decreto (leggi qui) che ha cancellato quello del 14 marzo e che ha ispirato l’odierno dibattito in aula, ma ha comunque fornito lo spunto per un confronto a Palazzo Campanella.

Il nuovo decreto sulla rete ospedaliera

Anzitutto Occhiuto ha spiegato il perché della nuova rimodulazione della rete ospedaliera alla luce delle polemiche nate dopo il decreto dello scorso 14 marzo: «Anche io – ha esordito il governatore e commissario della sanità – mi sono reso conto dei problemi, e credo sia stupido non rendersi conto che un provvedimento fosse migliorabile. Per questo sono intervenuto personalmente sugli uffici del ministero della salute e anche in sede politica dicendo che è vero che Dm 70 ha vincoli da rispettare ma è vero anche che c’è una specificità che appartiene alla Calabria, altrimenti non si spigherebbe il commissariamento e l’intervento della consulta che ha detto che il commissariamento non va bene se non si danno poteri speciali al commissario. Ho detto che questo doveva avvenire in sede di predisposizione della rete ospedaliera che rispettasse il Dm 70 ma anche le specificità della realtà calabrese, quindi si è convenuto sulla proposta di ridurre il numero delle strutture complesse con l’impegno a diluire questa riduzione in un quinquennio. Occhiuto ha poi sostenuto: «Stiamo disincagliando i nuovi ospedale della Sibaritide – i cui lavori ripartiranno ad aprile e ricordo che rischiavano di diventare un reliquato senza la nostra azione – di Vibo Valentia e Piana di Gioia Tauro, che erano stati progettati nel 2007. Vedo una strana schizofrenia dell’opposizione: si lamenta che faccio troppo il dirigente politico, ma poi non plaude quando apro una vertenza con il governo della mia parte politica come nel caso della rimodulazione del Piano complementare, una protesta che ho avviato perché trovo giusto che si rimoduli il Pnrr e il Piano complementare e ha fatto bene il ministro Fitto a farlo ma ho spiegato che la rimodulazione non può riguardare la Calabria, che non è nelle stesse condizioni delle altre regioni perché le risorse dell’edilizia sanitaria ci servono per adeguare gli ospedali e anzi ho detto al governo che devo chiedere altre risorse, si tratta di circa 55 milioni. Ho quindi aperto una vertenza con il governo nazionale, non so come finirà ma – ha sostenuto Occhiuto – l’ho fatto per dimostrare che non sto con il cappello in mano perché il governo è della mia parte politica, io sono orgoglioso di fare parte di una famiglia politica ma io sono anzitutto il presidente della Regione e devo guardare agli interessi dei calabresi. Vorrei più onestà intellettuale nell’opposizione, che accompagnasse alle critiche qualche sostegno quando cerco di fare gli interessi della Regione e dei calabresi anche contro il governo della mia parte politica. Lo stesso ho fatto sulla rete ospedaliera. Proprio ieri ho avuto l’adesione del ministero della Salute e ho firmato il nuovo decreto che modifica il decreto che ha generato qualche polemica, la Regione si impegna a ridurre le unità operative in misura inferiore rispetto a quanto previsto dal Dm 70 e si impegna a farlo in un quinquennio, E’ certo che questa nuova rete ospedaliera venga approvata dai ministeri? Il ministero della Salute lo ha valutato positivamente, ma c’è anche il Mef. Ad aprile ci sarà il tavolo del Dm 70 e mi auguro che il Mef terrà conto delle mie ragioni, se non lo farà avrò lo stesso atteggiamento che ho verso il governo quando ritengo che non si faccia carico delle ragioni della Calabria. State sicuri che c’è un presidente della Regione che si considera il presidente di tutti. Segnalo che se il commissario non fosse stato il presidente della Regione la rete ospedaliera oggi avrebbe 35 unità operative complesse in meno: oggi ancor di più mi rendo conto di come sia sostanzialmente giusta la sentenza della Corte Costituzionale sul commissariamento della Calabria che dice che a nulla serve commissariamento se non si danno al commissario poteri eccezionali».

