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Calabria a cinquestelle

Standing ovation, selfie e campo largo. La lunga giornata di Conte a Corigliano Rossano – FOTO

Il leader del M5s attacca sulla sanità: «per un esame specialistico si ricorre ad un do ut des» e richiama i “tagli” di Scopelliti e Occhiuto

Pubblicato il: 14/04/2024 – 20:38
di Fabio Benincasa
Standing ovation, selfie e campo largo. La lunga giornata di Conte a Corigliano Rossano – FOTO

CORIGLIANO ROSSANO Erano in mille ad ascoltare Giuseppe Conte, al cineteatro Metropol di Corigliano Rossano. Attivisti, simpatizzanti affollano la sala, riempiendo i posti a sedere. Dopo una giornata dedicata a panel e incontri, l’ex premier guadagna il palco accompagnato dagli applausi e da una lunga standing ovation. «Sei una persona onesta», grida qualcuno dal fondo, Conte sorride e ringrazia: in primis Anna Laura Orrico, deputata Cinquestelle e una delle anime del Movimento in Calabria. Il presidente pentastellato attende il suo turno dopo aver presenziato, da questa mattina, a tutti gli eventi organizzati in attesa dell’intervento finale. Il termometro fuori dalla sala segna 30 gradi, dentro la temperatura è leggermente inferiore ma il clima non sembra più di tanto influenzare il discorso del leader del Movimento subito deciso ad affrontare i temi della legalità, dalla lotta alla corruzione ed alla malavita «sempre al centro dell’agenda politica dei Cinquestelle», ma – sottolinea l’ex premier – «dovrebbe essere così per tutti».
«Non siamo solo quelli che gridano “onestà”, vogliamo lavorare per garantire un cambio di passo». La mente, per un attimo torna al passato. «Sapete quando ho capito che il clima del “Ggoverno Conte 2” si era fatto rovente? Quando ho parlato di rafforzamento di controlli sul Pnrr. Qualcuno riteneva esagerata una task force composta da 300 persone competenti impegnate ad evitare che si apparecchiasse una mangiatoia per i comitati d’affari. Ricordo che Italia Viva ci attaccò mentre adesso tace. Oggi siamo arrivati a circa 2.000 esperti». L’occasione è ghiotta per sferrare un altro affondo al Governo Meloni. «Hanno abolito l’abuso d’ufficio, nel 2020 eravamo stati noi a ridimensionarlo, ma ora eliminarlo significa legalizzare l’abuso di potere. È surreale che nel centrodestra c’è chi gonfia il petto su questa misura».

Lo strappo (in Puglia) con il Pd

Dalle stoccate al Governo, allo strappo con il Pd in Puglia il passo è breve. Conte ripete più volte «noi siamo quelli della buona politica e non dell’antipolitica». Qualche sassolino in meno nelle scarpe e i temi nazionali, lasciano spazio alle questioni emergenziali in Calabria, a partire dalla sanità. Questione già affrontato nel corso del punto stampa che ha anticipato di qualche ora l’evento. «Dobbiamo lavorare su cosa ancora va fatto in Calabria. «Oggi – Conte alza la voce e va giù duro – per un esame specialistico si ricorre ad un do ut des per comprare un voto in cabina elettorale». Non ci vuole molto a capire quanto il tema sanità sia diventato decisamente importante nell’agenda dei Cinquestelle, in terra calabra e non solo. Lo si intuisce, quando Conte cita addirittura Peppe Scopelliti, ripescando dal cilindro «il taglio di 18 ospedali» fino ad arrivare alla stoccata all’attuale governatore e commissario della sanità Occhiuto che con «un altro piano smantella i presidi sanitari di montagna».
L’ex premier richiama il Governo ad una maggiore attenzione perché la Calabria «non può essere presa in giro con il Ponte sullo Stretto». «Documenti alla mano, sta venendo fuori come tutto il progetto appartenga ad anni lontani». E poi la seconda stoccata di giornata: «Se inizieranno gli espropri, lo Stato dovrà pagare terreni a persone di malaffare che se li sono accaparrati».

Il “campo largo” e i sindaci

In sala prendono posto diversi sindaci, oltre all’attuale primo cittadino di CoRo Flavio Stasi, anche Franz Caruso sindaco di Cosenza, Edoardo Antonello Giudiceandrea di Calopezzati e Agostino Chiarello, primo cittadino di Campana al quale Conte si rivolge. «Prima mi ha detto di essere ben intenzionato nei nostri confronti ma chiede di lavorare per un progetto di sintesi. Non faccia l’errore di leggere troppi giornali, in questa tornata di elezioni amministrative» sorride Conte. Che fa riferimento ancora allo strappo con il Pd. «Sa quanti nostri candidati sono appoggiati dal Pd. Nessuno. Noi appoggiamo quasi dappertutto sindaci del Pd, ma non scendiamo sotto quella asticella». Il compromesso fa intendere il premier è possibile ma solo a talune condizioni. Il Movimento fa parte della maggioranza che oggi governa la città di Cosenza, con l’assessora al welfare Veronica Buffone ed ha deciso di scendere in campo a sostegno di Flavio Stasi, sindaco uscente di Corigliano Rossano e pronto a sfidare Pasqualina Straface. In palio c’è la poltrona più importante della terza città della Calabria. E domani, Conte proseguirà il suo tour in Calabria spostandosi a Vibo Valentia, ad attenderlo il candidato di centrosinistra Enzo Romeo, forte del sostegno anche del Pd. «Ci sediamo ai tavoli e ci confrontiamo sui temi. Non possiamo impegnarci per opere in contrasto con la nostra visione», la chiosa dell’ex premier sull’argomento “campo largo”. Il discorso dura 25 minuti, poi prima di congedarsi spazio ai selfie ed ai sorrisi. I tempi delle “bimbe” sembrano ormai lontani, ma l’indice di gradimento dell’ex premier resta decisamente alto.
(f.benincasa@corrierecal.it)

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