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Tbc bovina in Calabria, la “Cia-Agricoltori Italiani” chiede a Occhiuto un incontro urgente

La richiesta dopo l’indiscrezione del Corriere della Calabria. «Affrontare la calamità sanitaria che ha colpito la provincia di Crotone»

Pubblicato il: 12/04/2024 – 13:40
Tbc bovina in Calabria, la “Cia-Agricoltori Italiani” chiede a Occhiuto un incontro urgente

CATANZARO Cia-Agricoltori Italiani, in una nota, ha chiesto al presidente della Regione «con estrema urgenza un incontro per affrontare in maniera più rapida e operativa la calamità sanitaria, ovvero la Tbc bovina, che si è abbattuta sulla Calabria e soprattutto nella provincia di Crotone, colpendo in particolare modo il settore zootecnico da carne con allevamento allo stato brado». «Per la delicata e precaria situazione economica odierna – è scritto in una nota dell’associazione – il settore agricolo-zootecnico, non può essere lasciato solo ad affrontare questa “calamità”, né tantomeno si può pensare di replicare le stesse tempistiche in uso da molti anni a questa parte per risarcire i danni subiti. Ma partiamo dal segnalare, in primis, l’incertezza che oggi vivono gli allevatori per il fatto che non si riesce ancora a capire come questa malattia si propaghi. E’ necessario fare chiarezza sugli eventuali vettori della fauna selvatica (cinghiali e altri) e la semplice risposta del settore sanitario che sono i bovini che hanno infettato i cinghiali, per noi non è interessante e importante; una volta che la malattia si è diffusa ed ha interessato anche i cinghiali, questi oggi, oltre ai bovini, sono potenziali vettori e quindi da attenzionare al pari dei bovini». «Quello che interessa sapere e quindi capire, con certezza – riporta ancora la nota – non dovrebbe essere molto difficile che, una volta risanati gli allevamenti, non si rincominci da capo con dispendio di risorse; se non si ferma e isola la malattia, invece, il rischio è altissimo. Bisogna unire tutte le necessarie risorse, economiche, tecniche, umane, per gestire e portare a soluzione definitiva questa drammatica situazione, evitando di lasciare gli allevatori con tutti questi interrogativi senza risposta. Così come è necessario rivedere il prezzario che stabilisce il risarcimento del capo abbattuto, valutando il vero valore del danno in virtù dell’uso e dell’età del capo stesso; non si possono usare parametri e valori stabiliti tanto tempo fa ed oggi non aggiornati e rivalutati alla situazione attuale».

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