L’intervento di Amalia Bruni oggi in Consiglio regionale

«Auspico un’opposizione critica ma costruttiva»

Ancora Occhiuto: «Oggi ho memoria di quello che è stato fatto in passato e non voglio gettare la croce su coloro che mi hanno proceduto ma quando si nomina commissario che non ha l’autorevolezza di un presidente di Regione è normale che la sanità sia eterodiretta fuori dalla Calabria. Vorrei che un giorno si facesse un consuntivo del lavoro dei ministeri affiancanti in questi 15 anni: in questi anni la sanità non è stata governata dai calabresi ma dai ministeri della Salute e dell’Economia, sono sempre stati bravi a censurare. La prima volta che mi sono seduto al Tavolo Adduce i tecnici dei ministeri ripetevano che “la Calabria non ha fatto questo e questo”, li ho ascoltati e alla fine ho detto “sì, è vero ma quello che la Calabria dovevate farlo voi, che avete scelto questi commissari”. Su questo tema vorrei che tutte le forze politiche, al di là dei colori, fossero solidali nel chiedere rispetto per la sanità calabrese che è stata distrutta dal commissariamento. Io sono pronto alla discussione sull’autonomia differenziata ma se c’è un ambito che ha registrato il fallimento della centralizzazione è proprio la sanità attraverso il commissariamento. Oggi discutiamo di una rete ospedaliera che è fatta dal livello centrale. Ma io no non alcun poter per contrastare il livello centrale perché sono un funzionario del governo: il modo in cui è organizzato il commissariamento rende il commissario, che pure dovrebbe avere poteri straordinari, più debole. Non sono rassegnato alla debolezza, continuo a rapportarmi con forza e determinazione con i ministeri affiancanti, ma lo faccio con tutte le difficoltà del caso che provocano a esempio anche queste discussioni in Consiglio regionale. Una opposizione critica e costruttiva è una ricchezza anche per chi governa, una opposizione che sceglie argomenti rancorosi di chi si deve opporre a ogni costo non è una ricchezza per nessuno, nemmeno per la Calabria. Poiché vorrei essere nella condizione, allo scadere del mio mandato, se decidere se proseguire questo lavoro o meno, mi auguro di avere un’opposizione che abbia la forza di candidarsi e costruire un’alternativa che sappia proporre, altrimenti questo campo largo o ristretto che sia rischia di essere in campo che rimane molto angusto».

Il dibattito

Dopo l’informativa del presidente Occhiuto, alcuni interventi dai banchi dell’opposizione.  Ad aprire la serie Amalia Bruni (Pd), vicepresidente della Commissione Sanità: «Prendiamo atto che c’è un nuovo Dca che speriamo di poter esaminare, ma i problemi e le preoccupazioni sono tanti e criticità sono arrivate non solo dal territorio di Lamezia Terme, che è stato per la verità massacrato, ma anche da tanti ospedali di tante aree disagiate come Acri e San Giovanni in Fiore. Notiamo poi che per quanto riguarda i posti letto, il sistema pubblico è fermo, il privato accreditato procede velocemente: il problema è capire con quali tempi e quali risorse si voglia fare questa programmazione, mi auguro che il nuovo decreto dica qualcosa in più sotto questo aspetto. Ci siamo preoccupati per il discorso delle unità operative complesse – ha specificato Bruni – non per esibire la bandierina dei primariati ma perché la sanità ha bisogno di un esercito e un esercito non va avanti senza generali che organizzano, e quindi il problema del declassamento comunque ci riguarderà nel futuro. C’è il problema di Azienda Zero, al cui interno sono inserite 24 strutture complesse, 38 semplici e una semplice a valenza dipartimentale e pesano sull’erogazione dei servizi, e poi la nascita ha comportato che è astato ammazzato il Dipartimento regionale e il mancato decollo della stessa Azienda Zero, che ancora di fatto non è entrata in funzione. Siamo preoccupati perché la Calabria ha bisogno di servizi per la salute e non di una struttura per la comunicazione di azienda Zero, La programmazione poi non si può fare senza una visione e con regole uguali per tutti i territori. Sulla sanità c’è bisogno di unità, il presidente l’ha detto bene, e noi saremmo felici persino di rivotarla se schiodasse la sanità dall’attuale situazione, abbiamo dato tutta la disponibilità. Ringraziamo per l’informativa ma – ha concluso Bruni – abbiamo bisogno di una seduta monotematica della sanità perché ci sono tante questioni come la certificazione del debito e dei bilanci non approvati e il definanziamento del Ssn». Secondo Davide Tavernise (M5S) «in questi 2 anni e mezzo Occhiuto ha governato la sanità senza ascoltare nessuno, ci sono cose buone ma anche tante non fatte bene, a esempio il presidente non ha mai detto una parola sugli “inidonei nel sistema sanitario regionale mentre poi ha dovuto trovare medici anche fuori continente. Adesso bisogna passare da quello che c’è scritto sulla carta alle cose concrete, è arrivato il momento di fare meno annunci e di passare ai fatti Sulla sanità lavoriamo insieme senza guardare alle bandiere di partito». Ferdinando Laghi (DeMa) ha dichiarato di aver «apprezzato l’intervento del presidente Occhiuto utile per le notizie pratiche ha fornito. Sarebbe utile fare una valutazione dal primo decreto Scura per capire il percorso che si è fatto; si sono susseguiti tre decreti che sono molto simili. Bisogna capire come gli strumenti come il nuovo decreto sulla rete ospedaliera impattano sulla salute dei cittadini, questi decreti sono linee guida che vanno poi declinate sui territori dalle aziende e registrano cose che fanno pensare ma anche spunti di interesse».

La conclusione di Occhiuto

Occhiuto ha quindi controreplicato concludendo il dibattito: «Vorrei si facesse un dibattito sulla sanità in Consiglio regionale e su cosa è stato nei 14 anni prima di me e negli ultimi due anni. Io trovo alcune argomentazioni anche lunari perché mi si dice che ho fatto solo annunci: è vero o no che abbiamo assunto 3000 nuovi operatori sanitari? Abbiamo poi costruito un cordone tra la politica e le aziende sanitarie: è vero o no che i commissari, i direttori generali e persino quelli sanitari venivano fatti nelle interpartitiche dei partiti mentre oggi premiamo la competenza? Per la prima volta da 12 anni i bilanci delle aziende sanitarie sono stati approvati: è un annuncio o è un fatto? Trovo assurdo che si voglia dare una rappresentazione di quello che non è. Io per primo sono cosciente che quanto fatto in questi due anni è pochissimo, ma fate la contabilità di quello che è stato fatto negli ultimi 20 anni e negli ultimi 2 anni. Si diceva che la sanità calabrese una contabilità orale ma abbiamo fatto la ricognizione dei debiti, dimostrando che non c’è un debito mostruoso, abbiamo pagato tutti i debiti tranne gli extrabudget perché vogliamo capire quello che è successo: anche questo è in annuncio o un fatto? Per me è un fatto.  Quanti annunci sono stati fatti poi sull’integrazione Pugliese Mater Domini a Catanzaro? Noi abbiamo fatto in un anno un’integrazione di cui si è parlato inutilmente 20 anni. Abbiamo fatto la Facoltà di medicina a Cosenza di cui si è parlato per 20 anni, e l’abbiamo fatto anche evitando la guerra di campanile con Catanzaro: anche questo è un fatto, mentre la politica degli annunci l’hanno fatta gli altri. E’ un fatto o solo un annuncio che i nuovi ospedali per 20 anni sono stati solo sulla carta? Vorrei stimoli dall’opposizione ma anche onestà intellettuale. Rivendico poi la scelta di Azienda Zero: ha avuto un percorso travagliato anche per la scomparsa di Profiti ma Azienda Zero consentirà di verificare il deficit amministrativo al Dipartimento e alle Asp, perché il mio disegno è svincolare le aziende per fare concentrare sui Lea e non sui problemi amministrativi e sono molto contento di aver individuato un commissario come Miserendino che ci sta facendo fare già progressi importanti. Facciamo un dibattito ma che sia un’operazione verità. E’ un lavoro titanico, ma stiamo facendo un lavoro mai fatto in 20 anni: chi oggi governa la sanità ha dimostrato di saperla governare con una visione, una determinazione e una chiarezza di intenti». (c. a.)

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